Ucraina, ripresi i bombardamenti. Mosca apre a nuovi colloqui trilaterali
Paola Simonetti – Città del Vaticano
Mosca ha ripreso a bombardare dopo la breve tregua legata alla missione Usa. I raid lanciati nella notte su Kyiv hanno provocato almeno 2 vittime e 10 feriti. Gli attacchi hanno innescato incendi in tutta la città e danni a edifici residenziali e a una scuola. Da parte loro le forze ucraine hanno colpito la città russa di Saratov con danni alle infrastrutture civili e segnalazioni preliminari di vittime di cui per ora non è stato precisato il bilancio. Nonostante la violenza sul terreno e nonostante i nodi critici della trattativa restino per ora granitici, ci sarebbe la possibilità di ulteriori incontri trilaterali. Questa la sostanza al centro dei recenti colloqui fra gli inviati statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner con il presidente russo, Vladimir Putin e quello ucraino, Volodymyr Zelensky, riportata dai delegati ieri al presidente Usa, Donald Trump, che si appresterebbe a telefonare ai leader di Kyiv e Mosca e che ha sentito nel frattempo il premier britannico Andy Burnham, concordando, secondo fonti londinesi, l'impegno comune per il cessate il fuoco". Lo stesso Cremlino si sarebbe spinto a definire la missione appena conclusa “un piccolo passo verso la pace”.
La disponibilità della Russia
Mosca, in particolare, si sarebbe detta aperta a nuove trattative dopo le elezioni per la Duma il 18 e 19 settembre prossimi, nel contesto anche della difficile situazione economica che inciderebbe sulla necessità di accelerare la chiusura del conflitto. Una sollecitudine benvista anche da Zelensky, preoccupato fra l’altro per un nuovo rigido inverno sotto le bombe, ma diffidente sulle reali intenzioni di Putin, mentre si prepara a partecipare alla prossima assemblea generale dell'Onu, che potrebbe essere terreno per ulteriori trattative fra Kiev e Washington.
La tensione in Europa
Intanto, restano alti i toni della Russia con l’Europa, Mosca che definendo una "minaccia" il dispiegamento di nuovi sistemi missilistici e di artiglieria in Norvegia, ha annunciato che adotterà "ulteriori misure per garantire la propria sicurezza". Già prese invece le misure contro la Germania: il Cremlino ha deciso di chiudere il consolato tedesco a San Pietroburgo in risposta alla stessa misura decretata da Berlino per quello russo a Bonn dopo il ritrovamento nell'aeroporto di Lipsia di un drone carico di esplosivo, per il quale i tedeschi accusano la Russia.
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