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Passeggeri attendono di essere soccorsi dopo il naufragio del traghetto al largo di Kyrenia, a nord di Cipro Passeggeri attendono di essere soccorsi dopo il naufragio del traghetto al largo di Kyrenia, a nord di Cipro

Cipro, 8 le vittime del naufragio si cercano i dispersi

L’imbarcazione battente bandiera turca è affondata ieri, domenica 30 agosto, al largo di Kyrenia, nella autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord. Dei 267 passeggeri che si trovavano a bordo, 18 risultano ancora dispersi. Per tutti i membri dell’equipaggio, ritenuti responsabili dell’incidente, è stato convalidato l’arresto

Bianca Tombini – Città del Vaticano

Sono bastate due grosse onde, una dopo l’altra, a provocare il naufragio del traghetto partito domenica 30 agosto, da Kyrenia, sulla costa settentrionale di Cipro. La nave, diretta verso il porto di Tasucu, in Turchia, ha iniziato ad imbarcare acqua a circa 7 km dalla riva ed è affondata in poco tempo, provocando la morte di 8 persone. In queste ore, continuano senza sosta le operazioni di ricerca di altri 18 passeggeri che risultano ancora dispersi. Le autorità dell'autoproclamata Repubblica di Cipro del Nord hanno confermato l’arresto dell'intero equipaggio e del comandante, accusati anche di aver abbandonato la nave prima dell’evacuazione dei passeggeri. "Ogni aspetto di questo incidente sarà oggetto di indagine", ha dichiarato il primo ministro turco cipriota, aggiungendo che "anche la minima negligenza verrà alla luce". 16 in tutto i mandati di arresto emessi dal tribunale distrettuale turco-cipriota di Kyrenia, che indaga sulle circostanze ambigue dell’accaduto. Il traghetto sarebbe infatti dovuto partire per la Turchia il giorno precedente, ma la partenza era stata rinviata a domenica a causa delle condizioni meteorologiche instabili, che poi sono state sottovalutate con la decisione di non rinviare ulteriormente la partenza.

Un soccorso immediato

Alle attività di salvataggio hanno partecipato le motovedette della Guardia costiera della Repubblica Turca di Cipro del Nord, così come elicotteri e imbarcazioni civili presenti nella zona e impegnati fin da subito nell'evacuazione dei passeggeri e nel loro trasferimento in luoghi sicuri. Il sostegno è arrivato anche dalla Turchia, il cui comando delle forze navali ha assegnato ben sei mezzi per le operazioni di ricerca e soccorso, che proseguono senza interruzioni. Le autorità hanno reso nota la mobilitazione di tutte le risorse disponibili e  il pieno coordinamento tra le istituzioni statali interessate dalle operazioni. 

Momenti di terrore

Un sopravvissuto ha raccontato all’agenzia turca Dha di aver sentito, poco prima del disastro, forti rumori provenire dal ponte inferiore, seguiti dall'allagamento dei locali dell'imbarcazione e dal ribaltamento del traghetto. È stato l’equipaggio stesso a tranquillizzare inizialmente i passeggeri, minimizzando il problema, ma quando, poco dopo, è stato attivato l’allarme di evacuazione era già troppo tardi. Un altro passeggero tratto in salvo ha ricordato il panico a bordo: “Si sentivano tantissime urla e molte persone erano rimaste intrappolate. Alcuni, presi dal panico si sono buttati in mare immediatamente per la paura. Abbiamo visto e assistito all'annegamento di bambini molto piccoli”. Le testimonianze della tragedia arrivano anche dai civili che hanno potuto aiutare nelle operazioni di soccorso in mare. Uno dei primi soccorritori ad arrivare sul posto ha raccontato: “Le persone lottavano per la propria vita, e ci imploravano di prenderli a bordo". Prendendo atto di questo tragico episodio, la Commissione europea ha espresso solidarietà e vicinanza alle vittime del naufragio, ai loro cari e a tutti i coloro che si sono impegnati nelle attività di salvataggio. 

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31 agosto 2026, 13:57