Il Papa: una società è sana solo quando tutela la sacralità della vita umana
Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
Un dialogo che attraversi tutti i livelli della società, vissuto con fermezza ma pacificamente, per riaffermare la sacralità della vita come "fondamento imprescindibile di ogni altro diritto umano". È questo l'appello che Papa Leone XIV rivolge ai partecipanti alla March for Life, in programma domani, 23 gennaio, a Washington D.C., capitale degli Stati Uniti, Paese di cui il Pontefice è originario.
L'incoraggiamento ai giovani
Nel messaggio il Papa assicura la sua vicinanza spirituale all’evento, definito un’"eloquente testimonianza pubblica" volta a riaffermare il valore dell'esistenza umana. Su di essa e sulla sua attiva opera di promozione - come Leone XIV aveva già sottolineato nel discorso ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede lo scorso 9 gennaio - poggia e progredisce una società:
Una società è sana e progredita solo quando tutela la sacralità della vita umana e si adopera attivamente per promuoverla
A questo proposito, il Papa incoraggia, in particolare i giovani, a "continuare a impegnarvi affinché la vita sia rispettata in tutte le sue fasi, attraverso adeguati sforzi a ogni livello della società, incluso il dialogo con i responsabili civili e politici".
Marciare pacificamente e con coraggio
Il Pontefice affida infine i partecipanti all’accompagnamento di Gesù, "che ha promesso di rimanere sempre con noi", invitandoli a marciare con coraggio e pacificamente "a favore dei bambini non ancora nati".
Difendendoli, sappiate che state adempiendo al comando del Signore di servirlo nei più piccoli dei nostri fratelli e sorelle.
La "March for Life"
"Life is a Gift", "La vita è un dono", è il tema scelto per la 53.ma edizione della Marcia che vede i manifestanti sfilare su Capitol Hill dal 1974, in concomitanza con l'anniversario della sentenza Roe v. Wade da parte della Corte Suprema statunitense, che introdusse il diritto federale all’aborto, poi cancellato dallo stesso organo il 24 giugno 2022 con la sentenza Dobbs v. Jackson Women's Health Organization.
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