Uruguay, torna l’influenza aviaria. Proclamato lo stato di emergenza
Federico Tonini – Città del Vaticano
Scatta nuovamente la sirena d'allarme su tutto il comparto agroalimentare dell'Uruguay. Nel tessuto locale del Dipartimento di Colonia, una delle 19 suddivisioni regionali del Paese sudamericano, sono state rilevate su alcuni volatili da cortile e su esemplari di pollame domestico, delle positività di influenza aviaria altamente patogena, legata al ceppo H5. Un fenomeno divenuto ormai frequente negli ultimi tempi, che si ripresenta esattamente a tre anni di distanza dal primissimo caso registrato nella storia del Paese.
La seconda allerta dell'anno
È già la seconda emergenza nazionale dichiarata dal governo di Montevideo nel corso del 2026, a conferma dell'estrema necessità di dover adottare un approccio prudente. ma anche non allarmista, per tutelare la produzione sul territorio circostante ed evitare eventuali pericoli di diffusione. Il primo epicentro del virus, divampato nel mese di febbraio 2026, si era diffuso su alcuni esemplari della fauna selvatica nei territori di Maldonado, Rocha e Canelones.
Le nuove misure di contenimento
Davanti al rischio di serie ripercussioni su tutto il settore agroalimentare, il governo del Paese ha annunciato nuovi provvedimenti restrittivi su tutto il territorio nazionale. Vietato, dunque, ogni tipo di trasporto di volatili da cortile non sottoposto al sistema di monitoraggio avicolo: una soluzione tecnologica che permette di monitorare in tempo reale le condizioni di salute degli animali. Entra in funzione anche l'obbligo di ricovero in strutture al chiuso per tutti gli animali allevati all'aperto e la sospensione totale, inoltre, degli eventi legati all'avicoltura, come mostre, mercati e aste del settore. La popolare Expo Prado, celebre fiera agroindustriale e zootecnica in programma dall'11 al 20 settembre, sarà di conseguenza priva della presenza di volatili, per scongiurare ulteriori pericoli.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.