Il Papa: rinnovare l’impegno cattolico per la società e la tutela dei vulnerabili
Lorena Leonardi - Città del Vaticano
Proseguire nel sostegno “alle comunità, alle persone e alle famiglie che vivono condizioni di maggiore fragilità e di emarginazione sociale” e, in particolare, “promuovere la formazione dei giovani attraverso percorsi educativi, culturali e di partecipazione”. È la consegna affidata da Leone XIV al consiglio direttivo di Fondazione Cattolica di Generali Italia ricevuto in udienza nella Sala del Concistoro stamane, venerdì 13 marzo.
Per una presenza attiva dei cattolici nella società
Il Papa esprime gratitudine alla Fondazione e alla Società Cattolica di Assicurazione per il “costante impegno” in favore di una “presenza attiva” dei cattolici nella società italiana.
La vostra visita, inoltre, mi offre l’occasione di sottolineare quanto sia importante, nel nostro tempo, studiare e valorizzare la storia del movimento cattolico in Italia, per trarne ispirazione e tradurre nell’oggi le intuizioni e le esperienze di uomini e donne che nella loro vita hanno unito fede e impegno per la giustizia.
In risposta alla “Rerum novarum”
Di fatto, rimarca, la nascita di cooperative, casse rurali e società di mutuo soccorso furono la “risposta concreta” all’invito rivolto da Papa Leone XIII con l’Enciclica Rerum novarum, ad organizzarsi anche a livello economico per affrontare la “questione sociale”.
In proposito, il Pontefice cita tra i pionieri di queste iniziative anche i fondatori della Società Cattolica di Assicurazione: un gruppo di sacerdoti e laici che, nel 1896 a Verona, diedero vita a una società cooperativa a larga partecipazione popolare, poi sviluppatasi insieme al Paese, “aiutando le comunità a superare i traumi delle due guerre mondiali”.
Contributo alla tutela dei più vulnerabili
Richiama quindi la nascita, “a partire da quelle stesse radici”, della Fondazione Cattolica, venti anni fa, e il riconoscimento del ruolo "fondamentale del Terzo Settore nel sostegno alle comunità, alle persone e alle famiglie che vivono condizioni di maggiore fragilità e di emarginazione sociale".
In questo modo, favorendo le iniziative di tante associazioni e imprese sociali, fondazioni ed enti religiosi, avete dato un contributo importante alla coesione sociale e alla tutela delle persone più vulnerabili.
Stile evangelico per la coerenza tra mezzi e fini
Il vescovo di Roma raccomanda attenzione ai fragili e agli emarginati, dunque, e il coinvolgimento di ragazzi e ragazze: affida poi alla Fondazione Cattolica la missione di coltivare lo “stile evangelico” dell’intraprendenza dimostrata finora, perché vi sia “coerenza” tra i fini proposti e i mezzi e gli strumenti atti a perseguirli.
Dalla sua nascita, nel 2006, Fondazione Cattolica ha sostenuto la realizzazione di oltre quattro mila ottocento progetti delle associazioni di volontariato, delle imprese sociali del Terzo settore e degli enti ecclesiastici.
Infine, il Papa indica come ispiratore l’insegnamento del beato Giuseppe Toniolo, esempio di cattolicesimo impegnato.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
