I vescovi della Slovenia dal Papa: "Da Leone XIV l'invito a sinodalità e fraternità"
Gabriella Ceraso - Città del Vaticano
Una settimana di incontri, preghiere e colloqui culminati con l’udienza di oggi, 16 gennaio, del Papa. I vescovi della Slovenia raccontano così ai media vaticani la loro visita ad limina. Una consuetudine per i presuli ripresa con Leone XIV, dopo la lunga pausa dovuta al ricovero e poi alla morte di Papa Francesco.
Monsignor Andrej Saje, presidente della Conferenza Episcopale slovena, sottolinea che l’incontro con Leone XIV, che già aveva conosciuto quando era a capo del Dicastero per i Vescovi, è stata “una bella esperienza” anche per tanti presuli che per la prima volta hanno vissuto una visita ad limina. “Ci ha ricevuti molto fraternamente”, sottolinea monsignor Saje che al Papa ha portato i saluti e la preghiera dei fedeli sloveni. Tra i temi affrontati la vita della Chiesa locale, le sfide da affrontare “che – afferma il vescovo – sono simili a quelle degli altri Paesi ma ci sono alcune particolarità come l’eredità del comunismo”.
Comunione e sinodalità
Da parte di Papa Leone, oltre a chiedere dei progressi sul percorso sinodale, c’è stato l’incoraggiamento ad andare avanti, raccomandando “la comunione - evidenzia monsignor Saje - tra noi vescovi, sacerdoti, preti, religiose, religiose, famiglie e laici”. Una partecipazione che deve essere ascolto dello Spirito per meglio comprendere cosa il Signore dice e affidare a Lui anche le inquietudini di questo tempo. “Siate amici, fratelli, ha detto il Papa, perché successori degli apostoli. Evangelizzatori – aggiunge il presidente dei vescovi sloveni – per diffondere sempre più il Vangelo”.
Nel corso della settimana, i presuli hanno reso omaggio alle tombe di Pietro e Paolo e hanno avuto circa una ventina di incontri nei Dicasteri della Curia.
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