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Il Papa nella Sala Clementina con i partecipanti all'udienza Il Papa nella Sala Clementina con i partecipanti all'udienza

Il Papa a gentiluomini, addetti di anticamera e sediari: abbiate una fede solida

Il Pontefice incontra coloro che, quotidianamente, si adoperano per accogliere e accompagnare quanti giungono in Vaticano per le visite di Stato, le udienze, le occasioni più solenni e quelle più familiari e li ringrazia per il loro servizio. I gesti di accoglienza e di saluto devono essere “nobili ma non affettati, eleganti ma non sofisticati, così da comunicare affabilità a chiunque”

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Un’insolita udienza domenicale, oggi, 1 febbraio, nel Palazzo Apostolico. È riservata, nella Sala Clementina, ai gentiluomini, agli addetti di anticamera e ai sediari ai quali Leone XIV esprime la sua gratitudine e riconoscenza per il loro servizio quotidiano, coordinato dal reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Leonardo Sapienza, e dal vice-reggente, l’agostiniano padre Edward Daleng, e svolto con “spirito di fedeltà al Papa”. Una “dedizione” che, riconosce il Pontefice, “accompagna” e “aiuta quotidianamente” la sua “missione apostolica, andando a beneficio” di quanti lo incontrano “nelle visite di Stato, nelle udienze, nelle occasioni più solenni come in quelle più familiari”.

Penso che il vostro lavoro possa essere ben sintetizzato da tre verbi, che ne custodiscono il senso e il valore: disporre, accogliere, salutare. La qualità di un incontro, infatti, comincia dalla premura che contraddistingue i suoi preparativi, fin nei dettagli.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV

Un momento dell'udienza
Un momento dell'udienza   (@Vatican Media)

Comunicare affabilità attraverso i gesti

È un servizio che richiede attenzione e umiltà quello offerto negli ambienti ricchi “di storia e di arte” della Santa Sede, evidenzia il Papa. Quanti si adoperano per tutti gli incontri papali, oltre a provvedere alla loro disposizione, devono avere solerti “gesti d’accoglienza e di saluto che siano nobili ma non affettati, eleganti ma non sofisticati, così da comunicare affabilità a chiunque”.

Che sia principe o pellegrino, patriarca o postulante, la sollecitudine del Successore di Pietro resta identica verso tutti e amorevole per ciascuno.

Il Papa mentre legge il suo discorso
Il Papa mentre legge il suo discorso   (@Vatican Media)

Rendere una testimonianza di vita e di fede

È una “sobria bellezza” quella “che contraddistingue il protocollo pontificio”, fa notare Leone, e “si riflette” su qualunque gesto di gentiluomini, addetti di anticamera e sediari. E a loro il Pontefice raccomanda di seguire l’esempio di quanti li hanno preceduti testimoniandone “i valori con una vita coerente”.

Il servizio d’onore richiede certo una peculiare deontologia, ma prima ancora una fede solida, e quindi uno stile spirituale improntato alla devozione verso la Chiesa e il Papa. Le azioni, la postura, gli sguardi di ogni giorno ne siano sempre specchio luminoso.

Infine, il Papa invita “a continuare con impegno i diversi servizi”, “ciascuno secondo la propria mansione”, e ribadisce la sua “riconoscenza” verso tutti, impartendo la benedizione apostolica, estesa a familiari e persone care.

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01 febbraio 2026, 11:45