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La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia lido che domani, 15 febbraio, visiterà Papa Leone XIV La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia lido che domani, 15 febbraio, visiterà Papa Leone XIV

Sulla collina più alta di Ostia, la parrocchia di periferia che attende Papa Leone

A Santa Maria Regina Pacis, chiesa istituita da Benedetto XV per scongiurare la guerra e guidata dai pallottini, Leone XIV compirà la prima delle cinque visite previste nelle domeniche prima di Pasqua. In una zona popolare, segnata da disagi e criminalità ma abitata da "gente buona", il Pontefice incontrerà la comunità locale. Il parroco don Giovanni: "Siamo una parrocchia viva in un territorio difficile. Ostia è molto di più, non è quella che raccontano i media. Vorremmo far risaltare il bello"

Salvatore Cernuzio – Ostia

I flutti del Tirreno riflettono la cupola di 42 metri, quella che - progettata dall’architetto Giulio Magni nei primi anni del ‘900 - gli ostiensi chiamano «il cupolone». La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis, che tra due anni compirà un secolo, con le sue vetrate dedicate a Sant’Agostino o a San Vincenzo Pallotti, svetta dalla duna più alta del quartiere Lido di Ostia Levante. In questo territorio, 26.ma Prefettura della Diocesi di Roma, dove l’archeologia si intreccia con la storia e la storia con l’attualità delle cronache criminali e del riscatto sociale della gente, la chiesa voluta da Benedetto XV durante il primo conflitto mondiale per scongiurare la guerra, rappresenta più di un luogo sacro.

È un gioiello architettonico in stile neoclassico, un punto di ritrovo tra celebrazioni e attività sociali, uno spazio caro agli abitanti di Ostia Lido e pure ai Papi. Da Giovanni XXIII nel 1963 a Paolo VI nel 1968, poi Giovanni Paolo II nel 1980 e Francesco che vi si recò nel 2015, per incontrare la locale comunità e pure i giostrai del limitrofo Luna park, quasi tutti gli ultimi Pontefici hanno fatto tappa a Regina Pacis. Ora anche Leone XIV che il 15 febbraio inizia qui il suo tour di visite pastorali in cinque parrocchie romane, una per ogni settore della Diocesi, lungo le domeniche che precedono la Pasqua.

Sulle tracce di Sant'Agostino e Santa Monica

Non una scelta casuale, quella di Ostia, per il Pontefice agostiniano che nella cittadina a circa 30 km da Roma si è recato tante volte sulle tracce del santo di Ippona, padre dell’ordine religioso di appartenenza, e della madre Monica, che nei pressi della parrocchia di Sant’Aurea concluse la vita terrena e alla quale sono intitolate statue, chiese e cliniche. «Ostia è veramente un porto importante nella storia del mondo, della Chiesa, della storia di Sant’Agostino e di Santa Monica», aveva detto lo stesso Leone ai giovani della nave Bel Espoir incontrati proprio sul litorale ostiense.

Ascolta l'intervista di Marco Guerra al parroco don Giovanni Patané

Una variegata comunità parrocchiale

Domenica il Pontefice sarà al civico 13 di Piazza Regina Pacis, in questo tempio del quale proprio gli agostiniani posero le fondamenta per la costruzione, successivamente affidata ai pallottini che ne completarono la realizzazione e che ora guidano la comunità parrocchiale. Una comunità parrocchiale variegata. Papa Leone la incontrerà al completo: bambini, giovani di realtà aggregative ecclesiali e non solo, malati e anziani, poveri – sia migranti ma anche tante famiglie italiane - ogni giorno ospitati per il pranzo, volontari Caritas, abitanti dei dintorni.

La notizia dell’arrivo del Papa è stata comunicata dal parroco don Giovanni Patané, convocato settimane prima nel Vicariato di Roma dal cardinale Baldo Reina, insieme agli altri quattro parroci. «Ci hanno avvisato di una convocazione in Vicariato… Quando ci è arrivata la telefonata siamo rimasti un po’ stupiti perché pensavamo di aver fatto qualcosa di sbagliato, invece poi l’annuncio del vicario ci ha dato grande gioia», racconta il sacerdote ai media vaticani. I parrocchiani e il Consiglio pastorale lo hanno saputo subito dopo: «Tutti sono stati contenti e subito sui social è rimbalzata la notizia».

La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido
La parrocchia di Santa Maria Regina Pacis a Ostia Lido

Biglietti a sorteggio per accogliere tutti

In questi giorni, negli ambienti esterni ed interni della parrocchia, è un via vai di sistemazioni, pulizie, allestimenti. Ma prima di tutto si attende l’arrivo del Papa «con la preghiera», assicura don Giovanni. «Ci stiamo preparando ad accogliere il nostro vescovo, il nostro pastore, perché è vero che viene il Papa ma per noi è anche il nostro vescovo diocesano. Stiamo pensando ad un momento apposito per gli anziani e gli ammalati in palestra; poi, naturalmente, la celebrazione eucaristica in Chiesa e, subito dopo, il saluto ai fedeli che resteranno fuori dalla Chiesa». La navata centrale può ospitare infatti circa 400 persone. Considerando la presenza di autorità civili e militari, si è pensato di assegnare i biglietti tramite sorteggio: «Così non ci saranno preferenze e chiunque può avere la possibilità di partecipare alla celebrazione», spiega Patané. Sul sagrato si stanno disponendo intanto maxi schermi e sedie: «C’è una piazza molto grande con una bellissima prospettiva su una via che porta dritti al mare».

Fermento giovanile

Tra i vari momenti che Leone XIV vivrà a Santa Maria Regina Pacis è previsto anche l’incontro con quasi 300 bambini del Catechismo che si preparano a Comunione e Cresima, poi quello con centinaia di giovani di oratorio, Scout, Cammino Neocatecumenale e altri gruppi: «Tanti, tanti ragazzi. Questa è una delle periferie più giovani di Roma, c’è un grande fermento giovanile».

Un dato non scontato in una zona popolare dove, afferma il parroco, «si vivono situazioni sociali molto controverse». «Forse siamo la periferia più lontana della Diocesi», spiega ancora Patané. «Quando venne Papa Francesco nel 2015 esclamò: “Ma è ancora la mia Diocesi questa?”, scherzando sulla distanza che aveva percorso per arrivare a Ostia. Siamo una periferia complessa, bellissima, ma anche con zone d’ombra, per cui oltre alla stragrande maggioranza dei cittadini, persone buone, persone di buona volontà, c’è qualcosa che non va legata alla criminalità, alla droga soprattutto e alla prostituzione».

Una immagine antica di Santa Maria Regina Pacis
Una immagine antica di Santa Maria Regina Pacis

Zone d'ombra, ma anche tanto bene

Tutte sfide che si cerca di fronteggiare insieme. «Le Forze dell’ordine stanno facendo un lavoro incredibile da questo punto di vista», sottolinea il sacerdote. «Con loro collaboriamo tantissimo perché siamo convinti che la collaborazione tra istituzioni civili e religiose, possa portare ancora di più questo territorio a risaltare per il bello e non solo per le cattive notizie». Lo stesso don Giovanni fa parte di una Commissione che vede tra i membri religiosi e sacerdoti di Roma: «È nata lo scorso anno per monitorare “le zone calde” della Diocesi, in collaborazione con la Commissione parlamentare per le periferie».

«Siamo una parrocchia viva ma una parrocchia che si inserisce in una periferia con tanti problemi, in un territorio che vive purtroppo situazioni di svantaggio e disagio», dice il parroco. Che, però, ci tiene a puntualizzare: «Ostia non è solo questo, c’è anche tanto bene e più che giudicare come spesso avviene, bisognerebbe amare un po’ di più questo territorio… Sì, le piaghe sociali, la droga, la prostituzione ci sono, non lo possiamo negare, ma non tutta Ostia così. È una parte! È quella macchia nera in un quadro bianco che subito risalta, ma è pur sempre una macchia. Noi vogliamo contribuire allora a una narrazione diversa rispetto a quella dei media, della cinematografia o di tanti racconti su Ostia, iniziando proprio da questa chiesa. Una chiesa bella».

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14 febbraio 2026, 09:37