È morto Ratko Mladic, condannato per genocidio per il massacro di Srebrenica
Vatican News
Era in carcere dal 2011, dopo 15 anni di latitanza. Nel 2017 era stato condannato all’ergastolo dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia, sentenza confermata in appello nel 2021. Ratko Mladic, ex comandante dell'esercito della Repubblica Srpska, entità a maggioranza serba della Bosnia, è morto oggi, a 84 anni, nel centro di detenzione delle Nazioni Unite all’Aia, dove si trovava per essere stato riconosciuto colpevole di 10 degli 11 capi di accusa contestatigli, e quindi per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. A suo carico: il massacro di Srebrenica, dove oltre 8mila tra uomini e ragazzi musulmani bosniaci furono trucidati, e anche l’assedio di Sarajevo, dove condusse una vera e propria campagna di terrore, nonché la presa in ostaggio di personale delle Nazioni Unite e poi ancora persecuzioni e omicidi a carico della popolazione civile.
Il progetto della Grande Serbia
Secondo i giudici che lo condannarono, Mladic aveva l’obiettivo criminale di ripulire etnicamente la Bosnia ed Erzegovina per arrivare al progetto della Grande Serbia, e per questo fu pianificata e messa in pratica la sistematica eliminazione e deportazione della popolazione non serba. Capo militare dei serbi di Bosnia dal 1992 al 1995, Mladic è considerato il terzo artefice della pulizia etnica avvenuta durante la guerra di Bosnia, nonché il braccio destro del presidente Slobodan Milošević, morto in carcere nel 2006, e dello psichiatra Radovan Karadžić, l'ideologo serbo-bosniaco condannato dal Tpi nel 2016 a 40 anni di reclusione in primo grado, per genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, pena commutata in ergastolo, nel 2019.
Negli ultimi anni le condizioni di salute di Mladic si erano progressivamente deteriorate, fino ad arrivare ad una condizione di malato terminale. Per questo la famiglia e le autorità serbe ne avevano richiesto il rilascio per motivi umanitari, richiesta respinta dal Meccanismo dell'Aia, per il quale Mladic stava ricevendo nei Paesi Bassi cure mediche e palliative adeguate.
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