Un punto di luce nel buio del Quarticciolo, la parrocchia dell’Ascensione attende Leone

Domenica 1 marzo, Il Papa incontra la comunità nella periferia est di Roma, dove già si recarono Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, e presiede la Messa alle ore 17. Il parroco padre Canali: “Contrastiamo il declino del quartiere portando la speranza del Vangelo”. Il referente Caritas Leardi: "Lavoriamo affinché le famiglie si affranchino dalla nostra assistenza". L'educatore del gruppo giovanile Magis: "Essere nati qui non significa non potersi costruire una vita felice"

Daniele Piccini – Roma

“La nostra Parrocchia, come il nostro quartiere, il Quarticciolo, si trova in una buca. Per venire qui, si deve scendere. Si scende, per arrivare da noi, dai quartieri Alessandrino, Centocelle e Tor Tre Teste, o dalla via Prenestina. E anche Papa Leone XIV, se domani, domenica 1 marzo, vorrà visitare la nostra comunità, dovrà scendere”. Mentre parla, padre Daniele Canali, parroco dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, in via Manfredonia 5, nel quartiere della periferia est di Roma, non chiarisce se la discesa alluda solo alla posizione urbanistica della borgata, effettivamente collocata in una depressione del suolo, tra le colline dell’Alessandrino, di Tor Tre Teste e di Centocelle. Oppure se quello “scendere” esprima piuttosto una metafora, che vuole significare molto altro. Leone XIV sarà il terzo Pontefice a visitare questa parrocchia della periferia di Roma, dopo Papa Giovanni XXIII, che vi si recò il 3 marzo 1963, e san Giovanni Paolo II che fu accolto qui il 3 febbraio 1980. Quella al Quarticciolo è la terza delle cinque comunità della sua diocesi che il Papa sta incontrando in vista della Pasqua.

Il parroco dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, padre Daniele Canali.
Il parroco dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, padre Daniele Canali.

Famiglie che vivono di lavoro, e non...

La parrocchia, costruita nel 1954 su progetto dell'architetto Francesco Fornari, serve circa 10 mila fedeli. La maggior parte di loro vive nei “lotti”: serpentoni di palazzi, privi di ogni abbellimento estetico, per lo più senza balcone, costruiti tra la fine degli anni ’30 e l’inizio degli anni ’40, come insediamenti residenziali destinati a famiglie operaie, su progetto dell’Istituto Fascista Autonomo Case Popolari. “Il 99% degli edifici del quartiere sono di edilizia popolare e ora appartengono all’Ater, Aziende Territoriali Edilizia Residenziale”, puntualizza il parroco a colloquio con i media vaticani. “Il 90% delle famiglie che abita qui vive del proprio lavoro. Poi ci sono tanti pensionati ed anziani, ed infine famiglie che, diciamo così, vivono di espedienti, ai margini della legalità”, spiega ancora padre Canali provando a delineare così un quadro demografico degli abitanti.

La parrocchia fu costruita nel 1954 su progetto dell'architetto Francesco Fornari.
La parrocchia fu costruita nel 1954 su progetto dell'architetto Francesco Fornari.

Lui stesso è “figlio” di quel popolo di cui ora è pastore. La sua famiglia è originaria di Centocelle, pochi metri al di là della Palmiro Togliatti, un lungo viale che separa i due quartieri. Padre Canali, che oggi ha 48 anni, arriva in questa parrocchia nel 2014 come viceparroco, poi nel 2022 diventa parroco. Ora la guida, supportato da altri due sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù, noti come Dehoniani: padre Stefano Sardini, il viceparroco, e padre Dino Cusmai. La parrocchia è affidata ai padri Dehoniani dal 1948. 

Ascolta l'intervista a padre Daniele Canali, parroco dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Il parroco: reagiamo alla paura 

“In questi anni – racconta ancora - sono stato diretto spettatore del progressivo decadimento di questo quartiere, per tanto tempo abbandonato dalle istituzioni. Nel 2014, quando arrivai come viceparroco, si vedevano già le prime avvisaglie di ciò che poi, con la pandemia di Covid-19, sono diventati segnali macroscopici di declino: negozi che hanno chiuso, famiglie che hanno lasciato il quartiere e che non sono state sostituite da altre più giovani. Persino la piscina ‘Azzurra 7’, che portava nel quartiere gente nuova, ‘da fuori’, è chiusa e abbandonata da anni. La prostituzione dilaga lungo viale Palmiro Togliatti, mentre all’interno del quartiere è molto attiva una rete di spacciatori locali di droga. Alcune persone della parrocchia sono state aggredite, e io stesso sono stato aggredito due volte. Dobbiamo tenere le porte della parrocchia ben chiuse per paura dei furti ed è capitato che le nostre processioni lungo le strade del quartiere siano state bersaglio di sputi”.

Una processione della comunità parrocchiale tra le strade del quartiere.
Una processione della comunità parrocchiale tra le strade del quartiere.

Proprio mercoledì scorso, 25 febbraio, i Carabinieri hanno arrestato nel quartiere, grazie ad un'operazione a tenaglia che ha bloccato possibili vie di fuga, undici persone in flagranza di reato, denunciato una dodicesima, sequestrato oltre 320 dosi di stupefacenti e circa 2.500 euro in contanti, ritenuti incasso della vendita. 

Il parroco è convinto che il decoro urbano, qui decisamente trascurato, incida profondamente sulla qualità della vita delle persone e sui loro comportamenti. La parrocchia non può vincere da sola questa battaglia e ha bisogno di alleanze. “Stiamo lavorando con Mauro Casinghini, commissario straordinario nominato dal Governo italiano, e con il Municipio V, che in occasione dell’arrivo di Papa Leone XIV, ha promesso di sistemare la piazza davanti alla chiesa, largo Mola di Bari. Inoltre, siamo in rete con tutte le realtà sociali del territorio, ossia con il Polo civico, per scegliere sempre il meglio per questo quartiere”, riferisce il religioso. 

La locandina che annuncia la vista di Leone XIV alla parrocchia del Quarticciolo.
La locandina che annuncia la vista di Leone XIV alla parrocchia del Quarticciolo.

Pregare insieme sfidando il buio del quartiere

San Paolo, l'apostolo delle genti, rivolgendosi alla comunità dei Romani, li incoraggiava scrivendo che “laddove è abbondato il peccato, la grazia è sovrabbondata”. Una parola profetica che qui, all’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo, si avvera ogni giorno. “La parrocchia risponde all’ambiente che la circonda, donando speranza, accoglienza e annunciando il Vangelo”, scandisce Canali, che qualche suo collaboratore definisce “un sacerdote che non ha paura”. Poi elenca, con giustificato orgoglio, le tante attività comunitarie che arricchiscono la vita dei fedeli e del quartiere, dove, oltre alla parrocchia, il Centro anziani, la Palestra popolare e il Teatro Biblioteca Quarticciolo del Comune di Roma fanno fronte comune a difesa dell'umanità e della cultura dell'incontro.

La navata principale della chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo.
La navata principale della chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo.

“Abbiamo creato quelli che chiamiamo ‘Punti di luce’: dodici gruppi, ciascuno composto da dieci persone, che nei periodi forti dell’anno, per esempio in Avvento e in Quaresima, si riuniscono nelle case per pregare. Sfidano i viali bui del quartiere e si incontrano, contemporaneamente, in dodici case, dando una forte testimonianza di fede. Abbiamo poi venti famiglie che fanno parte del gruppo “Famiglie in cammino”; due Comunità neocatecumenali; la Comunità di Cristo Risorto; il gruppo Thalita Kum, che riunisce persone vedove e coniugi di coppie separate. Infine abbiamo creato cinque gruppi che chiamiamo ‘Magis’, dal latino ‘di più’, dove confluiscono i ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione. C’è un teatro parrocchiale con una scuola teatrale, frequentata da venti bambini, e perfino – aggiunge il parroco – una sala prove per band musicali, allestita con tutto il necessario”.

Papa Leone XIV potrà conoscere tutte queste attività ed iniziative parrocchiali quando - come si esprime il padre Dehoniano - "scenderà agli inferi", per visitare la realtà ecclesiale del Quarticciolo. "Questo incontro del Vescovo di Roma con la nostra comunità è un'occasione di grazia. Ci conferma nella fede e nella speranza in una zona di Roma difficile e attraversata da tante contraddizioni. Ci comunica la vicinanza e la tenerezza della Chiesa verso le periferie esistenziali della nostra città. Incontrare il Papa personalmente e celebrare la Messa con lui - conclude padre Canali - darà forza a questa comunità, che non si è mai arresa, nemmeno nei momenti di difficoltà del territorio, e che ha il coraggio di testimoniare la fede a testa alta". 

L'ufficio del Centro d'Ascolto Caritas parrocchiale.
L'ufficio del Centro d'Ascolto Caritas parrocchiale.

Carità per tutti, senza distinzioni

Grazie all’introduzione del sistema informatico integrato da parte della Caritas Diocesana, la parrocchia dispone dal 2022 – fase terminale della pandemia di Covid-19 - anche di un vero e proprio Centro di Ascolto Caritas. “Siamo quattro operatori che una volta a settimana, in genere il lunedì, dalle ore 17 alle 18, sono presenti in parrocchia e ricevono le persone che hanno bisogno di aiuto”, spiega Gabriele Leardi, pensionato e referente del Centro, ai media vaticani. “Si tratta di persone che attraversano delle fasi di crisi economica – prosegue il volontario - causate dalla perdita del lavoro o da malattie che richiedono cure costose. Si rivolgono a noi anche famiglie extracomunitarie che necessitano di aiuto legale per ottenere la residenza o il diritto d’asilo. Oppure mogli divorziate il cui marito non paga regolarmente gli alimenti”.

Gabriele Leardi (al centro) insieme ai volontari del Centro d'Ascolto Caritas della parrocchia.
Gabriele Leardi (al centro) insieme ai volontari del Centro d'Ascolto Caritas della parrocchia.

Sorprende che la depressione economica eroda anche fasce sociali apparentemente al sicuro. “Si rivolgono a noi famiglie con titolo di studio che hanno perso il lavoro. Poi ci sono anche quelle che da tempo sono assistite dalla parrocchia, al punto che ormai vivono praticamente di assistenza. Aiutiamo famiglie di extracomunitari, anche musulmane, e detenuti che non hanno da mangiare. Per tutti – aggiunge Leardi - c’è a disposizione l’Emporio parrocchiale, con aiuti alimentari e distribuzione di vestiario per bambini, cui si rivolgono attualmente in media 70-80 persone al mese”.

I “periodi di assistenza” sono lunghi, durano circa un anno. Al momento, sono una ventina i beneficiari che si rivolgono al Centro di Ascolto, ma alle spalle hanno spesso famiglie numerose, a cui, tra le altre cose, la parrocchia paga le bollette. “La cosa migliore – ragiona il referente del Centro d'Ascolto - sarebbe aiutare queste persone rendendole capaci di camminare con le loro gambe. Per questo c’è l’’Officina delle Opportunità’: un sistema attraverso il quale le aziende presentano delle offerte di lavoro alla Caritas Diocesana, che poi noi, a nostra volta, proponiamo ai nostri utenti. Non vorremmo offrire mero aiuto assistenziale, al contrario, ci auguriamo – conclude - che le persone possano prima o poi affrancarsi proprio da quei sostegni che diamo loro”.

Federico Belardinelli (davanti a destra) con il gruppo Magis.
Federico Belardinelli (davanti a destra) con il gruppo Magis.

Si può dare (e avere) di più

Qui è importante anche affrancarsi dall’ambiente in cui si è cresciuti, e non credere che la propria personalità o, peggio, il proprio futuro debbano essere deterministicamente condizionati dalle brutture di un quartiere periferico. Per questo Padre Canali ha creato i gruppi Magis, che si ispirano all’insegnamento di Sant’Ignazio di Loyola e sono formati da ragazzi che hanno appena ricevuto il sacramento della Confermazione.

“Magis in latino significa ‘di più’. Infatti lo scopo di questi gruppi è insegnare a non accontentarsi della mediocrità, a fare scelte difficili per aspirare ad avere una vita piena”, spiega ai media vaticani Federico Belardinelli, 29 anni, originario del Quarticciolo, che tutti in parrocchia chiamano “er Giaguaro”. “Faccio parte del Gruppo della Fraternità, composto da circa quindici fratelli, e nato dalla fusione del Magis 1 e Magis 2”, aggiunge il giovane.

“Sono educatore del gruppo Magis 3. I membri Magis più grandi fanno da educatori ai Magis più piccoli. Trasmettiamo ai più giovani quello che abbiamo imparato a nostra volta: ossia che essere nati al Quarticciolo non significa che non puoi andare all’università, trovarti un lavoro dignitoso e avere una vita felice. Quando si vedono cose brutte durante l’infanzia le proprie aspirazioni si impoveriscono e si rischia di finire, dopo aver concluso la scuola, a lavorare per gli spacciatori come ‘palo’, come vedetta, per qualche euro al mese. Venire dal Quarticciolo invece non deve essere una condanna, ma con l’aiuto della Chiesa e della comunità si possono fare lo stesso scelte grandi. Questo è quello che viviamo ed insegniamo. Tanti ragazzi hanno trovato il modo di riscattarsi dall’ambiente in cui sono cresciuti e ora fanno un lavoro onesto. Io, se non ci fosse stata la parrocchia – conclude Federico, che ora lavora come capotreno presso Trenitalia - non sarei certamente la persona che sono”.

Guarda il video dell'annuncio della visita di Papa Leone XIV durante la Messa.

La speranza della risalita

Le famiglie e i fedeli del quartiere ripagano la dedizione che ricevono rispondendo con entusiasmo alle attività della parrocchia. Alla Messa domenicale delle ore 10.30 partecipano in media circa 200 persone che, di recente, hanno accolto con un fragoroso applauso l’annuncio della visita del Papa. Hanno appreso la notizia proprio durante la celebrazione eucaristica, attraverso un video messaggio, direttamente dalla voce del Vicario per la Diocesi di Roma, il cardinale Baldo Reina. Domani, domenica 1 marzo, alle ore 16, il Papa incontrerà nell'oratorio bambini, anziani e ammalati. Alle ore 17 celebrerà la Messa e a seguire, inconterà il Consiglio pastorale. Quando dal Vaticano intraprenderà quella “discesa ardita” fin quaggiù, nel quartiere del Quarticciolo, per spezzare il pane eucaristico in mezzo a loro ed incontrarli, i fedeli della parrocchia sapranno che non può morire mai la speranza della “risalita”.

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28 febbraio 2026, 10:00