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Il Papa: dialogare in modo autentico con la società senza esserne assorbiti o omologati

Leone XIV riceve in udienza in Vaticano i partecipanti alle assemblee generali del Regnum Christi. Incoraggia a rimanere fedeli al proprio carisma, declinandolo secondo le nuove sfide sociali e culturali. Infine, l’esortazione ad alimentare la “comunione” all’interno della società di vita consacrata, fonte di un’autorità “orientata al servizio”

Daniele Piccini – Città del Vaticano

Coltivare il carisma per “rimanere fedeli alla fonte originaria” della propria Società di vita apostolica, amministrare il “governo” attraverso un “discernimento comunitario” e promuovere sempre la “comunione”. Sono i “tre punti” di riflessione che Leone XIV ha proposto, nel suo discorso pronunciato in lingua spagnola, ai circa 70 tra consacrate e consacrati di Regnum Christi, che proprio in questi giorni partecipano alle loro Assemblee generali. Il Pontefice li ha ricevuti in udienza questa mattina, 29 gennaio, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico vaticano.

LEGGI IL DISCORSO INTEGRALE DI PAPA LEONE XIV IN LINGUA ITALIANA

Declinare il carisma nelle nuove situazioni sociali

Il carisma, ha detto il Papa, è proprio “un dono del Paraclito”, è il modo in cui lo Spirito “ravviva” la vita della Chiesa, e ne “dinamizza la missione”. È ciò che, aggiunge il Vescovo di Roma, assegna all’Istituto o alla Società di vita apostolica, la sua ”identità specifica”, “che qualifica e rende riconoscibile la vostra presenza nella Chiesa e nel mondo”.

Oggi più che mai è necessario sapere chi siamo, se vogliamo dialogare in modo autentico con la società senza esserne assorbiti o omologati.

Leone XIV ha citato il suo predecessore, Papa Francesco, che in un Discorso ai partecipanti all’Assemblea generale del Movimento dei Focolari, il 6 febbraio del 2021, incoraggiava a “rimanere fedeli alla fonte originaria, sforzandosi di ripensarla ed esprimerla in dialogo con le nuove situazioni sociali e culturali”. È proprio “l’energia carismatica” che deve “animare la missione che svolgete e illuminare il cammino da percorrere”.

Le consacrate del Regnum Christi durante la loro Assemblea generale.
Le consacrate del Regnum Christi durante la loro Assemblea generale.

Decisioni nutrite dal discernimento comunitario

“A questo scopo”, ha proseguito il Pontefice, è importante che “il governo” della Società, chiamato ad “avviare processi decisionali maturi”, si sviluppi in un “clima di autentico discernimento”: per fare questo ha bisogno di “comunione”. Il “discernimento” comunitario è l’ambiente ideale in cui maturano le decisioni, che a loro volta rinsaldano la comunione.

Un governo autenticamente evangelico, del resto, è sempre orientato al servizio: sostiene, accompagna e aiuta ciascun membro a configurarsi ogni giorno di più alla persona del Salvatore, e in questo senso, il discernimento comunitario è il luogo privilegiato in cui possono maturare decisioni condivise, capaci di generare comunione e corresponsabilità.

Bisogna trovare “un proprio stile nell’Esercizio dell’autorità” in grado di aprire nuovi “cammini” che “rafforzano il senso di appartenenza”, ha aggiunto Leone XIV. Per questo, ha incoraggiato ancora il Papa, “non dovete avere paura di sperimentare modelli nuovi di governo”.

Un momento dei lavori dell'Assemblea delle consacrate di Regnum Christi.
Un momento dei lavori dell'Assemblea delle consacrate di Regnum Christi.

Promuovere una “comunione profonda”

Se le decisioni di governo maturano nella “comunione”, ha proseguito il Pontefice, ogni membro della Società ha il compito di contribuire ad alimentarla.

Siete chiamati a promuovere una comunione sempre più profonda nell’intera famiglia, condividendo spiritualità e apostolato, vivendo pienamente la vocazione specifica a cui Dio vi ha chiamati come membri della Società a cui appartenete.

Leone XIV, citando poi l’esortazione apostolica di San Giovanni Paolo II, Vita consecrata, del 1996, ha ricordato che “tutti sono chiamati alla santità; tutti cooperano all’edificazione dell’unico Corpo di Cristo, ciascuno secondo la propria vocazione e il dono ricevuto dallo Spirito Santo”. La “comunione organica nella diversità”, ha sottolineato ancora il Vescovo di Roma, è “opera dello Spirito Santo”: una forza “fedele” ed inesauribile che “trasforma ogni vocazione in servizio per le altre” e fa crescere nella storia “il Corpo di Cristo” affinché “compia la sua missione nel mondo”.

Siamo tutti vite in cammino, a cui Dio continua a ispirare i suoi sogni attraverso profeti di ieri e di oggi, per liberare l’umanità da antiche e nuove schiavitù, coinvolgendo giovani e anziani, poveri e ricchi, uomini e donne, santi e peccatori nelle opere della sua misericordia e nelle meraviglie della sua giustizia.

Al termine del suo discorso, Leone XIV ha invitato le consacrate e i consacrati di Regnum Christi ad affidare a Maria Stella del mattino la “nostra risposta” ai doni sorprendenti di Dio, che “ci sorprende ancora e si fa trovare, attraverso vie che non sono le nostre”.

Il pellegrinaggio delle consacrate di Regnum Christi al Santuario di Santa Maria ad Rupes, a Castel Sant'Elia (Viterbo).
Il pellegrinaggio delle consacrate di Regnum Christi al Santuario di Santa Maria ad Rupes, a Castel Sant'Elia (Viterbo).

Le Assemblee generali di Regnum Christi

Il 25 gennaio è iniziata la plenaria dei laici consacrati, mentre dal 12 gennaio al 14 febbraio si svolge a Roma quella delle consacrate. Il Capitolo e le Assemblee del Regnum Christi sono organi di governo, convocati ogni sei anni. Ciascuno di essi è preceduto da riflessioni comunitarie e assemblee territoriali e dalle votazioni per l’elezione dei delegati e dei capitolari.

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29 gennaio 2026, 12:15