Il Papa agli enti coinvolti nel Giubileo: "Grazie a voi Roma è stata una casa accogliente"
Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano
Le fiamme negli occhi. Ardono vivaci e scoppiettanti, rischiarando il cammino, ma proprio per questo sono anche esposte al vento e alla fragilità: luci giovani che avanzano tra ombre e “gravi responsabilità”, verso un futuro che è quello delle nuove generazioni e, insieme, del mondo intero. È questa l’immagine consegnata da Papa Leone XIV nel discorso pronunciato questa mattina, 10 gennaio, ai rappresentanti degli enti che hanno collaborato alla realizzazione del Giubileo, ricevuti in Aula Paolo VI.
LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV
Il “grazie” del Papa
Quanto bene c’è nel mondo. Voi siete la prova, quanto bene c’è nel mondo!
L’elenco dei ringraziamenti del Pontefice si snoda a partire dall’arcivescovo Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, per estendersi poi al Governo italiano – in Aula Paolo VI è presente anche il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni – al Comune di Roma e alla Regione Lazio. Il Papa esprime inoltre riconoscenza alle forze di sicurezza, alla Prefettura e alla Protezione Civile, alle associazioni di volontariato e all’Agenzia Giubileo 2000. Il grazie include lo stesso Dicastero per l’Evangelizzazione – Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo – insieme agli altri Dicasteri e agli organismi vaticani: la Gendarmeria, il Corpo della Guardia Svizzera Pontificia, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e la Prefettura della Casa Pontificia. A completare il quadro, le diverse Commissioni – pastorale, culturale, della comunicazione, ecumenica, tecnica ed economica –, i sacerdoti confessori, i rappresentanti delle diocesi e delle Conferenze episcopali, gli esperti coinvolti nei singoli eventi e i cinquemila “Volontari del Giubileo”, di ogni età e provenienza.
A tutti voi esprimo la mia sentita riconoscenza per quanto operato, sia nelle impegnative fasi preparatorie che nel corso di tutto l’Anno giubilare.
Roma, “casa accogliente”
Un apporto “multiforme, spesso nascosto”, che non è stato esente da impegni e responsabilità, incarnatesi negli oltre trenta milioni di pellegrini giunti a Roma nel 2025. Eppure, sottolinea il Papa, essi hanno potuto partecipare al cammino giubilare e agli eventi collegati in un clima al tempo stesso festoso e composto, raccolto, ordinato e ben organizzato
Grazie a voi Roma ha offerto a tutti il suo volto di casa accogliente, di comunità aperta, gioviale e al tempo stesso discreta e rispettosa, aiutando ciascuno a vivere con frutto questo grande momento di fede.
Incontrare il Signore
Il Giubileo si è articolato in molteplici momenti: la visita alle tombe di Pietro e Paolo, degli altri apostoli e dei martiri; il cammino verso la Porta Santa; “l’esperienza del perdono e della misericordia di Dio”. Comune denominatore è stato l’incontro “fecondo con il Signore Gesù”, attraverso il quale, come recitava il motto dell’Anno Santo, si è potuto sperimentare che "la speranza non delude".
Perché Egli vive e cammina in noi e con noi, nei momenti salienti dell’esistenza come nell’ordinarietà di ogni giorno, e perché con Lui possiamo arrivare alla meta.
La necessità della speranza
Sul cammino della vita e sugli auspici che lo sostengono, Leone XIV richiama anche sant’Agostino, per ricordare come il lavoro di tutti abbia sostenuto la ripresa del “viaggio della vita” dei pellegrini con “fede rinnovata e propositi di carità”.
la speranza è necessaria nella situazione di pellegrini. Il viandante, infatti, quando si affatica nel cammino sopporta la stanchezza appunto perché spera di raggiungere la mèta. Strappagli la speranza di giungere e immediatamente crollano le possibilità di andare avanti.
Il ricordo dei giovani
Tra i fotogrammi più vividi evocati dal Papa, vi sono quelli dei numerosi giovani e adolescenti che hanno preso parte al Giubileo. “È stato bello toccare con mano il loro entusiasmo”, confida, lodando una gioia capace di coniugarsi con la serietà vissuta nelle celebrazioni e nei momenti di preghiera, insieme al desiderio di incontrarsi, conoscersi e condividere esperienze significative.
Riflettiamo su ciò che ci hanno mostrato. Tutti, a vari livelli, siamo responsabili del loro futuro, in cui c’è il futuro del mondo. Chiediamoci, allora, alla luce di ciò che abbiamo visto: di che cosa hanno realmente bisogno? Cosa li aiuta davvero a maturare e a dare il meglio di sé? Dove possono trovare risposte vere alle domande più profonde che portano nel cuore?
Occhi limpidi e fragili
Modelli sani, ecco ciò di cui le nuove generazioni hanno bisogno secondo il Papa, alla stregua delle figure dei giovani santi, e canonizzati proprio durante l’Anno Santo, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati.
Teniamo davanti a noi i loro occhi limpidi e vivi, pieni di energia e al tempo stesso tanto fragili: ci potranno essere di grande aiuto per discernere con saggezza e prudenza nelle gravi responsabilità che ci attendono nei loro confronti.
L’eredità del Giubileo
Il mandato finale del Giubileo Leone XIV lo rintraccia nella Bolla di indizione del suo predecessore, Papa Francesco:
Lasciamoci fin d’ora attrarre dalla speranza e permettiamo che attraverso di noi diventi contagiosa per quanti la desiderano. Possa la nostra vita dire loro: “Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.
Il dono del Papa
L’auspicio finale del Pontefice è che i semi di bene seminati durante il 2025 possano continuare a crescere e a svilupparsi. L’udienza si conclude con un dono simbolico ai presenti: il Crocifisso del Giubileo, una miniatura di quello che ha accompagnato i pellegrini.
Vi resti come ricordo di questa esperienza di collaborazione. Vi benedico e vi auguro ogni bene per il nuovo anno.
"Quanto bene è presente nel mondo"
Prima del discorso del Papa prende la parola l’arcivescovo Fisichella, che ringrazia quanti hanno collaborato a rendere l’Anno Santo "un momento straordinario per la vita della Chiesa", nel quale i pellegrini hanno testimoniato l’esistenza di un intero "popolo in cammino, in preghiera, desideroso di conversione e di partecipazione". Fisichella ringrazia Leone XIV per la dedizione e la "partecipazione attiva" dimostrate nel "gravoso" programma giubilare, mettendo "Cristo al centro" e richiamando così il fondamento delle virtù di fede, speranza e carità. Lo stesso pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione esprime inoltre gratitudine alle diverse categorie che hanno contribuito alla realizzazione dell’Anno Santo, sottolineando come Roma abbia mostrato il volto "di una città moderna e al tempo stesso capace di rispettare i segni della tradizione" per milioni di pellegrini. Il Giubileo, conclude Fisichella, ha messo in luce "quanto bene sia presente nel mondo e quanto sia necessario evitare il rischio di vedere solo il negativo". Al termine dell’incontro, il Papa riceve in dono la prima copia della medaglia dell'Anno Santo, destinata a ricordare questo evento.
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