Leone XIV: l'informazione cambia ma non ceda mai a banalità e fake news
Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
Nuove forme di comunicazione spalancano orizzonti inediti di conoscenza, ma allo stesso tempo ne incrinano i confini. In un flusso continuo di parole e immagini, il falso può assumere il volto del vero; la lettura rapida mascherarsi da profondità; i monologhi travestirsi da dialoghi in cui, in realtà, "nessuno ascolta davvero". È dentro questa ambiguità del comunicare contemporaneo che Papa Leone XIV invita a sostare e a vigilare, nel messaggio inviato per i trent’anni dalla nascita di Porta a Porta, storica trasmissione di Rai 1.
30 anni di dialogo su eventi gioiosi e tristi
Rivolgendosi al conduttore Bruno Vespa, alla redazione e ai telespettatori, il Pontefice ripercorre tre decenni in cui il contesto italiano, internazionale e quello della Chiesa sono profondamente cambiati con “guerre e accordi di pace, crisi e riprese, eventi gioiosi e tristi”. Tutto ciò è stato raccontato dagli studi televisivi di Porta a porta sotto i riflettori delle telecamere, nella forma del “dialogo”, davanti a quello che nel tempo si è consolidato come “pubblico televisivo”.
I rischi della nuova informazione
Nel frattempo è cambiato anche il mezzo stesso: la televisione. E, più in generale, il modo di comunicare e di informare, grazie a nuovi strumenti e a nuove possibilità di conoscenza e interazione. Cambiamenti che, tuttavia, portano con sé anche rischi rinnovati.
Come quello di scambiare il falso per vero, lo zapping compulsivo per ascolto, il doom-scrolling per una lettura intenzionale, la curiosità superficiale per desiderio di conoscere, i monologhi per dialoghi dove nessuno ascolta davvero.
"Una televisione di qualità"
Pazienza e lungimiranza, al contrario, scrive il Pontefice, sono elementi essenziali per coltivare relazioni durature. Le innovazioni tecnologiche pongono infatti nuove sfide, a partire da quella di non cedere “mai alla tentazione del banale”, utilizzando gli strumenti che la tecnologia offre senza perdere “l’unicità della nostra umanità”.
Auguro a lei e a tutti voi di poter sempre offrire al mondo, assetato di bellezza e di verità, una televisione di qualità.
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