A Otranto la 18.ma edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo A Otranto la 18.ma edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo

Festival Giornalisti del Mediterraneo 2026: una professione, mille sfide globali

Torna ad Otranto l'evento di cui Radio Vaticana - Vatican News è media partner. Il focus di questa edizione, in programma dal primo al 4 settembre, è sui molteplici scenari che caratterizzano questo tempo e la relativa attività giornalistica: dai conflitti armati all'intelligenza artificiale, fino al ruolo della diplomazia

Andrea De Angelis - inviato ad Otranto

Il Festival dei Giornalisti del Mediterraneo compie 18 anni e si appresta a vivere una edizione ricca di temi e ospiti. Nell'incantevole scenario di Otranto da stasera, martedì primo settembre, fino a venerdì 4 l'appuntamento in Largo di Porta Alfonsina, nel cuore del comune salentino, è dalle 20:30 alla mezzanotte. L'ingresso è come sempre gratuito.

Uno scenario internazionale

Nel corso delle edizioni del Festival Otranto, crocevia da secoli di diversi popoli e culture, ha sempre presentato sul palco scenari globali e questioni legate al territorio, grazie agli interventi di giornalisti, diplomatici, artisti ed autorità religiose. Anche quest’anno i conflitti armati troveranno ampio spazio, dal Medio Oriente all’Ucraina, senza dimenticare il continente africano e Paesi troppo spesso posti in secondo piano dall'informazione, quali Haiti. Protagonista anche l’intelligenza artificiale, partendo dall’utilizzo nella professione giornalistica per arrivare alla Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV pubblicata lo scorso maggio.

La locandina dell'edizione 2026 del Festival
La locandina dell'edizione 2026 del Festival

Il ruolo della diplomazia

Nel Festival di cui anche quest’anno Radio Vaticana – Vatican News è media partner, la Chiesa e il Vaticano saranno protagonisti in particolare giovedì 3 settembre, nel panel dal titolo “Diplomazia cattolica e scenari globali: mediazione, pace e conflitti internazionali”, al quale parteciperà, tra gli altri, monsignor Francesco Neri, arcivescovo di Otranto. Di diplomazia internazionale e cooperazione nel Mediterraneo si parlerà anche il giorno precedente con Claudio Antonelli, de Il Sole 24 Ore. Tra gli altri temi la salvaguardia del Creato con il panel del 2 settembre dal titolo “Ambiente e futuro: sostenibilità, innovazione e responsabilità per il Mediterraneo", dove interverranno anche il giornalista Patrizio Nissirio, direttore di mondoemediterraneo.eu e Sebastiano Venneri di Legambiente.

I premi Caravella

Venerdì sera il gran finale con l’assegnazione dei premi Caravella. Tra coloro che riceveranno questo riconoscimento Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista Limes; Iacopo Luzi, corrispondente dalla Casa Bianca; il giornalista palestinese Alhassan Selmi; il generale Armando Franza, comandante del reparto aeronavale Puglia e la giornalista Lucia Esposito, sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra.  Premio speciale per la libertà di stampa a Shelly Kittleson, giornalista freelance statunitense ed esperta di Medio Oriente, rapita a Baghdad lo scorso marzo e rilasciata dopo una settimana.

Ascolta l'intervista a Tommaso Forte

Raccontare sempre la verità

Le sfide dunque, già dal titolo, saranno protagoniste di questa edizione del Festival. “Il presente ci sfida a discutere sui temi della libertà di stampa e del ruolo del giornalista, sia in ambito internazionale che nei singoli territori”, sottolinea ai nostri microfoni il patron dell’evento, Tommaso Forte. “Posso affermare sicuramente che noi tutti abbiamo una grande responsabilità essendo parte del servizio pubblico. Abbiamo cioè l’obbligo di raccontare la verità con la massima trasparenza e questo elemento – spiega – sarà ricorrente nelle testimonianze delle colleghe e dei colleghi presenti al Festival”. Otranto dunque si appresta da questa sera ad accogliere animi, professionalità, pensieri diversi, accomunati però da una certezza: un giornalismo di pace è possibile solo raccontando il formidabile ruolo della diplomazia. “Quest’anno sul palco saranno protagoniste relazioni e diplomazia internazionale, il dialogo va promosso, rafforzato anche attraverso la conoscenza dei diversi ambiti e ruoli”, conclude Forte.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

01 settembre 2026, 11:03