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2026.02.22 Inizio Esercizi Spirituali

Esercizi spirituali, le cadute possono rendere umili o trascinare nella rovina

Sesta meditazione di Quaresima nella Cappella Paolina per Leone XIV e la Curia romana, questa mattina 25 febbraio. Monsignor Erik Varden, vescovo di Trondheim in Norvegia, si sofferma sulle cadute che possono diventare necessarie nel “cammino di salvezza” o trascinare in una scia di distruzione e rovina. Cita poi il caso degli abusi e gli errori nel non riconoscerli. “Il progresso nella vita spirituale – afferma - richiede una maturazione contemplativa”, attenzione ad “ogni dualismo”

Vatican News

Le cadute che “mostrano il potere salvifico di Dio”, “la corruzione ecclesiale” cresciuta nella Chiesa come una delle crisi più terribili, la presa di coscienza di errori nel caso degli abusi e la necessità di una vita spirituale che sia in sintonia con “la maturazione contemplativa” perché questa “non è un’aggiunta al resto dell’esistenza”. È il percorso che monsignor Erik Varden, monaco dei Cistercensi della Stretta Osservanza-Trappisti e vescovo di Trondheim in Norvegia, compie nella sesta meditazione quaresimale per il Papa e la Curia Romana incentrata sul tema: “Mille cadranno”, versetto del Salmo 90, di questa mattina 25 febbraio, nella Cappella Paolina. (Qui la sintesi della meditazione di monsignor Erik Varden)

“Le cadute – afferma - possono renderci umili quando siamo gonfi d’orgoglio. Possono mostrare il potere salvifico di Dio. Possono diventare pietre miliari di un personale cammino di salvezza, da ricordare con gratitudine”. Momenti rovinosi che non sempre “finiscono in esultanza” ma, spiega Varden, possono odorare “di inferno, e trascinano il colpevole in una scia di distruzione e rovina” che, se ampia e lunga, travolge “molti innocenti”.

Giustizia e lacrime

“Mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra, ma nulla ti potrà colpire”, in questo versetto del Salmo è chiaro che chi è in Cristo, chi cerca di vivere una vita spirituale è più esposto agli attacchi del male. “Nulla ha danneggiato più tragicamente la Chiesa, - afferma il monaco cistercense - nulla ha compromesso di più la nostra testimonianza che la corruzione cresciuta all’interno della nostra stessa casa. La crisi più terribile della Chiesa è stata provocata non dall’opposizione del mondo, ma dalla corruzione ecclesiastica. Le ferite inflitte richiederanno tempo per guarire. Chiedono giustizia e lacrime”.

I campanelli d’allarme

Il predicatore si sofferma in particolare sulla ricerca di “una radice malata” “di fronte alla corruzione, soprattutto quando si tratta di abusi”. “Ci aspettiamo – evidenzia - di trovare campanelli d’allarme precoci che sono stati ignorati: qualche errore di discernimento, un modello originario di devianza. Talvolta queste tracce esistono e abbiamo ragione di rimproverarci per non averle riconosciute in tempo. Non sempre però le troviamo”.

Strumenti efficaci

Monsignor Varden sottolinea che anche agli inizi di comunità, “oggi associate allo scandalo” si poteva riconoscere “il bene grande e gioioso”. “Non possiamo presumere che ci sia stata fin dall’inizio un’ipocrisia strutturale, e che i fondatori si siano presentati cinicamente come sepolcri imbiancati. A volte troviamo segni di vera ispirazione, persino tracce di santità. Come possiamo spiegare la compresenza di sviluppi buoni e sviluppi deformati? Una mentalità secolare per lo più si arrenderà: di fronte a una calamità, designa mostri e vittime”. Il predicatore riconosce che “la Chiesa possiede quando si ricorda di usarli, strumenti più raffinati e più efficaci”.  

La libertà

San Bernardo ricorda poi che più “gli uomini perseguono sforzi nobili” più “gli attacchi nemici saranno feroci” e che “i membri spirituali della stessa Chiesa sono attaccati con molto maggiore asprezza rispetto a quelli carnali”. Nel Salmo 90 Qui habitat, “sinistra” e “destra” hanno un significato chiaro. “La sinistra sta per la nostra natura carnale, la destra per la nostra natura spirituale. Le vittime sono più numerose a destra perché è lì che, sul campo di battaglia spirituale, vengono usate le armi più letali”. L’abate di Chiaravalle “non attribuisce tutte le malattie spirituali a dei cattivi con corna e forconi” ma è l’uso della libertà da parte degli uomini e delle donne che fa la differenza. “Il suo punto – spiega il predicatore - è che la natura umana è una sola. Se iniziamo ad andare in profondità nella nostra natura spirituale, anche altre profondità sono messe a nudo. Dovremo affrontare la fame esistenziale, la vulnerabilità, il desiderio di conforto: esperienze che possono assumere la forma di un assalto”.

Gli esercizi spirituali in Cappella Paolina
Gli esercizi spirituali in Cappella Paolina   (@Vatican Media)

Sintonia tra l’Io fisico e affettivo

Pertanto “il progresso nella vita spirituale richiede una configurazione del nostro Io fisico e affettivo – aggiunge monsignor Varden - in sintonia con la maturazione contemplativa, altrimenti c’è il rischio che l’esposizione spirituale cerchi degli sfoghi fisici o affettivi; e che tali sfoghi siano razionalizzati come se fossero, in qualche modo, essi stessi ‘spirituali”, di un ordine superiore rispetto ai misfatti dei comuni mortali”. Il vescovo di Trondheim riporta un esempio molto chiaro, afferma infatti che “l’integrità di un maestro spirituale si manifesterà nella sua conversazione e nel suo insegnamento, ma non solo; sarà evidenziata anche nelle sue abitudini online, nel suo comportamento a tavola e al bar, nella sua libertà dall’adulazione altrui”.

Attenzione al dualismo

“La vita spirituale – dice Varden - non è un’aggiunta al resto dell’esistenza. È la sua anima”. È necessario “guardarci da ogni dualismo, ricordando sempre che il Verbo si è fatto carne affinché la nostra carne fosse intrisa di Logos”. Occorre vigilare sulla “destra” e la “sinistra”, come raccomanda San Bernardo, e “fare attenzione a non confondere l’una con l’altra”. “Dobbiamo imparare a essere ugualmente a nostro agio nella nostra natura carnale e spirituale, - conclude la sua meditazione il predicatore - in modo che Cristo, il nostro Maestro, possa regnare pacificamente in entrambe”.

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25 febbraio 2026, 12:04