Dal Papa la Bibbia del duca Borso d’Este
Vatican News
Seppur temporaneamente, la Bibbia appartenuta a Borso d’Este, duca di Modena, Reggio e Ferrara nel XV secolo, torna dopo 555 anni in Vaticano. Il prezioso volume, considerato un capolavoro dell’arte della miniatura, realizzato tra il 1455 e il 1461, fu portato nella Basilica di San Pietro nel 1471, quando Papa Paolo II conferì a Borso il titolo di Duca.
In segno di gratitudine per la visita di Papa Leone XIV al Senato della Repubblica italiana, in occasione della mostra conclusiva del Giubileo lo scorso 18 dicembre, il presidente del Senato Ignazio La Russa - insieme al segretario generale Federico Toniato e ia direttore delle Gallerie estensi Alessandra Necci - ha voluto riportare il capolavoro miniato in Vaticano, prima del ritorno della Bibbia a Modena.
Anche Giovani Paolo II la tenne in mano
Dopo Paolo II, Pio IX, Giovanni Paolo II, Papa Leone XIV è così il quarto Pontefice ad aver toccato l'originale, ma il primo Papa a riceverla in Vaticano dopo oltre mezzo millennio. La Bibbia di Borso d’Este è considerata il capolavoro assoluto dell'arte della miniatura. La sua realizzazione inizia nel 1455, proprio nell'anno in cui Gutenberg finisce di stampare le copie della sua Bibbia. L'opera di Borso, divisa in due tomi, è realizzata con materiali preziosi e rari, tra i quali anche un lapislazzulo proveniente dall'Afganistan.
Il "libro più bello del mondo" è stato al centro della mostra nel Senato della Repubblica italiana, in occasione del centenario dell'Enciclopedia Treccani. Fu infatti Giovanni Treccani ad acquistare la Bibbia e a donarla allo Stato italiano nel 1923.
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