Il Papa: la Parola di Dio, “deposito” della Chiesa e realtà vivente nella storia
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
Dinamica, con una forza vitale interiore, “un deposito” che la Chiesa è chiamata a custodire nella sua integrità, incardinandolo, grazie allo Spirito Santo, nei cambiamenti della storia diventandone "la stella polare". Così Papa Leone XIV definisce la Parola di Dio nella catechesi di oggi, 28 gennaio in Aula Paolo VI, incentrata sulla Costituzione dogmatica Dei Verbum sulla Divina Rivelazione del 18 novembre 1965. Continuando la riflessione sui documenti del Concilio Vaticano II, il Pontefice si sofferma sul rapporto tra la Sacra Scrittura e la Tradizione.
La Parola di Dio non è fossilizzata ma è una realtà vivente e organica che si sviluppa e cresce nella Tradizione. Quest’ultima, grazie allo Spirito Santo, la comprende nella ricchezza della sua verità e la incarna nelle coordinate mutevoli della storia.
LEGGI QUI IL TESTO DELLA CATECHESI DI PAPA LEONE XIV ALL'UDIENZA GENERALE
La Parola e la sua diffusione
Per spiegare la relazione Parola - Tradizione, Papa Leone cita due episodi evangelici: nel Cenacolo parlando con i discepoli Gesù ricorda loro che lo Spirito Santo insegnerà ogni cosa e tutto ciò che lui ha predicato. “Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità”. Sulle colline della Galilea, Gesù risorto si mostra ai discepoli dubbiosi e chiede di andare ad evangelizzare tutti i popoli. “In entrambe queste scene – sottolinea il Pontefice - è evidente il nesso intimo tra la parola pronunciata da Cristo e la sua diffusione lungo i secoli”.
Scritta nel cuore della Chiesa
Richiamando il numero 9 della Dei Verbum, Papa Leone ricorda la stretta connessione tra la sacra Scrittura e la sacra Tradizione, “poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine”. Anche il catechismo della Chiesa cattolica rimanda ad un motto dei Padri della Chiesa: “La Sacra Scrittura è scritta nel cuore della Chiesa prima che su strumenti materiali”, cioè nel testo sacro.
La Tradizione ecclesiale si dirama lungo il percorso della storia attraverso la Chiesa che custodisce, interpreta, incarna la Parola di Dio.
Tramandare alle generazioni future
La Tradizione va avanti nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo attraverso l’esperienza – evidenzia il Papa citando la Costituzione conciliare - che nasce da “una più profonda intelligenza delle cose spirituali” e, soprattutto, con "la predicazione dei successori degli apostoli" che hanno ricevuto “un carisma sicuro di verità”.
In sintesi, “la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa crede”.
Stella polare del cammino
Il cristianesimo dunque come “una realtà dinamica”, affermava san John Henry Newman, “sia come esperienza comunitaria, sia come dottrina”: “una realtà viva che si sviluppa grazie a una forza vitale interiore”. Leone XIV ricorda poi che nella Dei Verbum si fa riferimento alla parola usata dall’apostolo Paolo – “deposito” – che mette insieme la sacra Tradizione e la sacra Scrittura; un deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa, chiamata a custodirlo intatto, e interpretato dal “magistero vivo della Chiesa la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo”.
Il “deposito” della Parola di Dio è anche oggi nelle mani della Chiesa e noi tutti, nei diversi ministeri ecclesiali, dobbiamo continuare a custodirlo nella sua integrità, come una stella polare per il nostro cammino nella complessità della storia e dell’esistenza.
Da qui l’invito del Papa ad ascoltare ancora le parole della Dei Verbum sulla Scrittura e la Tradizione che sono “talmente connesse e congiunte” da non poter vivere l’una senza l’altra; insieme, “secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
