A Bishkek l'inaugurazione della VI edizione dei World Nomad Games, 31 agosto 2026 (foto: Irene De Mizio) A Bishkek l'inaugurazione della VI edizione dei World Nomad Games, 31 agosto 2026 (foto: Irene De Mizio)

Kirghizistan, sport e culture in dialogo. Le olimpiadi dei nomadi

Fino al 6 settembre, nel Paese asiatico, le squadre di oltre 100 nazioni si sfidano nei World Nomad Games 2026, evento di portata mondiale che l'Onu considera un’impareggiabile piattaforma per il dialogo interculturale e la promozione dello sviluppo sostenibile. A raccontare ai media vaticani i momenti salienti dell’inaugurazione nella capitale Bishkek e i retroscena delle competizioni è Irene De Mizio, viaggiatrice e autrice del progetto social "Corrocoilupi"

Bianca Tombini – Città del Vaticano

Sono spettacolari le immagini che arrivano dalla capitale del Kirghizistan dove il 31 agosto, nel nuovissimo stadio “Bishkek ARENA”, si è svolta la cerimonia di apertura dei “World Nomad Games”. Una competizione mondiale in cui le squadre di oltre 100 Paesi si sfidano negli sport tradizionali delle popolazioni nomadi. La sera dell’inaugurazione il nuovissimo stadio, costruito a forma di iurta - la tipica tenda delle popolazioni nomadi dell'Asia centrale - era gremito per l’occasione.

La cerimonia di inaugurazione
La cerimonia di inaugurazione   (ANSA)

Irene De Mizio, viaggiatrice instancabile e autrice del progetto “Corrocoilupi”, sui suoi canali social e attraverso una newsletter racconta l’identità culturale delle aree sconosciute dell’Asia centrale. “La cerimonia di ianugurazione è stata veramente un evento molto partecipato, soprattutto a livello locale.  – racconta De Mizio - C'erano tantissime famiglie con bambini, tutta gente del posto e piena di orgoglio nel vedere il proprio Paese splendere in quel modo”. L'evento inaugurale di Bishkek è iniziato nel tardo pomeriggio ed è andato avanti fino a notte fonda, tra spettacoli acrobatici e di danza, sulle note delle musiche tradizionali.  “È stata un'esplosione di fuochi, fiamme, luci e coreografie. – descrive Irene De Mizio– E caroselli di cavalli sui quali i ballerini acrobati volteggiavano, uno spettacolo affascinante e difficile da spiegare a parole”.

Ascolta l'intervista a Irene De Mizio

Un messaggio al mondo intero

Il “World Nomad Games” è un evento che, seppure ancora poco conosciuto a livello globale, ha l'obiettivo di svelare al mondo la cultura nomade che rappresenta un aspetto identitario profondo dell’Asia centrale. Per Irene De Mizio l’attenzione internazionale verso questo specifico evento è destinata a crescere nei prossimi anni: “Quella di quest’anno è la sesta edizione, ma questo è il primo anno in cui per l’organizzazione è stata investita un’ingente somma di denaro, seguita da una grossa operazione di marketing. I biglietti della cerimonia inaugurale sono andati esauriti in soli tre giorni”. Irene De Mizio vive da anni nella regione e ha avuto modo di osservare nel tempo i suoi cambiamenti: “Credo che l'Asia centrale in questi anni stia crescendo tantissimo, con un sempre maggiore rilievo geopolitico. Anche il settore del turismo si sta sviluppando velocemente e la Cina sta investendo nelle infrastrutture in questa zona per facilitare i propri corridoi commerciali”.

Le grafiche laser che hanno accompagnatolo show
Le grafiche laser che hanno accompagnatolo show   (ANSA)

Una presenza significativa

La grandiosità della cerimonia di apertura dei giochi è lo specchio dei cambiamenti in atto in Asia centrale in termini di crescita e sviluppo e rappresenta, al tempo stesso, un’occasione per mostrare al mondo la sua ricchezza culturale e il suo crescente ruolo nello scenario geopolitico mondiale. Lo dimostra la presenza all’inaugurazione dei Capi di Stato dei Paesi aderenti all’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, giunti a Bishkek in occasione del vertice per il 25mo anniversario dell’organismo intergovernativo.

Il premier indiano Narendra Modi con il presidente del Kirghizistan Sadyr Japarov e la first lady Aigul
Il premier indiano Narendra Modi con il presidente del Kirghizistan Sadyr Japarov e la first lady Aigul

Un evento sportivo ma non solo

In un mondo globalizzato in cui identità e tradizioni locali rischiano di andare perdute, preservare le specificità culturali è importante ed è proprio quello che i World Nomad Games  cercano di fare. Lo conferma l'autrice di "Corrocoilupi", che spiega: “In questo modo si riescono a tenere vivi sport tradizionalmente legati alle civiltà nomadi, che altrimenti rischierebbero di non essere più praticati”. Nelle competizioni figurano attività sportive che in Occidente in pochi hanno sentito nominare, come il wrestling a cavallo, e altre invece più note come il tiro con l'arco. Vi sono inoltre diversi tipi di lotta libera, come il Kurash, ma anche attività come il tiro alla fune o la caccia con l’aquila. Alle gare sportive vere e proprie si affiancano poi i giochi da tavolo e di tattica tipici delle aree asiatiche, ma le soprese non si esauriscono qui. Come racconta De Mizio infatti, un ampio spazio è dedicato alla promozione culturale e musicale: “Ogni giorno, fino al 6 settembre, ci sarà un evento legato alla musica e alla danza, oltre a masterclass aperte agli spettatori, che potranno approfondire i vari aspetti culturali dei Paesi partecipanti”.

Un momento della competizione
Un momento della competizione   (AFP or licensors)

Oltre i confini dell’Asia

L’evento vede un’ampia partecipazione, con il coinvolgimento di atleti provenienti da più di 100 Paesi del mondo. Le tradizioni nomadi sono riuscite infatti ad oltrepassare i confini del continente e persino l’Italia è presente in Kirghizistan con una delegazione che vede gli atleti coinvolti nelle gare di lotta libera e nel tiro con l’arco. “L’Italia è stata accolta con grandissimo entusiasmo” conclude Irene De Mizio, ricordando le urla di gioia del pubblico al momento della sfilata delle delegazioni durante la cerimonia inaugurale.

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03 settembre 2026, 09:00