Cerca

Leone XIV: si affermi l’artigianato della pace, no alla “industria della guerra"

All’Angelus, nel giorno dell’Epifania, il Papa richiama l’appello, insito nel Giubileo, “a riorganizzare la convivenza, a ridistribuire la terra e le risorse” e a condividere ciò che si ha, come hanno fatto i Magi. Il loro partire, il loro rischiare, i loro doni, suggeriscono che tutto che siamo e possediamo, chiede di essere offerto a Gesù. Essere “tessitori di speranza” e fare spazio al Regno di Dio perché “al posto delle diseguaglianze ci sia equità”

Tiziana Campisi – Città del Vaticano

Parla dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, Leone XIV, per l’Angelus del giorno della solennità dell’Epifania del Signore in cui si chiude l’Anno Santo ed esorta ad impegnarsi per la fratellanza e l’armonia tra i popoli. Quell’appello del Giubileo alla “giustizia fondata sulla gratuità”, che porta “a riorganizzare la convivenza, a ridistribuire la terra e le risorse”, deve spingere al dono di sé per gli altri e a far spazio a Cristo, dice il Papa nella catechesi prima della preghiera mariana. I Magi, dei quali narra l’evangelista Matteo, che partono dall’Oriente e rischiano per rendere omaggio al Bambino nato a Betlemme, offrendo oro, incenso e mirra, ce lo insegnano.

La speranza che annunciamo dev’essere coi piedi per terra: viene dal cielo, ma per generare, quaggiù, una storia nuova. Nei doni dei Magi, allora, vediamo ciò che ognuno di noi può mettere in comune, può non tenere più per sé ma condividere, perché Gesù cresca in mezzo a noi. Cresca il suo Regno, si realizzino in noi le sue parole, gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace.

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'ANGELUS DI PAPA LEONE XIV

Leone XIV affacciato dalla Loggia centrale della basilica vaticana
Leone XIV affacciato dalla Loggia centrale della basilica vaticana   (@Vatican Media)

Tessitori di speranza

Essere “tessitori di speranza” e incamminarsi “verso il futuro per un’altra strada” è l’invito del Pontefice perché il mondo possa cambiare.

Aperti e in comunione

Nella sua breve catechesi, pronunciata dinanzi a 20 mila fedeli riuniti in Piazza San Pietro nonostante la pioggia, il Pontefice chiarisce cos’è l’Epifania, spiegando che Dio in Gesù si è manifestato “con definitiva chiarezza”: “Si è svelata la vita di Dio”, e così gli uomini sanno che “anche fra molte tribolazioni” è possibile “sperare”, perché “Dio salva: non ha altre intenzioni”. “È epifania di Dio solo ciò che libera”, chiarisce il Papa, che invita poi a riflettere sul gesto dei Magi di fronte a Gesù.

Inginocchiarsi come i Magi davanti al Bambino di Betlemme significa, anche per noi, confessare di avere trovato la vera umanità, in cui risplende la gloria di Dio. In Gesù è apparsa la vera vita, l’uomo vivente, ossia quel non esistere per sé stessi, ma aperti e in comunione, che ci fa dire: «come in cielo così in terra».

Insomma, Gesù mostra che “la vita divina è alla nostra portata” e “si è manifestata nel suo dinamismo liberante che scioglie le paure e ci fa incontrare nella pace”.

Piazza San Pietro gremita di fedeli
Piazza San Pietro gremita di fedeli   (@Vatican Media)

Donare tutto di sé

Soffermandosi, poi, sui doni presentati dai Magi al Bambino Gesù - oro, incenso e mirra -, “doni preziosi”, che non sembrano “utili a un bambino”, Leone invita a cogliere un significato più profondo:

Dona molto chi dona tutto.

Un esempio è “quella povera vedova, notata da Gesù, che aveva gettato nel tesoro del Tempio le sue ultime monetine, tutto quello che aveva”. Quanto ai Magi, è “il loro partire, il loro rischiare, i loro stessi doni”, a suggerirci “che tutto, davvero tutto ciò che siamo e possediamo, chiede di essere offerto a Gesù, tesoro inestimabile”.

Il Papa mentre pronuncia l'Angelus
Il Papa mentre pronuncia l'Angelus   (@Vatican Media)

Gli auguri alle Chiese orientali

Terminata la preghiera dell’Angelus Leone XIV ricorda che oggi ricorre in Italia la Giornata Missionaria dei Ragazzi, festeggiata dalle Chiese locali nel mondo in diverse date, e ringrazia "tutti i bambini e i ragazzi che in tante parti del mondo pregano per i missionari e si impegnano ad aiutare i loro coetanei più svantaggiati". Poi rivolge il suo pensiero alle comunità ecclesiali dell’Oriente che domani, 7 gennaio celebrano il Natale secondo il calendario giuliano e infine saluta i fedeli radunati in piazza San Pietro. E tra i vari gruppi presenti menziona quello giunto da Lampedusa e i giovani del movimento "Tra noi". Il Papa indirizza, inoltre, un saluto particolare al Corteo dei Magi che oggi si svolge a Roma, a Varsavia e in tante città della Polonia, e ancora ai partecipanti al XXXIX Corteo storico, religioso, culturale e folcloristico sui valori dell'Epifania, che ogni anno parte da piazza Pia e percorre via della Conciliazione per far conoscere tradizioni prodotti e risorse dei territori italiani e che quest'anno ha come protagonista la Sicilia.

Il presepe allestito in piazza San Pietro
Il presepe allestito in piazza San Pietro   (@Vatican Media)

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

06 gennaio 2026, 12:15

L’Angelus è una preghiera recitata in ricordo del Mistero perenne dell’Incarnazione tre volte al giorno: alle 6 della mattina, a mezzogiorno e alla sera verso le 18, momento nel quale viene suonata la campana dell’Angelus. Il nome Angelus deriva dal primo versetto della preghiera – Angelus Domini nuntiavit Mariae – che consiste nella lettura breve di tre semplici testi che vertono sull’Incarnazione di Gesù Cristo e la recita di tre Ave Maria. Questa preghiera è recitata dal Papa a Piazza San Pietro a mezzogiorno la domenica e nelle Solennità. Prima della recita dell’Angelus, il Pontefice tiene anche un breve discorso prendendo spunto dalle Letture del giorno. Seguono i saluti ai pellegrini.
Dalla Pasqua fino a Pentecoste, al posto dell’Angelus viene recitato il Regina Coeli, che è una preghiera in ricordo della Risurrezione di Gesù Cristo, al termine della quale viene recitato il Gloria per tre volte.

Ultimi Angelus / Regina Caeli

Leggi Tutto >