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Una donna con una bambina subito dopo l'attacco russo su Kyiv Una donna con una bambina subito dopo l'attacco russo su Kyiv  (AFP or licensors)

Ucraina, attacco russo su Kyiv: colpite un ospedale pediatrico e una scuola

Dodici vittime sono state registrate a Kyiv e una nella regione della capitale. Colpite anche le regioni di Odessa e Chernihiv. Nella prima, droni russi hanno preso di mira un valico alla frontiera con la Moldova, mentre nella seconda sono state attaccate infrastrutture del gas

Vatican News

Un ospedale pediatrico, una scuola e diversi edifici residenziali: sono queste le aree colpite a Kyiv durante un intenso attacco russo condotto nella notte contro l’Ucraina. Almeno 13 persone sono morte, 12 nella capitale e una nella regione circostante, mentre circa 40 sono rimaste ferite. In un grattacielo, i piani superiori sono stati distrutti. "Le squadre di soccorso sono al lavoro da tutta la notte sui luoghi colpiti dagli attacchi russi", ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Si è trattato di un attacco massiccio: i russi si erano preparati a lungo, combinando diversi tipi di missili balistici, missili da crociera e droni, con l’obiettivo di causare il maggior danno possibile alle infrastrutture civili".

Il cielo della capitale ucraina, Kyiv, durante l'attacco russo di mercoledì notte
Il cielo della capitale ucraina, Kyiv, durante l'attacco russo di mercoledì notte   (AFP or licensors)

Cresce la tensione

L’offensiva ha interessato anche altre aree del Paese. Nella regione di Odessa, droni russi hanno colpito un valico alla frontiera con la Moldova, mentre nella regione di Chernihiv sono state prese di mira infrastrutture del gas. Le dimensioni dell’attacco emergono anche dai dati forniti dall’Aeronautica militare ucraina. Mosca avrebbe impiegato missili balistici Onyx, Zircon e Iskander-M, missili da crociera e aviolanciati, otto Kalibr e 168 droni d’attacco e simulatori. Le difese ucraine affermano di aver neutralizzato 39 missili, due munizioni circuitanti Banderol e 145 droni. Impatti sono stati segnalati in 28 località. Mosca fornisce una versione diversa sugli obiettivi dell’operazione. Il ministero della Difesa russo afferma di aver condotto un attacco contro strutture del complesso militare-industriale ucraino, centri logistici e depositi di carburante. Tra gli obiettivi indicati figurano impianti legati alla produzione di droni e missili, strutture della società aeronautica Antonov e depositi militari nella regione di Kyiv e nei porti di Chornomorsk e Yuzhny, sul Mar Nero. Ma, oltre alla drammatica immagine di un ospedale pediatrico e una scuola colpite, la portata dell’attacco ha fatto scattare l’allerta anche oltre i confini ucraini. La Polonia ha fatto decollare i propri aerei militari e portato in stato di allerta i sistemi terrestri di difesa aerea e di ricognizione radar. Le operazioni sono successivamente terminate e Varsavia ha precisato che non è stata rilevata alcuna violazione dello spazio aereo polacco. Zelensky ha quindi rivolto un nuovo appello agli alleati per rafforzare le capacità di difesa del Paese. "I missili intercettori Patriot sono ancora insostituibili e ne abbiamo bisogno ogni giorno. Ogni missile in più salva la vita dei nostri cittadini", ha affermato. Secondo il presidente ucraino, "finché l’Ucraina non disporrà di un’adeguata difesa antimissile, la Russia non prenderà seriamente in considerazione la pace".


La guerra spinge il prezzo del grano

L’intensificazione degli attacchi tra Russia e Ucraina sta intanto producendo conseguenze ben oltre il campo di battaglia. Le crescenti difficoltà alla navigazione e alle attività portuali nel Mar Nero hanno spinto i prezzi del grano ai livelli più elevati degli ultimi tre anni, alimentando il timore di un nuovo shock sui mercati alimentari internazionali. Gli attacchi russi contro navi e infrastrutture hanno fortemente ridotto il traffico attraverso Odessa e gli altri porti ucraini proprio all’inizio della fase principale del raccolto. Sul versante opposto, un attacco ucraino della scorsa settimana ha costretto i tre maggiori terminal cerealicoli di Novorossiysk a sospendere le operazioni. Russia e Ucraina rappresentano insieme circa il 30 per cento delle forniture mondiali di grano. Secondo Oxford Economics, le difficoltà nei porti del Mar Nero e del Mar d’Azov potrebbero interessare quest’anno fino a 86 milioni di tonnellate di esportazioni, circa il 17 per cento del commercio mondiale di cereali. I primi effetti sono già visibili. Secondo i dati del governo ucraino, le esportazioni di cereali ad agosto risultano inferiori di circa il 75 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche la Russia incontra crescenti difficoltà: le esportazioni potrebbero fermarsi a circa 2,2 milioni di tonnellate questo mese, contro i 4,6 milioni dell’agosto dello scorso anno. Le vie alternative non sembrano sufficienti a compensare le interruzioni. Le rotte ucraine attraverso la ferrovia e il Danubio potrebbero assorbire soltanto una parte dei volumi normalmente trasportati via mare. Anche il Danubio è però sotto pressione: il caldo e le scarse precipitazioni ne hanno abbassato il livello.

Anche il Danubio è sotto pressione per il basso livello delle acque e per gli attacchi russi contro infrastrutture portuali ucraine
Anche il Danubio è sotto pressione per il basso livello delle acque e per gli attacchi russi contro infrastrutture portuali ucraine   (AFP or licensors)

Nuova inchiesta anticorruzione

Preoccupa intanto anche il fronte interno ucraino. Il governo è intervenuto dopo una nuova operazione degli organismi anticorruzione. Mykola Hladishchenko è stato rimosso dalla presidenza del consiglio di sorveglianza della banca statale Sense Bank ed è stata avviata la procedura per la rimozione anche del presidente del consiglio di amministrazione dell’istituto. La nuova operazione, denominata “Forrest Gump”, riguarda una presunta organizzazione criminale che, secondo gli investigatori, coinvolgerebbe un parlamentare in carica, un ex deputato e alti funzionari dell’Ufficio presidenziale. Nelle stesse ore sono state effettuate perquisizioni anche nell’abitazione di Iryna Mudra, ex vicecapo dell’Ufficio del presidente. Mudra ha smentito le notizie circolate su un suo arresto, spiegando che le è stata comunicata l’accusa e notificata la richiesta relativa a una misura cautelare.


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20 agosto 2026, 09:33