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Il Papa: laici e sacerdoti, uniti nella missione di essere veri testimoni di Cristo

All’udienza generale in Piazza San Pietro, Leone XIV prosegue le catechesi sul documento del Concilio Vaticano II “Lumen gentium”, riflettendo sulla comunità ecclesiale come “popolo sacerdotale e profetico”: un dono di cui essere grati, ma anche una responsabilità. Ogni battezzato, afferma è “soggetto attivo di evangelizzazione” attraverso i carismi infusi dal Signore

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

“La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori, non può errare nella fede.”

Un postulato, una consapevolezza di unità d’intenti da cui scaturiscono gratitudine ma anche un senso di responsabilità: ciascun battezzato non è un passivo esecutore, ma “soggetto attivo di evangelizzazione”, chiamato a dare “coerente testimonianza di Cristo” attraverso “il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa”. È questo il cuore della catechesi pronunciata questa mattina, mercoledì 18 marzo, da Papa Leone XIV all’udienza generale in Piazza San Pietro, alla presenza di 25mila fedeli. La riflessione si inserisce nel solco dei documenti del Concilio Vaticano II, in particolare della Costituzione dogmatica Lumen gentium, e si sviluppa attorno al concetto di Chiesa come “popolo sacerdotale e profetico”.

LEGGI LA CATECHESI INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV

Una vista di Piazza San Pietro
Una vista di Piazza San Pietro   (@Vatican Media)

La comune missione a ordinati e laici

“Il popolo messianico riceve da Cristo la partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale in cui si attua la sua missione salvifica”, afferma il Pontefice, riprendendo gli insegnamenti dei Padri conciliari, secondo i quali Gesù “ha istituito mediante la nuova ed eterna alleanza un regno di sacerdoti, costituendo i suoi discepoli in un sacerdozio regale”. Un’investitura comune, donata attraverso il Battesimo – “che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità e a professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa” – e la Confermazione, mediante la quale i battezzati “vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l’opera, come veri testimoni di Cristo”.

Questa consacrazione sta alla radice della comune missione che unisce i ministri ordinati e i fedeli laici.

Il Battesimo, sacramento di cui andare orgogliosi

Per delineare meglio questo aspetto, Leone XIV riprende le parole di Papa Francesco, il quale osservava come, guardando al popolo di Dio, sia necessario ricordare che ciascuno fa il proprio ingresso nella Chiesa da laico. “Il primo Sacramento, quello che suggella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il Battesimo”, scriveva Papa Bergoglio in una lettera all'allora presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina, il cardinale Marc Ouellet. Attraverso tale sacramento e l’unzione dello Spirito Santo, i fedeli “vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo, sicché tutti noi formiamo il santo Popolo fedele di Dio”.

Eucarestia, preghiera, ascesi e carità

L’esercizio di questo sacerdozio regale, prosegue Papa Leone, si realizza in forme diverse, tutte orientate “alla nostra santificazione”: anzitutto mediante la partecipazione all’Eucaristia, e poi attraverso la preghiera, l’ascesi e la carità operosa. Per dirla con le parole di Lumen gentium: “L’indole sacra e la struttura organica della comunità sacerdotale vengono attuate per mezzo dei sacramenti e delle virtù”.

Il Papa saluta i fedeli
Il Papa saluta i fedeli   (@Vatican Media)

Il "senso della fede"

I Padri conciliari, inoltre, affermavano la partecipazione del popolo di Dio alla “missione profetica di Cristo” attraverso il tema del sensus fidei e del consenso dei fedeli. Si tratta di “una facoltà di tutta la Chiesa, grazie alla quale essa nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso nelle questioni di fede, e contemporaneamente penetra in essa più profondamente e più pienamente l’applica nella vita”.

Il senso della fede appartiene dunque ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme.

La manifestazione del consenso dei fedeli

Lumen gentium approfondisce questo aspetto collegandolo all’infallibilità della Chiesa, affermando che “la totalità dei fedeli, che hanno ricevuto l’unzione dal Santo non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà particolare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di morale”.

La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori, non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondato sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli.

Le grazie speciali dispensate a ogni fedele

Da tale comunione scaturisce l’attiva partecipazione all’opera di evangelizzazione di ciascun battezzato, chiamato a testimoniare Cristo in coerenza con il dono profetico infuso dal Signore alla Chiesa.

Lo Spirito Santo, che ci viene da Gesù Risorto, dispensa infatti tra i fedeli di ogni ordine grazie speciali con le quali li rende adatti e pronti ad assumersi vari incarichi e uffici utili al rinnovamento e alla maggiore espansione della Chiesa

Il Papa durante l'udienza generale
Il Papa durante l'udienza generale   (@Vatican Media)

La vitalità carismatica della vita consacrata

Il Pontefice conclude la catechesi indicando la vita consacrata come esempio “peculiare di tale vitalità carismatica”, insieme alle forme associative ecclesiali, “esempio luminoso della varietà e della fecondità dei frutti spirituali per l’edificazione del Popolo di Dio”.

Risvegliamo in noi la consapevolezza e la gratitudine di aver ricevuto il dono di far parte del popolo di Dio; e anche la responsabilità che questo comporta.

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18 marzo 2026, 10:27