Germania, la vittoria dell’AfD. Le Chiese cristiane: “Non resteremo in silenzio"
Davide Dionisi – Città del Vaticano
“Esortiamo i vincitori delle elezioni a rispettare senza riserve la Costituzione regionale e la Legge fondamentale e a tutelare la dignità di tutte le persone, indipendentemente dall’origine, dalla religione, dallo stile di vita, dai meriti o dalla posizione”. All’indomani del successo elettorale di Alternative für Deutschland nelle elezioni regionali della Sassonia-Anhalt, i vescovi tedeschi, unitamente agli Evangelici e ad Ack, la principale piattaforma ecumenica e di cooperazione tra le differenti confessioni cristiane nel Paese, hanno pubblicato un comunicato ufficiale nel quale sottolineano che “il rispetto della dignità umana spetta incondizionatamente a tutti” e che seguiranno da vicino e accompagneranno con occhio critico l’operato politico del futuro governo regionale. “Non distoglieremo lo sguardo e non resteremo in silenzio nel momento in cui la dignità umana verrà violata, la nostra democrazia messa a rischio o svuotato lo Stato di diritto”, si legge nella dichiarazione congiunta. “Continueremo a sostenere tutto ciò che è alla base della nostra democrazia e a contribuire alla coesione sociale. A tal fine saranno necessari soprattutto luoghi di incontro, di dialogo e di comprensione”.
Il responso delle urne
Gli ultimi dati danno l’AfD al 43,8%, a seguire la Cdu (Christlich Demokratische Union Deutschlands) con il 17,2%, la Linke con l’8,6%, l’Spd (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) con il 9,3%, l’Fdp (Freie Demokratische Partei) con il 2,6%, e i Verdi con l’8,9%. La Bsw (Bündnis Sahra Wagenknecht) è riuscita a superare la soglia del 5 per cento. Mai, dal 1945, una regione tedesca è stata governata dall’estrema destra e la foto che è uscita dalle urne vede l’AfD con 39 seggi (non avrebbe quindi la maggioranza assoluta di 42 seggi per governare, la Cdu 15, la Linke, l’Spd e i Verdi 8 ciascuno, la Bsw 5 seggi.
Le reazioni dei leader AfD
“Naturalmente avvieremo delle discussioni e vedremo se ci saranno gruppi parlamentari o deputati che vorranno assumersi insieme a noi questo compito storico. I colloqui sono già iniziati questa notte”, ha fatto sapere Ulrich Siegmund, capo dell’AfD in Sassonia-Anhalt. Di tutt’altro tono la co-leader Alice Weide che, criticando la politica economica e finanziaria del Governo federale ha detto: “La Germania registra un debito che esplode e continua ad assumersi nuovi oneri. Lo Stato dei funzionari non può essere finanziato». Ed ha aggiunto: «Il Paese è de facto in bancarotta. È fallito. La politica delle frontiere aperte non è più finanziabile. Quando governeremo chiuderemo le frontiere”. L’affluenza alle urne è stata del 77,8%, un record dalla riunificazione. «È una questione da prendere sul serio», continua la nota che sottolinea l’impegno delle migliaia di persone che, sia in Sassonia-Anhalt che a livello nazionale, “si prendono cura gli uni degli altri giorno dopo giorno, si assumono responsabilità e sostengono la comunità. Vogliamo continuare a mettere in evidenza e rafforzare la loro fiducia, la loro disponibilità ad aiutare e il loro impegno”, evidenzia lo scritto. Si guarda, dunque, con grande preoccupazione al risultato elettorale, soprattutto perché, stando a quando dichiarato dalla diocesi di Magdeburgo, la Chiesa evangelica della Germania centrale (Ekm) e la Chiesa evangelica regionale di Anhalt, “il Land è diviso e la nostra apprensione riguarda la pace sociale e la convivenza tra le persone nella nostra regione”. Apprensione che nasce dall’impatto che “il risultato elettorale avrà sulla cultura e sull’istruzione, sulla comunità e sul volontariato, sulla Diaconia, sulla Caritas e sulle Chiese, nonché sulla sicurezza interna ed esterna. Come Chiese, abbiamo una lunga storia di resilienza: abbiamo superato dittature e oppressioni, guerre e crisi. Continueremo ad aprire le nostre porte a tutte le persone che cercano protezione e serenità, guarigione e guida nella presenza di Dio”.
Il cardinale Marx: risultato terribile
Per il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, “questo risultato per un partito di conclamata estrema destra è terribile e deprimente, ma non è l’ultima parola. È fondamentale che la grande maggioranza del nostro Paese si schieri ora apertamente e attivamente in difesa della libertà, della democrazia e dello Stato di diritto. Spetta a noi lottare per la dignità umana, il rispetto e la tolleranza, opporci con voce forte e chiara e fare resistenza quando le nostre convinzioni sono minacciate”, ha dichiarato il porporato ai quotidiani “Münchner”, “Merkur” e “Tageszeitung”.
Il ruolo della Chiesa
In un editoriale apparso sul portale della Chiesa tedesca, Don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, una delle due grandi opere di cooperazione missionaria cattolica della Germania, spiega che la vittoria dell’AfD è dovuta al fatto che “le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”.
Autocritica del cancelliere Merz
Fa autocrirtica il cancelliere tedesco e leader della Cdu, Friedrich Merz: “Non siamo riusciti a stabilire un contatto emotivo con la gente. Il partito ha perso in modo drammatico le elezioni. Ce la possiamo fare solo se parleremo apertamente dei problemi all'interno della dirigenza”. Le borse non hanno, per ora, subito alcun contraccolpo e la Germania si è risvegliata registrando un impatto limitato sull’indice Dax della Borsa di Francoforte, che è partito debole e a metà mattina ha perso lo 0,2%.
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