Il Papa con mogli e madri di militari ucraini attualmente prigionieri in Russia Il Papa con mogli e madri di militari ucraini attualmente prigionieri in Russia

Da Leone XIV quaranta donne ucraine per confidare timori e trovare conforto

Presenti all'udienza generale mogli e madri di militari attualmente prigionieri in Russia, per rappresentare le organizzazioni benefiche attive nel sostegno dei familiari delle vittime. In Piazza San Pietro anche il coro delle mani bianche dell’Istituto Enzo Ferrari di Susa, per "fare ascoltare la musica anche ai non udenti", e docenti e studenti delle università cattolica di Santo Toribio de Mogrovejo, in Perù, e di Trieste

Fabrizio Peloni - Città del Vaticano

"Stringere la mano del Papa sentendo la sua vicinanza per tutte le famiglie che soffrono a causa della guerra e confidare a lui tutta la nostra apprensione è stata una grande occasione per mettere i nostri cuori in azione e riempirli di speranza e profondo conforto spirituale". L’ucraina Kateryna Muzlova sintetizza così il senso della propria presenza all’udienza generale di stamane. Come direttrice della fondazione benefica “Cuore in azione” vi partecipa con una quarantina di connazionali, mogli e madri di militari attualmente prigionieri in Russia. L’appuntamento del mercoledì stamane, per la prima volta nel 2026, torna a svolgersi in piazza San Pietro. E Kateryna è qui insieme con suo padre Oleh, che per difendere Mariupol era stato catturato dall’esercito russo e poi liberato dopo tre anni di prigionia, il 19 giugno scorso. Insieme continuano a lottare per le donne dell’Ucraina, affinché possano riabbracciare mariti, figli o papà finiti nelle mani dei nemici. Circa un anno fa, lei aveva già preso parte a una delle ultime udienze generali di Papa Francesco. E pochi giorni dopo era riuscita a contattare telefonicamente per la prima volta il padre, Oleh, che oggi, visibilmente commosso, mostra con orgoglio il braccialetto fatto con l’ultimo metallo prodotto ad Azovstal, nell’acciaieria distrutta dal conflitto nel maggio 2022.

Il sostegno ai familiari di persone scomparse o detenute in Russia

La loro delegazione ha donato a Leone XIV un’icona di san Nicola, realizzata con l’ambra ottenuta nel nord del Paese, il quadro “Angelo custode” dove "un bambino si addormenta e l’angelo veglia non solo sulla casa, ma anche sul suo futuro", spiega l’autrice Olha Sypelyk — che vende le proprie opere nelle aste di beneficenza per aiutare le persone in difficoltà — e un ritratto dello stesso Pontefice, dipinto da una bambina di 12 anni, figlia di Serhii Nazareskul, militare disperso al fronte. La piccola al momento vive a Odessa e continua ad andare a scuola e nutrire la sua vena artistica, nonostante la continua mancanza di elettricità. Tra le altre donne ucraine — molte delle quali con in mano la bandiera nazionale — alcune rappresentano organizzazioni benefiche attive nel sostegno dei famigliari di persone scomparse o detenute in Russia. Shcherbyna Valentyna, dell’associazione “Civili in prigionia”, è madre di uno studente catturato a Kherson. Presenti anche alcuni uomini, come Oleh Litvynenko, dell’associazione “Veterans Hub Odessa”: suo figlio Mykyta è morto nel giugno 2022 e i suoi resti sono stati ritrovati a febbraio 2025. Il gruppo, accompagnato dall’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, nel pomeriggio incontra il cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana, Matteo Maria Zuppi, in prima linea nell’impegno per la risoluzione del conflitto e nel sostegno alle famiglie ucraine.

Le università Santo Toribio de Mogrovejo e Trieste insieme all’udienza

Poco distanti siedono docenti dell’università cattolica Santo Toribio de Mogrovejo, in Perú — dove Prevost è stato Gran cancelliere quando era vescovo di Chiclayo — presenti insieme a colleghi dell’università di Trieste. I due atenei lo scorso anno hanno rinnovato un accordo accademico che "consente a docenti peruviani di acquisire elementi e nozioni di ingegneria navale", spiega il coordinatore del progetto, professor Manuel Urcia Larios, sottolineando anche la partecipazione anche di alcuni giovani studenti.

Il Papa con i docenti dell’università cattolica Santo Toribio de Mogrovejo, in Perú
Il Papa con i docenti dell’università cattolica Santo Toribio de Mogrovejo, in Perú   (@Vatican Media)

Il coro delle mani bianche dell’Istituto Enzo Ferrari di Susa

Una quindicina di allievi dell’Istituto Enzo Ferrari di Susa, nel Torinese, hanno accolto Leone XIV agitando in aria le mani rivestite di guanti bianchi. Così facendo, infatti, "riescono a far ascoltare la musica anche ai non udenti", afferma Enza Oliveto, direttrice del “Coro delle mani bianche” nato nel 2017 con lo scopo di permettere a ragazzi con disabilità di farne parte e recepire la musica come elemento di inclusione. "Il Papa ci ha incontrati anche lo scorso anno durante il Giubileo delle corali, conosce i nostri guanti, speriamo siano anche simbolo di quella pace disarmata e disarmante da lui invocata", le fa eco la direttrice della scuola Anna Giaccone.

Il Papa con il coro delle mani bianche dell’Istituto Enzo Ferrari di Susa
Il Papa con il coro delle mani bianche dell’Istituto Enzo Ferrari di Susa   (@Vatican Media)

Da Sulmona per portare i confetti al Papa

Al termine dell’udienza Mario Pelino, della storica azienda di confetti di Sulmona in Abruzzo, ha donato una scatola in latta "con le specialità" della casa. La confezione, aggiunge, è stata adornata con "un fiore realizzato con confetti dei colori della bandiera vaticana"

Mario Pelino dona una scatola di confetti di Sulmona al Papa
Mario Pelino dona una scatola di confetti di Sulmona al Papa   (@Vatican Media)

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18 febbraio 2026, 15:05