Papa Leone XIV riceve in dono il proprio ritratto da un ragazzo disabile. Papa Leone XIV riceve in dono il proprio ritratto da un ragazzo disabile.  

Dal Papa per offrire speranza a tossicodipendenti e disabili

All’udienza generale presentato al Papa il “Proyecto Hombre”, fondato nel 2000 a Granada e rivolto al reinserimento in società di persone dipendenti dalle droghe. Il Pontefice incontra anche due società sportive italiane impegnate nell’integrazione di ragazzi con disabilità attraverso lo sport e i partecipanti al corso per rettori, vicerettori e formatori dei seminari nei Paesi di missione, promosso dal Dicastero per l’evangelizzazione

Fabrizio Peloni - Città del Vaticano

«Il nostro progetto continua a donare la speranza di una seconda — a volte di una terza — opportunità, e rispetta la dignità di chi ha vissuto problemi di dipendenze, offrendo accompagnamento e reinserimento a centinaia di persone e famiglie». Monsignor Francisco Jesús Orozco Mengíbar, vescovo di Guadix in Spagna, stamane all’udienza generale ha presentato così al Papa l’attività, iniziata durante il Grande Giubileo del 2000, dalla Fondazione “Proyecto Hombre Granada”, di cui è presidente.

Il presule ha partecipato all’appuntamento del mercoledì insieme con il Consiglio episcopale della sua diocesi e con il reverendo Manuel Mingorance Carmona, direttore del progetto “Hombre”, che a Granada in questi venticinque anni ha aiutato oltre 1.200 persone tossicodipendenti, grazie all’attività di più di cinquanta operatori.

La squadra del Pro Patria ARC, una realtà sportiva di Busto Arsizio, dona una maglia al Pontefice.
La squadra del Pro Patria ARC, una realtà sportiva di Busto Arsizio, dona una maglia al Pontefice.

Inclusione per ragazzi disabili attraverso lo sport

Nel solco della stessa attenzione a non lasciare indietro nessuno, erano presenti in Aula due associazioni particolarmente attive nell’inclusione, in ambito sportivo, per ragazzi con disabilità. Si tratta della Società Canottieri Velocior 1883 Special di La Spezia e del Team paralimpico di atletica inclusiva Pro Patria ARC. Quest’ultima realtà sportiva arriva da Busto Arsizio, in nord Italia, e focalizza la propria attività «sull’inclusione di ragazzi con disabilità intellettive e relazionali, allenati sotto la guida tecnica della Fisdir, la Federazione di riferimento in tema, unendo sport e comunità, con atleti che partecipano a competizioni nazionali e internazionali», hanno affermato gli allenatori Alessandra Gatti e Maurizio Fontana.

Tra i giovani vogatori liguri, anche un artista: Francesco Nieri, emozionatissimo autore di un ritratto consegnato al Pontefice al termine dell’udienza.

 

In ogni pennellata dell’opera — realizzata usando prevalentemente il giallo e il bianco, colori della bandiera vaticana — Francesco, quarantenne con la sindrome di down, ha espresso tutta la gioia provata una volta saputo che stamane nell’Aula Paolo VI avrebbe incontrato il Pontefice. E in qualche modo su quella tela ha riassunto le sensazioni provate anche dai suoi compagni di squadra nel sentirsi accolti. «Questo incontro rafforza nei nostri ragazzi il senso di comunità e testimonia quanto lo sport e l’arte possano diventare strumenti di inclusione, dignità e crescita condivisa» hanno rimarcato gli accompagnatori.

Il Papa con monsignor Francisco Jesús Orozco Mengíbar, vescovo di Guadix in Spagna e con il reverendo Manuel Mingorance Carmona, direttore del progetto “Hombre”.
Il Papa con monsignor Francisco Jesús Orozco Mengíbar, vescovo di Guadix in Spagna e con il reverendo Manuel Mingorance Carmona, direttore del progetto “Hombre”.

Formare sacerdoti nei Paesi di missione

Tra i presenti, anche i partecipanti al corso per rettori, vicerettori e formatori dei seminari nei Paesi di missione, avviato lo scorso ottobre dal Dicastero per l’evangelizzazione. Accompagnati da padre Guy Bognon e da don Alessandro Brandi, i religiosi provengono da Africa, Asia e America Latina, sia da Paesi in cui la Chiesa è perseguitata, sia da zone molto povere, dove l’attività missionaria è particolarmente vivace.

I religiosi hanno vissuto a Roma gli ultimi mesi del Giubileo della speranza. «In questo corso ci siamo sentiti responsabilizzati nella nostra opera, abbiamo appreso meglio il senso vero di ciò che deve guidare la nostra attività, il prenderci cura delle vocazioni fiorenti e crescere nella fede», ha detto padre Benjamin Okon, formatore nel Seminario missionario San Paolo ad Abuja, in Nigeria, esprimendo gratitudine al Papa che «ha manifestato la volontà di recarsi molto presto in Africa».

I partecipanti al corso per rettori, vicerettori e formatori dei seminari nei Paesi di missione, avviato lo scorso ottobre dal Dicastero per l’evangelizzazione.
I partecipanti al corso per rettori, vicerettori e formatori dei seminari nei Paesi di missione, avviato lo scorso ottobre dal Dicastero per l’evangelizzazione.

Pellegrini buddisti aperti al dialogo interreligioso

Dalla Corea è giunto un gruppo di sette futuri monaci del movimento Won Buddhism, accompagnati da due formatori e dal missionario saveriano padre Paulin Batairwa Kubuya, sottosegretario del Dicastero per il Dialogo interreligioso. «Queste due settimane di autentico pellegrinaggio in Italia — hanno raccontato i formatori — ci hanno permesso di sentire nel profondo del nostro cuore la storia e la cultura della cristianità, fino a ora conosciuta solo attraverso i libri. E allo stesso tempo è stata un’esperienza interiore per riflettere sulla nostra fede e accettare le altre». Il movimento, nato nel Paese asiatico oltre 110 anni fa, è caratterizzato dall’apertura al dialogo con le altre grandi religioni.

Nei giorni scorsi, dopo aver visitato Milano, i coreani sono stati ad Assisi, e ieri hanno partecipato a una conferenza all’Urbaniana, in collaborazione con il Dicastero per l’Evangelizzazione. «Proprio nella vita di san Francesco, di cui il prossimo 3 ottobre ricorrono gli 800 anni della morte, rivediamo lo spirito del fondatore del nostro movimento, il maestro Sotesan», hanno concluso i due formatori.

Al termine dell’udienza il giornalista Antonio Preziosi, direttore del Tg2, telegiornale della Rai, Radio televisione italiana, ha consegnato al Pontefice il suo ultimo libro “Leone XIV, la via disarmata e disarmante”.

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14 gennaio 2026, 15:18