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Soccorritori scavano tra le macerie di un edificio a Cali, Colombia Soccorritori scavano tra le macerie di un edificio a Cali, Colombia

Colombia, grave sisma: appello dei vescovi alla solidarietà

La violenta scossa ha colpito l'ovest del Paese ed è stata avvertita in gran parte del territorio colombiano. Il bilancio finora è di oltre 130 morti accertati e quasi 600 feriti. Pereira è la città con il bilancio più grave, a Manizales sono stati danneggiati edifici, ospedali, scuole e luoghi di culto. Chiusi per verifiche sei aeroporti. Proseguono le operazioni di ricerca e soccorso

Stefano Leszczynski - Città del Vaticano

Una forte scossa di terremoto ha colpito ieri, 10 agosto, la Colombia occidentale, provocando oltre 130 morti e 570 feriti accertati ma ancora con molti dispersi. Ingenti danni in diverse città, mentre le squadre di emergenza continuano a cercare eventuali persone rimaste intrappolate sotto gli edifici crollati. Il sisma, di magnitudo 7.4 secondo le rilevazioni diffuse nelle ore successive all'evento, ha avuto il suo epicentro nell'area di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, nell'ovest del Paese. La scossa è stata avvertita in una vasta parte della Colombia e anche oltre i confini nazionali.

Pereira la città più colpita

La situazione più grave si registra a Pereira, uno dei principali centri dell'area occidentale colombiana. La priorità resta raggiungere le persone che potrebbero trovarsi sotto le macerie e mettere in sicurezza gli edifici lesionati. Il terremoto ha interessato un'area molto vasta e la valutazione complessiva dei danni è resa più difficile dalle conseguenze della scossa sulle infrastrutture e sulle comunicazioni. Particolarmente pesanti le conseguenze a Manizales. Secondo le prime informazioni, più di dieci edifici sarebbero stati completamente distrutti e oltre venti strutture residenziali avrebbero subito danni di diversa entità. Colpiti anche ospedali, scuole e chiese. Danni sono stati segnalati anche alla cattedrale di Manizales, uno dei principali edifici religiosi della città. Le immagini e le prime testimonianze provenienti dalle zone interessate mostrano macerie nelle strade e strutture lesionate, mentre le autorità invitano la popolazione a non avvicinarsi agli edifici considerati a rischio. La scossa ha provocato crolli anche a Cali, dove le squadre di soccorso sono intervenute in diversi punti della città. Le prime notizie parlano di persone rimaste intrappolate sotto le macerie e di danni a strutture sanitarie. Anche a Quibdó, capoluogo del dipartimento di Chocó, sono stati segnalati feriti e danni alle infrastrutture.

La Chiesa locale in azione

La presidenza della Conferenza episcopale colombiana ha espresso solidarietà e preghiere per le vittime, i dispersi, i feriti e le famiglie colpite e affidato a Dio il lavoro dei soccoritori. Si tratta, affermano i presuli, di un'emergenza tale da non poter essere affrontata individualmente, ma che richiede al Paese di riconoscersi come un'unica famiglia e rispondere alla sofferenza con generosità, responsabilità e solidarietà. Molti gli appelli dei vescovi delle zone colpite, a mobilitarsi a livero umanitario sono stati i banchi alimentari, che hanno lanciato campagne di raccolta di aiuti da distribuire ai sopravvissuti.

Sei aeroporti chiusi

Le conseguenze del terremoto stanno incidendo anche sui collegamenti. L'Autorità colombiana per l'aviazione civile, Aerocivil, ha disposto la sospensione delle operazioni in sei aeroporti della Colombia occidentale: Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura. La decisione è stata presa per consentire le verifiche sulle piste, sui terminal e sulle altre infrastrutture aeroportuali interessate dalla forte scossa. I voli resteranno sospesi fino al completamento degli accertamenti necessari a garantire la sicurezza delle operazioni. Il provvedimento potrebbe complicare ulteriormente la macchina degli aiuti nelle zone maggiormente colpite, proprio mentre è in corso la mobilitazione delle squadre di emergenza e delle strutture sanitarie.

Una scossa avvertita in gran parte del Paese

Il terremoto è stato inizialmente valutato dal Centro sismologico euro-mediterraneo con una magnitudo inferiore, poi rivista al rialzo. Le successive stime hanno indicato un evento di magnitudo 7.4, con epicentro nell'area di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó. Il movimento tellurico è stato avvertito con forza in numerose località dell'ovest e del centro della Colombia. La terra ha tremato anche nella capitale Bogotá e le oscillazioni sono state percepite fuori dai confini colombiani, in particolare in alcune aree dei Paesi vicini. La Colombia si trova in una regione caratterizzata da una significativa attività sismica, legata all'interazione tra diverse placche tettoniche. Particolarmente esposta è proprio la regione andina occidentale. Resta ancora vivo nel Paese il ricordo del devastante terremoto che il 25 gennaio 1999 colpì l'Eje Cafetero, causando oltre un migliaio di morti e gravissimi danni soprattutto ad Armenia, ma anche a Pereira e in numerosi altri centri della regione.

Proseguono le ricerche

Nelle città maggiormente colpite l'emergenza è ancora in pieno svolgimento. Vigili del fuoco, protezione civile, personale sanitario e forze di sicurezza stanno concentrando gli sforzi nella ricerca dei dispersi e nell'assistenza alle persone costrette ad abbandonare abitazioni e strutture considerate pericolanti. Le autorità stanno inoltre verificando la stabilità di ospedali, scuole, chiese, abitazioni e infrastrutture pubbliche. La dimensione reale della tragedia potrà essere definita soltanto con il completamento delle ricognizioni nelle località più vicine all'epicentro. A Pereira, dove si concentra finora il maggior numero di vittime, le operazioni di soccorso proseguono tra le macerie.

Aggiornamento 11 agosto 2026 - ore 8.15

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10 agosto 2026, 17:32