Dal Papa la risposta alla richiesta disperata di aiuti dei vescovi ucraini
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Gli attacchi, le fughe dei civili, le donne con i bambini separate dai mariti partiti per il fronte, le case distrutte, l’impossibilità di scrivere pagine di futuro. La guerra, che ormai da 4 anni sconvolge l’Ucraina, annienta, mostra il lato più feroce dell’ambizione ma mostra anche la verità di cuori generosi, di persone che inventano soluzioni per alleviare la sofferenza e di una Chiesa che si fa madre di figli in difficoltà.
La richiesta, giunta a Papa Leone da parte di alcuni vescovi ucraini, è una “richiesta disperata”, così si legge in un comunicato del Dicastero per il Servizio della Carità. I pastori si sono fatti portavoce di una popolazione in sofferenza dopo recenti bombardamenti in particolare nella zona di Zaporizhzhia. Il Pontefice ha ascoltato il loro grido e ha inviato alcuni giorni fa attraverso l’Elemosineria Apostolica un tir con i farmaci più urgenti per far fronte a “questa disastrosa emergenza umanitaria”. “Oltre 1 milione di Euro – si legge – è il valore commerciale di questo straordinario carico, reso possibile grazie soprattutto al coinvolgimento della Fondazione Banco Farmaceutico ETS”.
Gli aiuti giunti in Ucraina
Farmaci ma non solo. In guerra si ha bisogno di tutto e il freddo ucraino aumenta ancora di più la necessità di risposte urgenti. Il vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia, monsignor Pavlo Honcharuk, ha rivolto un drammatico appello a favore di oltre 800 famiglie – un quartiere intero - rimaste senza riscaldamenti dopo le ultime azioni militari contro le infrastrutture energetiche; raid che hanno causato danni impossibili da riparare in breve tempo. Per questo motivo il vescovo Honcharuk si è rivolto al cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere del Papa, per avere un aiuto concreto e acquistare così apparecchiature necessarie ad ovviare il problema del freddo nelle case.
Intanto questa mattina, 24 febbraio, sono giunti a Zaporizhzhia farmaci e centinaia di radiatori elettrici ad olio acquistati in Italia: più di 1.000 i radiatori che assicureranno una fonte di riscaldamento per queste famiglie in grande difficoltà, alcune costrette a trovare alloggi di fortuna o a recarsi in rifugi riscaldati grazie alla presenza di generatori. “Nonostante tutte le difficoltà logistiche e operative - comunica l’Elemosineria - i prodotti saranno distribuiti in breve tempo nei vasti territori bombardati”.
Il dono della pace
Quella di oggi è la risposta concreta del Papa all’appello lanciato domenica, 22 febbraio, all’Angelus quando ha ricordato l’anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, le vittime, “le famiglie spezzate”, la “drammatica situazione che sta sotto gli occhi di tutti”, le “sofferenze indicibili”. Da qui la forte richiesta di cercare la pace che non può essere “rimandata” perché “esigenza urgente”, di far tacere le armi, di un cessate-il-fuoco. Leone XIV chiede preghiere perché le sofferenze si possono anche curare così e perché è la preghiera che prepara davvero i cuori alla pace.
Olena e il suo grazie per i generatori
Con i blackout continui e le temperature a picco, arriva il grazie da parte di chi potrà usufruire dell'aiuto giunto grazie all'impegno immediato dell'Elemosineria apostolica in risposta all'appello della Chiesa locale. "Grazie ai benefattori, i miei figli così potranno stare al caldo, potranno studiare", dice Olena, sfollata con due figli da Kherson, il marito al fronte. In un video realizzato dalla Fondazione Martino di Porres, gestita dai Domenicani nella città di Fastiv, la reazione della donna per il dono dei generatori: "Questo è un sostegno incredibile".
(aggiornamento alle 12.00 del 25 febbraio)
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