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Colombia, i gravi danni provocati dal terremoto del 10 agosto Colombia, i gravi danni provocati dal terremoto del 10 agosto

Terremoto in Colombia. Cesvi: è rischio tratta per i minori

La grave emergenza umanitaria che ha colpito il Paese sudamericano dopo il sisma del 10 agosto rischia di minare la tenuta sociale nelle aree rurali più colpite. Qui, intere famiglie sono ancora prive di beni di prima necessità. “Il rischio principale è che le famiglie si separino e i bambini finiscano nelle reti dei trafficanti” avverte Stefano Piziali, direttore generale della ong Cesvi

Bianca Tombini – Città del Vaticano

Il terremoto del 10 agosto scorso ha provocato una gravissima crisi umanitaria in Colombia, un Paese già devastato da decenni di conflitti interni e difficoltà economiche. Le persone colpite in vario modo dall’emergenza sono almeno 53mila, oltre ad almeno 4000 feriti, mentre i morti sono stati quasi 300. “I nostri team di emergenza sono riusciti a raggiungere anche i villaggi più remoti” dichiara Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi, organizzazione umanitaria che da anni opera nel Paese sudamericano e che da subito si è attivata per le prime operazioni di soccorso. “Il sisma ha colpito pesantemente le zone rurali isolate, dove intere famiglie hanno perso tutto – aggiunge Piziali – e non sanno come reagire a questa ennesima crisi. Tra le aree più colpite le regioni del Chocò e Buenaventura, già interessate da estrema povertà e da una grande presenza di sfollati, provocata dalle migrazioni interne."

Ascolta l'intervista a Stefano Piziali, direttore generale di Cesvi

L’impegno di Cesvi per far fronte all’emergenza

Eventi sismici di tale portata hanno conseguenze drammatiche, non solo perché lasciano la popolazione stremata dalla mancanza di beni primari, ma anche per le ripercussioni sul piano psicologico, capaci di generare traumi collettivi profondi. “La nostra azione umanitaria - riferisce il direttore della ong - è particolarmente attenta a creare quanto prima centri di protezione nell'area colpita, dove accanto alla disponibilità di beni essenziali, come acqua e servizi igienici, sia garantito un adeguato sostegno psicosociale”. La risposta tempestiva ai bisogni delle persone è necessaria, secondo l'organizzazione, per poter poi avviare i programmi di ripresa e sviluppo economico. L'obiettivo prioritario di Cesvi resta infatti quello di restituire autonomia alle comunità, come conferma il direttore: “Ci auguriamo che, non appena la situazione si stabilizzerà, i mercati locali possano riprendere, permettendoci di attivare programmi di sostegno economico che diano alle famiglie la possibilità di provvedere direttamente ai propri bisogni, senza più dipendere dagli aiuti”.

Operatori umanitari di Cesvi nelle zone colpite dal terremoto in Colombia
Operatori umanitari di Cesvi nelle zone colpite dal terremoto in Colombia   (©Cesvi)

I più piccoli sono in pericolo

Oltre a mettere in ginocchio la popolazione, in Colombia il terremoto rischia di aggravare le emergenze sociali che già colpiscono il Paese da tempo. “Il traffico dei minori in America Latina è un problema gravissimo”, avverte Piziali. I bambini colombiani sono infatti particolarmente esposti al rischio di sfruttamento da parte di gruppi armati, paramilitari o organizzazioni criminali. “La tratta – spiega il direttore - è un fenomeno che aumenta con la disgregazione dei nuclei familiari, accelerata dalla situazione di confusione che si è venuta a creare nel Paese dopo il sisma”. Sulle iniziative messe in campo per arginare questo pericolo aggiunge: “È importante che coloro che intervengono in questi contesti siano persone in grado di dialogare con i minori, far capire che possono aiutarli, fare in modo che parlino, che si sentano accuditi e protetti”.

I gravi danni del terremoto in Colombia
I gravi danni del terremoto in Colombia   (©Cesvi)

L’importanza dell’opinione pubblica

La crisi umanitaria non risparmia neanche le comunità native, largamente presenti nelle aree colpite dal terremoto. “Il rischio maggiore - avverte il direttore di Cesvi - è che questo fenomeno traumatico possa ulteriormente disgregare le comunità indigene”. Piziali sottolinea che non si tratterà di un impegno di breve periodo, le conseguenze di questo tipo di catastrofi non si esauriscono infatti con la fine delle scosse. Cesvi, assicura Piziali, metterà in campo tutti gli sforzi necessari ad “accompagnare le persone nel loro percorso di ripresa, con particolare attenzione alle componenti ambientali e alla protezione delle comunità native”. La preoccupazione prioritaria tuttavia è quella di mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale nei confronti dell’operato delle organizzazioni umanitarie in Colombia che sono, come conclude il direttore generale, "l’unica luce di speranza in un contesto in cui la popolazione è stremata e sottoposta a molteplici rischi”.



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18 agosto 2026, 13:27