Attacchi russi con droni nella regione di Kyiv Attacchi russi con droni nella regione di Kyiv 

Ucraina, nuovi pesanti raid russi. Tensione tra Mosca e Londra

Nella notte nuovi attacchi russi hanno colpito diverse regioni dell'Ucraina, provocando due morti in quella di Dnipropetrovsk. Sale intanto la tensione tra Mosca e Londra, dopo le minacce del ministero degli Esteri russo di colpire basi militari britanniche come rappresaglia per il sostegno a Kyiv. Poi Trump parla con Putin: "Non colpirà Paesi Nato", dice. Allarme per la crescita dei prezzi del grano a causa dell'escalation militare e della paralisi delle rotte commerciali nel Mar Nero

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Ancora attacchi russi sull'Ucraina. Due persone sono morte a seguito di raid nella notte che hanno colpito la regione di Dnipropetrovsk. Lo riferisce l'agenzia di stampa ucraina Ukrinform, citando Oleksandr Hanzha, capo dell'Amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk che su Telegram ha precisato come le forze russe abbiano utilizzato bombardamenti aereoi droni e artiglieria. Nel distretto di Nikopol, colpito il capoluogo di distretto e le località di Pokrovske, Marhanets e Chervonohryhorivka. Un'attività commerciale e un supermercato sono stati danneggiati. Operazioni anche sul distretto di Synelnykove, nella località di Vasylkivka, dove sono state danneggiate abitazioni private e un'auto. Le autorità Kherson, intanto, hanno esortato i residenti a lasciare la zona.

Raid anche sulla regione di Kyiv

Nella notte Mosca ha attaccato anche i magazzini di "Nova Post" nella comunità di Bilohorodka e un impianto di produzione a Sviatopetrivske, nella regione di Kyiv. Lo riferisce sempre Ukrinform. Il capo del consiglio del villaggio di Bilohorodka, Anton Ovsiienko, su Facebook ha precisato che informazioni su vittime e feriti sono ancora in fase di accertamento. 

Lo stallo sul fronte negoziale 

Sul fronte negoziale, in stallo da tempo, la Russia aprirebbe alla possibilità di ascoltare nuove proposte per la soluzione del conflitto. Almeno questo è quanto ha assicurato il ministro degli Esteri di Mosca, Sergey Lavrov, in una intervista all'emittente tv Rbc. Come riporta l'agenzia Interfax, Lavrov ha rspiegato che nel frattempo, tuttavia, le forze armate "continuano a lavorare sul campo". Lavrov ha poi ricordato le parole del presidente, Vladimir Putin, secondo la Russia sarebbe sempre pronta a negoziare, ma non accetterà di "dichiarare alcun cessate-il-fuoco durante i negoziati". Pertanto, "l'incendio si spegnerà solo quando ci sarà un accordo completo e a lungo termine", ha sottolineato ancora il ministro.

Mar Nero bloccato, salgono i prezzi del grano

Gli effetti della guerra continuano a farsi sentire anche sul piano economico e, in particolare, a danneggiare il settore alimentare. La paralisi quasi totale delle rotte commerciali nel Mar Nero, infatti, acuita negli ultimi due mesi dai reciproci attacchi con missili e droni di Russia e Ucraina, ha innescato un rally dei prezzi del grano. La causa sarebbe principalmente il collasso degli accordi di navigazione sicura, che ha trasformato il bacino in una zona ad altissimo rischio per i trasporti. Nelle ultime sessioni del Chicago Board of Trade (Cbot), i future sul grano tenero hanno registrato impennate notevoli fino ad aumenti di 45 centesimi di dollaro al giorno per bushel (l'unità di misura anglosassone per i prodotti agricoli), portando i prezzi a schizzare di oltre il 35% da inizio anno e del 20% negli ultimi due mesi, sui livelli massimi degli ultimi due anni. Inoltre, a causa dei bombardamenti sistematici sulle infrastrutture di Odessa e del fiume Danubio, le esportazioni di cereali dell'Ucraina sono crollate del 75% nella prima metà di agosto rispetto all'anno scorso.

Tensione tra Mosca e Londra

Intanto, sale a livelli di guardia la tensione tra Mosca e Londra, con la Russia che minaccia la Gran Bretagna di attacchi alle sue basi militari come rappresaglia per gli armamenti forniti all'Ucraina e utilizzati per i raid contro le raffinerie e altre infrastrutture russe. La risposta - ha avvertito il ministero degli Esteri russo - potrebbe prendere di mira "qualsiasi obiettivo militare e attrezzatura britannica in Ucraina e al di fuori di essa". In serata le rassicurazioni del presidente degli Usa, Donald Trump, che ha dichiarato di aver avuto "buone discussioni" con Putin: "Non attaccherà territori Nato". Per parte loro, anche fonti Ue a Bruxelles hanno assicurato come non ci sia "il rischio immediato di un attacco a Paesi europei e membri della Nato". D'altro canto, però, si spiega, "le azioni ibride e non proprio ibride continueranno a verificarsi". A fare alzare la soglia dell'attenzione era stato nelle ore precedenti un articolo di "The Wall Street Journal" secondo il quale la visita di martedì a Mosca del direttore della Cia, John Ratcliffe, avrebbe avuto lo scopo di mettere in guardia Mosca dall'intraprendere iniziative del genere. Tuttavia, che questa fosse la ragione della missione di Ratcliffe è già stato smentito mercoledì dallo stesso Trump, che ha parlato di una vista di "semi-routine". Dal lato britannico, a dipingere un quadro allarmante era stato il "Financial Times", che due giorni fa aveva scritto come il Regno Unito stia accelerando la revisione dei piani di difesa nazionale e si prepari a lanciare una campagna di informazione pubblica su come affrontare un'emergenza sullo sfondo di "minacce" sempre più concrete da parte della Russia.

Quattro Paesi Ue: riaprire questione dell'uso asset russi

"Riteniamo che sia giunto il momento di tornare sulla questione di come poter fare un ulteriore utilizzo dei beni immobilizzati della Russia a beneficio dell'Ucraina", scrivono nel frattempo in una lettera, riportata dall'AGI, i ministri degli Esteri di Svezia, Polonia, Paesi Bassi e Spagna. "Non vi è alcun segno che la Russia sia disposta a porre fine all'aggressione, e le sue conseguenze incidono sempre più sugli Stati membri dell'Ue. L'Ucraina necessita di maggiore sostegno finanziario sia nel breve sia nel lungo termine", affermano i quattro ministri nella lettera indirizzata all'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, e alla ministra degli Esteri dell'Irlanda (presidente di turno del Consiglio Ue), Helen McEntee.  

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

28 agosto 2026, 10:02