Leone XIV: nei casi di delitti riservati rispettare le esigenze di giustizia, verità e carità
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
Definisce due volte “prezioso”, Leone XIV, il servizio offerto alla Chiesa intera dal Dicastero per la Dottrina della Fede, che oggi, con l’udienza con il Papa in Sala Clementina, conclude la sua sessione plenaria iniziata lo scorso martedì 27 gennaio. A officiali e membri del Dicastero guidato dal cardinale argentino Victor Manuel Fernández, Papa Leone dice grazie soprattutto per il lavoro – che richiede grande “cura” – di “accogliere e accompagnare, con ogni benevolenza e giudizio, i vescovi e i superiori generali chiamati a trattare casi di delitti riservati al Dicastero”. Un ambito di ministero “molto delicato”, da decenni prerogativa dell’ex Sant’Uffizio, che riguarda anche il difficile ambito degli abusi.
È fondamentale fare in modo che vengano sempre onorate e rispettate le esigenze della giustizia, della verità e della carità
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV
I documenti degli ultimi due anni
Gratitudine il Pontefice la esprime anche per i numerosi documenti prodotti dal Dicastero negli ultimi due anni, volti ad “offrire chiarimenti circa la dottrina della Chiesa, mediante indicazioni pastorali e teologiche in merito a questioni spesso assai delicate”. Leone XIV cita la nota Gestis verbisque, sulla validità dei Sacramenti e i dubbi sulla loro amministrazione, la dichiarazione Dignitas infinita, circa la dignità umana, quella che - sottolinea - in quest’epoca è “gravemente messa in pericolo” dalle guerre in corso e da “un’economia che mette al primo posto il profitto”.
Poi le Norme per procedere nel discernimento di presunti fenomeni soprannaturali, che analizzano, tra gli altri, l’esperienza spirituale di Medjugorje, a cui è stata specificatamente dedicata la nota La Regina della Pace. Ancora, il Papa ricorda Antiqua et nova, documento in collaborazione con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione sul rapporto tra Intelligenza artificiale e Intelligenza umana; la nota dottrinale Mater Populi fidelis, su alcuni titoli mariani, che “incoraggia la devozione popolare mariana, approfondendone i fondamenti biblici e teologici” e, al contempo, “offre precisi e importanti chiarimenti per la mariologia”. E infine la nota dottrinale Una caro. Elogio della monogamia, che, pubblicata nel novembre 2025, “approfondisce in modo originale la proprietà dell’unità del Matrimonio tra un uomo e una donna”.
"Una parola pronta e chiara da parte della Chiesa"
“Tanto lavoro”, evidenzia il Papa, che “gioverà certamente molto alla crescita spirituale del santo e fedele Popolo di Dio”.
Nel contesto di cambiamento d’epoca che stiamo vivendo, esso offre infatti ai fedeli una parola pronta e chiara da parte della Chiesa, specialmente in merito ai molti nuovi fenomeni che si affacciano sulla scena della storia. Dà inoltre preziosi orientamenti ai vescovi per l’esercizio della loro azione pastorale, come pure ai teologi, nel loro servizio di studio e di evangelizzazione.
La trasmissione della fede, tema di grande urgenza
Oltre alla produzione documentale, il Papa esprime il suo apprezzamento anche per il fatto che nella plenaria sia stata avviata “una proficua discussione” sul tema della trasmissione della fede, “argomento di grande urgenza nel nostro tempo”. A detta del Pontefice, non si può infatti “ignorare che, negli ultimi decenni, si è prodotta una rottura nella trasmissione generazionale della fede cristiana nel popolo cattolico”. E “soprattutto nei contesti di antica evangelizzazione, aumenta il numero di coloro che non avvertono più il Vangelo come una risorsa fondamentale per la propria esistenza, specialmente tra le nuove generazioni”.
Non sono pochi, in verità, i giovani e le giovani che vivono senza più alcun riferimento a Dio e alla Chiesa e, se da una parte questo provoca dolore in noi credenti, dall’altra deve portarci a riscoprire la “dolce e confortante gioia dell’evangelizzare”, che è al cuore stesso della vita e della missione della Sposa di Cristo
La forza dell'attrazione
“Noi – dice Leone XIV, citando Benedetto XVI e Francesco e le sue stesse parole in occasione del recente Concistoro straordinario - vogliamo essere una Chiesa che non guarda solo a sé stessa, che è missionaria, che guarda più in là, gli altri; una Chiesa che annuncia il Vangelo, soprattutto attraverso la forza dell’attrazione”. “Non è la Chiesa che attrae ma Cristo”, afferma il Papa. E conclude, citando ancora Benedetto XVI e le sue indimenticabili parole dalla Loggia delle Benedizioni, il giorno dell’elezione al Conclave 2005.
La Chiesa annuncia Cristo, senza protagonismi, né particolarismi, e in essa ciascuno è e deve riconoscersi sempre e solamente un semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore
Da qui, ancora un grazie da Leone alla Dottrina della Fede “per il prezioso apporto che reca alla vita e all’opera del Dicastero e della Chiesa intera, specialmente quando tale apporto è offerto in modo umile e non appariscente”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
