Al via il Festival di Venezia con gli occhi aperti alle nuove strade del cinema
India Iammancini - Città del Vaticano
Si apre con Ink, film diretto da Danny Boyle che analizza il rapporto tra i media e il potere, la 83.ma edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Da oggi fino al 12 settembre il Lido accoglie registi, attori e professionisti del settore. Tra i momenti più importanti, il conferimento del Leone d’Oro alla carriera a George Clooney, un riconoscimento che celebra un percorso di quasi quarant’anni e il contributo dell'attore al mondo del cinema. A guidare ancora una volta la Mostra è Alberto Barbera che negli anni ha cercato di ampliare i confini della selezione, dando spazio anche a nuovi autori e a nuove forme espressive. Parlando della produzione attuale, infatti, Barbera afferma che “il cinema contemporaneo è cambiato tantissimo e continua rapidamente a cambiare”, sottolineando come si proceda per tentativi, alla ricerca di altre strade.
Dieci giorni al centro del mondo
Proiezioni, incontri, passerelle dei grandi nomi della settima arte. Oltre a Clooney, anche, tra tantissimi altri, Penelope Cruz, Robert Pattinson, Susan Sarandon, Russel Crowe. Miolti i film anche italiani in concorso, tra questi Succederà questa notte di Nanni Moretti e Il fuoco che ti porti dentro di Edoardo De Angelis. Saranno presentati inoltre, fuori concorso, Nessun dolore di Gianni Amelio e Scherzetto di Mario Martone con Toni Servillo. Numerose le produzioni internazionali in concorso e nelle altre sezioni. Tra queste, le pellicole di Martin McDonagh, May el-Toukhy, Werner Herzog, Shinya Tsukamoto e di molti altri registi. Sarà dato spazio persino a opere create con l'apporto dell'intelligenza artificiale. Come ogni anno, diverse le sezioni, tra cui Venice Open, Orizzonti, Venezia Classici.
Uno sguardo sul presente
Importante anche la presenza al festival della Fondazione Ente dello Spettacolo, che promuove la cultura cinematografica in Italia su mandato della Conferenza Episcopale Italiana. A fare da filo conduttore alle diverse iniziative è l’attenzione alla capacità delle opere audiovisive di misurarsi con le questioni del proprio tempo. Un’idea che trova una delle sue espressioni più nette nel Premio "Robert Bresson", assegnato quest’anno a Pedro Costa. Istituito nel 1999, il premio viene conferito ad autori il cui lavoro si distingue per la capacità di interrogarsi, attraverso la ricerca artistica, sul significato spirituale dell’esistenza. Costa entra così a far parte di una galleria di cineasti accomunati dalla volontà di andare oltre la semplice dimensione narrativa.
Su un terreno diverso, ma ugualmente attento alla forza della rappresentazione, si colloca il Premio "Le vie dell’immagine", attribuito a Mati Diop. Attrice e regista franco-senegalese, Diop ha fatto delle arti visive un mezzo per esplorare questioni legate all’identità e alla memoria.
"Che Spettacolo!": una casa aperta al Lido
In questo contesto si inserisce Che Spettacolo!, un luogo aperto al pubblico pensato per favorire il confronto con i protagonisti della Mostra. Si ripropone anche Cinematografo Incontra, un format in cui registi e attori sono chiamati a raccontare i propri lavori e ciò che si cela dietro la loro realizzazione: le scelte artistiche, le inquietudini e le sfide che accompagnano il processo creativo.
Una giornata per i media CEI
Tra le novità si introduce la giornata dedicata ai media della Conferenza Episcopale Italiana, l’11 settembre, alla presenza del segretario generale della CEI, arcivescovo Giuseppe Baturi. La settima arte riunirà per l’occasione alcune tra le principali realtà editoriali e comunicative e offrirà loro un osservatorio privilegiato per ampliare la riflessione sul ruolo dell’informazione e della critica.
Giovani protagonisti
Ampia visibilità sarà riservata anche alle nuove generazioni. Si discuterà della relazione tra i giovani e il cinema, spostando l’attenzione dalla sola fruizione alla prospettiva che siano loro stessi, in futuro, a scrivere, dirigere, analizzare e raccontare le opere. Corti in prigione, e fuori dal carcere mostrerà tre cortometraggi nati da vissuti artistici e culturali sviluppati negli istituti penitenziari italiani: un’iniziativa che mette in evidenza la facoltà del linguaggio cinematografico di offrire strumenti di confronto anche a chi vive condizioni di marginalità. Seguirà la presentazione di Yeshua, progetto di adattamento animato della sceneggiatura sulla vita di Cristo firmata da Carl Theodor Dreyer. Un’opera ancora in lavorazione che apre un interrogativo destinato a diventare sempre più centrale: quale spazio resterà, ci si chiede, alla creatività e alla responsabilità umana mentre l’intelligenza artificiale entra nei processi di ideazione e produzione delle immagini?
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