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Il palco del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo 2026 Il palco del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo 2026

Giornalisti del Mediterraneo, Di Trapani: il Papa ci chiama ad un'azione responsabile

Ad Otranto ha preso il via martedì primo settembre la 18.ma edizione dell’evento di cui Radio Vaticana – Vatican News è media partner. Tra i relatori Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana

Andrea De Angelis – inviato ad Otranto

Centinaia di persone hanno animato con la loro presenza i primi panel della 18.ma edizione del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo ieri sera, martedì primo settembre, a Largo di Porta Alfonsina, nel cuore dell’incantevole Otranto. Si tratta della prima di quattro sere dove il giornalismo è assoluto protagonista, illustrando temi quali i conflitti armati, l’intelligenza artificiale, la cura del Creato e l’importanza della diplomazia per la costruzione della pace. Decine i relatori, compresi quelli che ieri hanno, in particolare, concluso i lavori della serata intervenendo al panel dal titolo “Giornalismo sotto attacco: sicurezza, censura e delegittimazione dei media”.

Cittadini, non consumatori 

Tra loro anche il presidente della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Vittorio Di Trapani. Al termine dell’incontro il giornalista Rai si è soffermato con i media vaticani su temi di attualità, partendo dal rapporto tra giornalisti e cittadini e sulle sfide che presenta. “Dobbiamo fare il nostro lavoro seguendo il suo elemento fondamentale: l’interesse pubblico a sapere. Cercare, capire, spiegare, rivelare ciò che qualcuno ha interesse a non far sapere”, afferma. Quindi cita Roberto Morrione, primo, storico direttore di Rai News: “Di fronte non abbiamo consumatori, ma cittadini. Nostro compito è aumentare lo spirito critico perché vuol dire creare democrazie più forti”.

I giornalisti siano testimoni

Negli ultimi mesi tanti gli appelli del Papa al mondo del giornalismo, in piena continuità con quelli del suo predecessore. “Entrambi ci hanno chiesto e chiedono di essere testimoni e questo vuol dire andare, capire, incrociare gli sguardi delle persone”, e per Di Trapani “sia Francesco che Leone ci insegnano che il giornalismo deve essere fatto per le persone. L’invito a disarmare le parole non è generico, ma una chiamata alla responsabilità! Sapere che le parole sono azione, quindi incontro. Solo se incontri l’altro costruisci ponti, se lo rifiuti alzi muri e si genera la diffidenza, che è presupposto per l’indifferenza che – conclude – reputo il grande avversario della nostra epoca. Le pietre possono costruire ponti o muri, i giornalisti hanno la responsabilità di usarle in maniera consapevole per costruire ponti”.

Vittorio di Trapani, presidente FNSI dal 2023
Vittorio di Trapani, presidente FNSI dal 2023
Ascolta l'intervista con Vittorio Di Trapani

 

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02 settembre 2026, 11:00