Leone XIV battezza 20 bambini: "La fede, un bene essenziale per vivere"
Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano
La lallazione dei bimbi più grandi, il vagito dei neonati, qualche “ma-ma” o “uuuééé” fanno da nota musicale alla Messa che Papa Leone XIV celebra, questa mattina, 11 gennaio, nella Cappella Sistina per la festa del Battesimo di Gesù. Occasione in cui, come tradizione avviata negli anni ’80 da San Giovanni Paolo II, il Pontefice battezza i figli dei dipendenti vaticani. Quest’anno ce ne sono venti sotto le volte michelangiolesche, in braccio a mamme e papà che li cullano, li intrattengono con ciucci e libretti o li distraggono indicando i maestosi affreschi sopra la propria testa.
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I 20 battezzandi
Dodici maschi e otto femmine ricevono il Sacramento dalle mani di Papa Leone: Matilde Maria Agata; Federico; Caterina Inti; Cristopher Francesco; Chiara; Damiano; Marcello; Flavio; Viola; Giuseppe Mattia; Simona; Beatrice; Davide Maria Beatrice; Niccolò; Mattia; Leonardo; Matteo; Vittoria; Mattia.
Oggi “sono trasformati in creature nuove”, dice il Pontefice nella breve omelia della celebrazione, accompagnata dai canti della Schola Cantorum e iniziata con le formule previste dal rito: “Che nome date ai vostri bambini? Che cosa chiedete per loro? Siete consapevoli della vostra responsabilità?”. “Cari bambini, con grande gioia la Chiesa di Dio vi accoglie”, afferma sempre il Papa, dopo le risposte di genitori e di padrini e madrine. E traccia quindi il segno della croce sulla fronte di ciascuno dei piccoli, giocherellando con alcuni di loro, accarezzandoli o afferrandogli la manina.
"Se cibo e vestito sono necessari, la fede è più che necessaria"
La prima lettura è tratta dal libro del profeta Isaia, la seconda dagli Atti degli Apostoli, il Vangelo è quello di Matteo che racconta del Battesimo di Gesù sulle rive del fiume Giordano. Da quest’ultimo trae spunto Leone XIV per rimarcare, nella sua riflessione, che “quando il Signore entra nella storia, viene incontro alla vita di ciascuno con cuore aperto e umile”. Il Figlio di Dio “inaugura un tempo nuovo”. E lo stesso accade oggi con questi venti battezzandi: “Poiché Dio li ama, essi diventano cristiani, nostri fratelli e sorelle”.
“Come da voi genitori – aggiunge il Papa, rivolgendosi a mamme e papà - hanno ricevuto la vita, così ora ricevono il senso per viverla: la fede. Quando sappiamo che un bene è essenziale, subito lo cerchiamo per coloro che amiamo. Chi di noi, infatti, lascerebbe i neonati senza vestiti o senza nutrimento, nell’attesa che scelgano da grandi come vestirsi e che cosa mangiare?”, domanda Leone. “Se il cibo e il vestito sono necessari per vivere, la fede è più che necessaria, perché con Dio la vita trova salvezza”.
L'amore di Dio attraverso i genitori
L’amore di Dio, dunque, si “manifesta in terra” attraverso i genitori che chiedono “la fede” per i propri figli. “Certo – osserva Leone XIV - verrà il giorno in cui diventeranno pesanti da tenere in braccio; e verrà anche il giorno in cui saranno loro a sostenere voi. Il Battesimo che ci unisce nell’unica famiglia della Chiesa – è il suo augurio -, santifichi in ogni tempo tutte le vostre famiglie, donando forza e costanza all’affetto che vi unisce”.
I segni della liturgia
A conclusione dell’omelia, il Papa elenca i gesti che caratterizzano la liturgia: “Bellissime testimonianze”. L’acqua del fonte, lavacro che “purifica da ogni peccato”; la veste bianca, “l’abito nuovo, che Dio Padre ci dona per l’eterna festa del suo Regno”; la candela accesa al cero pasquale, simbolo della “luce di Cristo risorto, che illumina il nostro cammino”. Speranza del Papa è che questo cammino continui “con gioia” lungo l’anno appena iniziato e “per tutta la vita” sempre nella certezza “che il Signore accompagnerà sempre i vostri passi”.
La Messa prosegue con le preghiere dei fedeli – si prega per il Papa e i vescovi, per i neobattezzati, i governanti, le famiglie, per tutti i bambini, per i peccatori e i violenti e per i sofferenti e le persone angosciate – e con le litanie dei santi. I due concelebranti, monsignor Filippo Iannone, prefetto del Dicastero per i Vescovi, e monsignor Vittorio Viola, segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, segnano il petto di ciascun neonato con l’olio consacrato.
Il rito del Battesimo
Una ad una, in ordine, ogni famiglia si reca al fonte battesimale dove Leone versa l’acqua benedetta sul capo dei battezzandi: “Signore… tu chiami i battezzati perché annuncino con gioia il Vangelo di Cristo nel mondo intero. E ora benedici quest’acqua per il Battesimo dei bambini, che tu hai scelto e chiamato alla nuova nascita nella fede della Chiesa, perché abbiano la vita eterna”. Il Papa sorride davanti alle ‘proteste’ dei neonati per la testa bagnata o esclama “bravo”, “brava” quando, invece, non si lamentano.
Ai bambini viene consegnata la veste bianca, simbolo della ‘rinascita’ a nuove creature di cui parlava l'omelia. Ogni papà accende, invece, una candela dal cero pasquale.
Il saluto dei genitori
Grandi i sorrisi di genitori e parenti in Sistina e anche di alcuni degli stessi battezzati al termine del rito, soprattutto quando, alla fine, Papa Leone – con il sottofondo del tradizionale canto dell’Adeste Fideles - in piedi, saluta personalmente ogni famiglia. Strette di mano, di nuovo carezze e benedizioni sul capo dei più piccoli. Alle famiglie anche un dono da parte del Papa: una medaglia che raffigura la Vergine Maria.
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