L'Assemblea generale dell’Associazione delle Conferenze episcopali della regione dell’Africa Centrale L'Assemblea generale dell’Associazione delle Conferenze episcopali della regione dell’Africa Centrale

Leone XIV ai vescovi africani: trovare forme di annuncio adatte a ogni cultura

Nel messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato Parolin, in occasione della 13.ma Assemblea generale dell’Associazione delle Conferenze Episcopali della regione dell’Africa Centrale, il Papa incoraggia una “nuova evangelizzazione” di fronte ai mali che minano la società, come il tribalismo, i conflitti interetnici, le guerre e le divisioni familiari

Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano

Ogni parte del mondo porta con sé ferite che la affliggono. In Africa Centrale queste assumono il volto del “tribalismo”, dei conflitti “interetnici”, delle divisioni che attraversano i nuclei familiari. Accanto a queste lacerazioni convivono tuttavia culture ricche e plurali, chiamate a diventare terreno fecondo per l’annuncio della Parola. Non si tratta di “adattare il Vangelo al mondo”, ma di avviare una “nuova evangelizzazione” capace di parlare ai cuori e di generare riconciliazione. Si esprime in questi termini Papa Leone XIV nel messaggio, a firma del cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, inviato in occasione della 13.ma Assemblea generale dell’Associazione delle Conferenze episcopali della Regione dell’Africa Centrale (Acerac). All'evento prendono parte anche il il cardinale Fridolin Ambongo, presidente del Simposio delle Conferenze Episcopali dell’Africa e del Madagascar (Secam), e il cardinale Michael Czerny, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale.

Rendere presente il Vangelo nel tessuto sociale

Il testo in francese, letto lo scorso 26 gennaio in apertura dei lavori plenari a N’Djamena, capitale del Ciad, dal nunzio apostolico nel Paese africano Giuseppe Laterza, esordisce con il saluto al presidente dell’Acerac, monsignor Martin Waïngue Bani. Il Papa estende poi il suo pensiero ai presuli, quotidianamente dedicati al servizio delle comunità loro affidate, e ai sacerdoti, loro “primi collaboratori”. I regolari incontri dell’Acerac, scrive il Pontefice, alimentano la “cooperazione reciproca”, accrescendo le verità cristiane e sviluppando relazioni con le altre comunità religiose e le autorità civili.

Rendere presente il Vangelo nella cultura e nel tessuto sociale; promuovere la tutela della vita umana, la pace e la giustizia; prendersi cura delle persone vulnerabili vittime dei conflitti e difendere il creato.

Il cardinale Michael Czerny
Il cardinale Michael Czerny

La Chiesa in Africa, "viva, forte e dinamica"

Il Pontefice ricorda inoltre come la Chiesa commemori quest’anno il 31.mo anniversario dell’Esortazione post-sinodale Ecclesia in Africa, nella quale si afferma che il continente vive “ciò che può definirsi un segno dei tempi, un momento propizio, un giorno di salvezza”. La comunità ecclesiale locale, infatti, aggiunge Leone XIV è una realtà “viva, forte e dinamica”, e le parole dell’Esortazione rimangono pienamente attuali di fronte alle sfide odierne.

Come pastori, come Famiglia di Dio, vi trovate ad affrontare urgenze che si presentano con particolare acutezza nel vostro lavoro pastorale. Un ambito importante è quello dell’inculturazione della fede. Non si tratta di adattare il Vangelo al mondo, ma di trovare in ogni cultura le forme appropriate per annunciare la Parola che non passa, fecondando e servendo l’esistenza umana.


La "nuova evangelizzazione", che esclude etnocentrismi

Conflitti, divisioni e “tribalismo” sono piaghe da affrontare con la riconciliazione e la pace insite nel Vangelo. Come già sottolineava san Giovanni Paolo II nell’Ecclesia in Africa

La nuova evangelizzazione mirerà a edificare la Chiesa-famiglia, escludendo ogni etnocentrismo e ogni particolarismo eccessivo, promuovendo la riconciliazione e una vera comunione tra le diverse etnie, favorendo la solidarietà e la condivisione del personale e delle risorse tra le Chiese particolari, senza indebite considerazioni di ordine etnico.

Il cardinale Fridolin Ambongo
Il cardinale Fridolin Ambongo

Ascoltare giovani, rifugiati e sfollati

Un cammino “sinodale” che, afferma il Papa, esige dai pastori la volontà di farsi prossimi al popolo loro affidato, praticando ascolto, compassione e benevolenza.

Possiate ascoltare la voce dei numerosi giovani che rischiano la vita per avere migliori condizioni di vita, affinché prendano parte attiva alla vita della loro nazione e della Chiesa.  Le vostre comunità sono anche scosse dalla crisi dei rifugiati e degli sfollati. Siate per loro il Cristo che si china sulle loro situazioni dolorose per guarirli e donare loro il pane della consolazione.

I presuli presenti
I presuli presenti

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29 gennaio 2026, 13:30