Leone XIV: il Giubileo, forza di perdono che sprona a una vita nuova
Benedetta Capelli – Città del Vaticano
È l’ultimo giorno dell’anno, il momento in cui si traccia un bilancio, in cui si guarda a quanto vissuto con gioia e in cui non si dimentica anche la sofferenza provata. Papa Leone, nell’ultima catechesi dell’udienza generale in Piazza San Pietro oggi 31 dicembre, offre una riflessione partendo dal Giubileo della speranza e dal Natale, momenti che guardano al futuro con la certezza del perdono di Dio, la grazia che rimette in marcia.
Salutando nel giro in papamobile i pellegrini giunti in Vaticano, rilegge gli eventi lieti “come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell’Anno Santo”; quello dolorosi “come la dipartita del compianto Papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta”.
La Chiesa ci invita a mettere tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua Provvidenza e chiedendogli che si rinnovino, in noi e attorno a noi, nei giorni a venire, i prodigi della sua grazia e della sua misericordia.
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Te Deum
Un anno, ricorda il Pontefice, che termina con il solenne canto del Te Deum in cui si esprime gratitudine ma non, come sottolineava Papa Francesco nel 2023, “una gratitudine mondana” che appiattisce l’io ma con la lode e la riconoscenza.
Ed è con questi atteggiamenti che oggi siamo chiamati a meditare su ciò che il Signore ha fatto per noi nell’anno passato, come pure a fare un onesto esame di coscienza, a valutare la nostra risposta ai suoi doni e chiedere perdono per tutti i momenti in cui non abbiamo saputo far tesoro delle sue ispirazioni e investire al meglio i talenti che ci ha affidato.
La vita, un viaggio verso Dio
È sui “segni” di questi mesi su cui si concentra la riflessione di Leone XIV. “Cammino” e “meta” ben esprimono il senso del Giubileo. Il Papa riporta le parole di San Paolo VI che definiva l’Anno Santo come “un grande atto di fede in attesa di futuri destini che fin d’ora noi pregustiamo, e prepariamo” e sottolinea l’importanza del pellegrinaggio dei fedeli sulla tomba di Pietro per confermare il sì a Cristo.
Questo ci ricorda che tutta la nostra vita è un viaggio, la cui meta ultima trascende lo spazio e il tempo, per compiersi nell’incontro con Dio e nella piena ed eterna comunione con Lui.
La Porta Santa, il sì alla vita nuova
Altro segno è “il passaggio della Porta Santa, che in tanti – sottolinea il Papa - abbiamo fatto, pregando e impetrando indulgenza per noi e per i nostri cari”.
Esso esprime il nostro “sì” a Dio, che col suo perdono ci invita a varcare la soglia di una vita nuova, animata dalla grazia, modellata sul Vangelo… È il nostro “sì” a una vita vissuta con impegno nel presente e orientata all’eternità.
Una vita “infiammata dall’amore” verso il prossimo, il fratello che ha bisogno di aiuto, comprensione “anche se - come evidenziava Papa Montini - a noi personalmente ignoto, anche se fastidioso e ostile”.
Dio, compagno di viaggio
Papa Leone esorta a meditare su “questi segni nella luce del Natale”; segni che sono annuncio della gioia per la nascita di Gesù.
Il suo invito oggi è rivolto a tutti noi, santi per il Battesimo, perché Dio si è fatto nostro compagno nel cammino verso la Vita vera; a noi peccatori, perché, perdonati, con la sua grazia possiamo rialzarci e rimetterci in marcia; infine a noi, poveri e fragili, perché il Signore, facendo propria la nostra debolezza, l’ha redenta e ce ne ha mostrato la bellezza e la forza nella sua umanità perfetta.
L' amore di Dio
Gli ultimi “pensieri nel passaggio tra il vecchio e il nuovo anno, e poi sempre, nella nostra vita”, il Pontefice li sintetizza facendo ancora una volta sue le parole di Papa Paolo VI quando in conclusione del Giubileo del 1975 ne descriveva il messaggio fondamentale nella parola “amore”.
E aggiungeva “Dio è Amore! Questa è la rivelazione ineffabile, di cui il Giubileo, con la sua pedagogia, con la sua indulgenza, col suo perdono e finalmente con la sua pace, piena di lacrime e di gioia, ci ha voluto riempire lo spirito oggi, e sempre la vita domani: Dio è Amore! Dio mi ama! Dio mi aspettava e io l’ho ritrovato! Dio è misericordia! Dio è perdono! Dio è salvezza! Dio, sì, Dio è la vita!”.
I saluti del Papa
Nei saluti nelle varie lingue, Leone XIV ha ricordato i pellegrini giunti da diverse aree del mondo in particolare i giovani della Terra Santa, provenienti dal Patriarcato Latino di Gerusalemme. Ha affidato loro alla Vergine, ricordando la solennità di domani Maria, Madre di Dio. In italiano ha ricordato il Capitolo Generale delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante: “Auspico - ha detto il Papa - che la vostra azione apostolica sia sostenuta da intensa preghiera”.
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