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Il generale Armando Franza sul palco di Otranto Il generale Armando Franza sul palco di Otranto

Premi Caravella 2026, tributo al coraggio di chi informa sfidando guerre e criminalità

A Otranto si è conclusa ieri la 18.ma edizione del Festival dei Giornalisti del Mediterraneo con la cerimonia di assegnazione di otto riconoscimenti, compreso il premio speciale per la libertà di stampa alla giornalista Shelly Kittleson, vittima di un sequestro in Iraq

Andrea De Angelis – Inviato a Otranto

“Salvare vite, è questa la priorità”. Le parole pronunciate dal generale Armando Franza, comandante del Reparto aeronavale della Guardia di Finanza, tra i premiati al Festival Giornalisti del Mediterraneo 2026, ben sintetizzano una edizione che ha visto porre un'attenzione massima al valore della persona. Dalla tutela della libertà di stampa al rispetto della dignità di ognuno, la quattro giorni di incontri, dibattiti e interviste ha seguito questa direttrice presentando al contempo alcune delle principali sfide che caratterizzano oggi il giornalismo. L’evento, conclusosi ieri venerdì 4 settembre, anche quest’anno ha avuto Radio Vaticana – Vatican News in veste di media partner.

Sul palco il palestinese Selmi

La serata, condotta dal giornalista Vincenzo Sparviero, ha visto consegnare il Premio Caravella del Mediterraneo 2026 a Lucio Caracciolo, fondatore e direttore della rivista “Limes”; Iacopo Luzi, corrispondente alla Casa Bianca per Sky TG24; Armando Franza, generale, comandante del reparto aeronavale della Guardia di Finanza; Luciana Esposito, giornalista sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra, direttrice di napolitan.it; Claudio Antonelli, vicedirettore di “24Ore NextMed”; Leonardo Zellino, inviato del Tg1 ed Al Hassan Selmi, giornalista palestinese. Quest’ultimo ha chiesto al pubblico di non dimenticare Gaza, di continuare a tenere alta l’attenzione per chi vive il dramma della guerra da anni e rischia di finire nell’oblio.

La giornalista Shelly Kittleson sul palco di Otranto
La giornalista Shelly Kittleson sul palco di Otranto

La libertà di stampa

Grandi applausi dalla platea di Otranto – oltre mille le persone che hanno partecipato nelle quattro serate – in particolare per Shelly Kittleson, giornalista rapita lo scorso marzo a Baghdad e rilasciata dopo una settimana, alla quale è stato assegnato il premio speciale per la libertà di stampa. “Tornerei in Iraq? Sì, non so quando ma ci tornerei al 100%”, ha detto dal palco. Il suo racconto è partito dal Paese mediorientale per arrivare fino in Afghanistan, concentrandosi in particolare sulla situazione delle donne nel Paese a cinque anni dal ritorno dei talebani al potere. Attraverso una serie di aneddoti ed esperienze personali, Kittleson ha voluto sottolineare come sia importante far sapere a tutti che un giornalista inviato non è mai in contrasto con la popolazione locale, ma accanto alle cittadine e cittadini dei Paesi, soprattutto quelli in cui è meno facile far conoscere la realtà quotidiana.

Vivere sotto scorta 

Altra storia che ha emozionato la platea è quella di Luciana Esposito, direttrice del portale napolitan.it, sotto scorta dal maggio 2025 per le minacce e intimidazioni ricevute più volte dalla camorra. Esposito ha voluto ringraziare i carabinieri della scorta che hanno deciso di restare al suo fianco anche dopo le recenti, ennesime minacce ricevute. “Mi danno la forza – ha detto – di proseguire nel mio lavoro”. Un territorio dove armi e droga continuano a muovere interessi enormi, “in una regione – ha ricordato – dove si trova il maggior numero di giornalisti sotto scorta in Italia e tra i più alti in Europa”.

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05 settembre 2026, 11:14