Il Papa alla pubblica sicurezza: rettitudine e onestà siano bussola per la vita e il lavoro
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Un lavoro prezioso, che garantisce la sicurezza del Papa, dei suoi “collaboratori e dei moltissimi pellegrini e turisti che visitano la basilica di San Pietro” e lo Stato della Città del Vaticano. È quello svolto ogni giorno dai dirigenti e dal personale dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano ricevuti oggi, 19 gennaio, in udienza da Leone XIV, nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. Dal Pontefice il grazie a tutti per l’impegno quotidiano e per quanto è stato fatto “nel corso del Giubileo appena concluso, come pure in occasione della morte” di Papa Francesco, dei suoi funerali, e poi del Conclave. “Giorni intensi, che hanno certamente messo alla prova anche le vostre forze” riconosce il Pontefice, evidenziando che agenti e responsabili hanno “saputo tenere il passo con eventi susseguitisi con grande rapidità, a volte programmati e altre volte imprevedibili, assicurando che tutto si svolgesse con ordine e dimostrando, come sempre, spirito di sacrificio, professionalità, duttilità e discrezione”.
LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL DISCORSO DI PAPA LEONE XIV
Un contributo per il bene di tutti
Nello scorso anno, più di trentatré milioni di pellegrini, hanno visitato Roma e i luoghi giubilari, “primi fra tutti la Basilica Vaticana e le zone adiacenti”, e quanti prestano servizio all’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano hanno “dovuto gestire file interminabili di persone e folle numerose, accompagnare spostamenti e mantenere presidi, con il buono e il cattivo tempo e con orari e ritmi spesso scomodi ed esigenti”, sottolinea il Papa, che rivolge anche “un pensiero di ringraziamento” ai familiari che “si sono trovati a loro volta coinvolti in queste dinamiche, adattandosi alle esigenze” degli “impegni e turni straordinari di lavoro”, spesso rinunciando alla presenza dei loro cari.
Ordine e sicurezza sono doni che costano sacrificio a chi li garantisce e che però contribuiscono notevolmente al bene di tutti: in questo caso non solo allo svolgersi pratico delle attività nel rispetto delle norme, ma anche al loro collocarsi in un clima sereno e raccolto. Un ambiente sicuro è infatti di grande aiuto alla preghiera, e moltissimi visitatori – alcuni arrivati a Roma con lunghi viaggi e addossandosi sacrifici fisici ed economici – nei mesi passati lo hanno potuto sperimentare anche grazie a voi.
La preghiera a San Michele Arcangelo bussola di vita
Leone ricorda, poi, la preghiera a San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, nella quale si invoca “il suo aiuto celeste per assicurare ai cittadini ‘concordia, onestà e pace affinché – nel rispetto di ogni legge – sia alimentato lo spirito di umana fraternità’”. E per questo si chiede “rettitudine” per le “menti”, “vigore” per i “voleri”, “onestà” per gli “affetti”, “per la serenità” delle “case” e “la dignità” della “terra”. Per il Pontefice “parole bellissime, che esprimono un programma e uno stile di servizio” e che “indicano un cammino di continua crescita personale e comunitaria”, nell’anno appena trascorso “incarnate fedelmente” dai dipendenti dell’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano. L’augurio del Papa è che “ciascuno nell’ambito di responsabilità proprio” e con l’aiuto degli assistenti spirituali, possa “farne sempre più” una “bussola” per la propria “vita” e il proprio “lavoro”.
Vorrei fare mie le parole che Papa Benedetto XVI rivolgeva al vostro Ispettorato alcuni anni orsono: “Sia la vostra presenza – diceva –, cari amici, una garanzia sempre più valida di quel buon ordine e di quella tranquillità, che sono fondamentali per costruire una vita sociale pacifica e composta, e che, oltre a esserci insegnati dal messaggio evangelico, sono segno di autentica civiltà”.
Concludendo il suo discorso, Leone XIV affida tutti “alla materna protezione di Maria” e “di San Michele Arcangelo”, assicurando la sua preghiera e la sua benedizione all’intero personale dell’Ispettorato e alle loro famiglie.
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