Proteste a Biddeford dopo l'uccisione di un migrante Proteste a Biddeford dopo l'uccisione di un migrante   (ANSA)

Operazione dell'Ice nel Maine, ucciso un giovane colombiano

Agenti federali Usa sono coinvolti nella sparatoria che ieri a Biddeford ha provocato la morte di un uomo. Nel caso l’uccisione venisse confermata, si tratterebbe almeno della nona morte legata a un intervento dell’Ice dall’inizio della stretta dell’amministrazione Trump sull’immigrazione e della seconda in una settimana dopo il caso di un messicano ucciso a Houston

Vatican News

Un nuovo episodio di violenza getta ancora ombre sull’operato degli agenti dell’Ice, l’Agenzia federale statunitense per l’immigrazione e il controllo delle dogane, scatenando proteste di massa e richieste di trasparenza e responsabilità. 

La sparatoria a Biddeford

La sparatoria mortale questa volta è avvenuta a Biddeford, nel Maine, sulla costa est degli Stati Uniti. Un agente dell’Ice ha ucciso a colpi d’arma da fuoco un 26enne colombiano durante un’operazione per l’esecuzione di un ordine di espulsione. Secondo il Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti, l’uomo avrebbe tentato di investire un agente con il proprio veicolo mentre cercava di fuggire, inducendo l’ufficiale ad aprire il fuoco. Il senatore indipendente del Maine, Angus King, ha affermato che la persona uccisa non era quella ricercata dalle autorità e ha chiesto chiarimenti sull'accaduto, sollevando anche la questione dell’assenza di bodycam sugli agenti.  

Proteste di piazza e indagini in corso

Il governatore del Maine, Janet Mills, ha dichiarato di essere stata informata della sparatoria e ha spiegato che la polizia sta collaborando con l’ufficio del procuratore generale dello Stato, l’ufficio del medico legale e le autorità federali per stabilire cosa sia accaduto. Nel caso l’uccisione da parte dell'Ice venisse confermata, si tratterebbe almeno della nona morte legata a un intervento dell’Ice dall’inizio della stretta dell’amministrazione Trump sull’immigrazione e della seconda in una settimana dopo il caso di un uomo ucciso a Houston. In questo caso, a essere ucciso a colpi d’arma da fuoco da un agente dell’Ice è stato un cittadino messicano, Lorenzo Salgado Araujo, freddato durante un controllo stradale. Gli attivisti nel Maine, come pure era accaduto a Houston nei giorni scorsi, hanno organizzato subito una marcia di protesta. 

La richiesta di responsabilità

Queste sparatorie arrivano mentre l’amministrazione americana ha intensificato la campagna per attuare il suo programma di deportazioni di massa. In cinque giorni alla fine di giugno, l’Ice ha arrestato più di 10.000 persone. I dati indicano che, anche se l’amministrazione non sta più concentrando le operazioni sulle singole città, gli arresti stanno aumentando rapidamente. Queste sparatorie violente stanno tornando a far crescere le richieste di responsabilità e trasparenza riguardo le operazioni dell’Ice, dopo che queste avevano raggiunto il culmine all’inizio del 2026 a seguito delle uccisioni a Minneapolis di Rene Good, madre di 37 anni, e Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva anch'egli di 37 anni.

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14 luglio 2026, 11:15