Una giovane rifugiata sudanese nel campo di Touloum, Ciad orientale Una giovane rifugiata sudanese nel campo di Touloum, Ciad orientale

La Convenzione Onu sui rifugiati, una promessa che si rinnova da 75 anni

Nel 75° anniversario della Convenzione di Ginevra del 1951, l'Unhcr richiama la comunità internazionale a mantenere fede all'impegno assunto dopo la Seconda guerra mondiale: garantire protezione a chi è costretto a fuggire da guerre, persecuzioni e violenze. In un contesto segnato da conflitti record, sistemi di asilo sotto pressione e risorse sempre più limitate, l'Agenzia delle Nazioni Unite invita a rafforzare la cooperazione internazionale e rilancia la campagna globale "The Promise"

Stefano Leszczynski – Città del Vaticano

Settantacinque anni fa il mondo scelse di trasformare una delle pagine più drammatiche della storia in un impegno condiviso. La Convenzione delle Nazioni Unite sullo status dei rifugiati, aperta alla firma il 28 luglio 1951, pose le basi del moderno sistema internazionale di protezione, affermando un principio destinato a diventare universale: chi fugge da persecuzioni, conflitti e violenze deve poter trovare un luogo sicuro dove ricostruire la propria vita.

Il rinnovo di una promessa

"La ricorrenza è l’occasione per il rinnovo di una promessa importante, una promessa fatta 75 anni fa all'indomani delle macerie della Seconda guerra mondiale con l'obiettivo di proteggere le persone costrette a fuggire dal conflitto. La nostra responsabilità oggi è mantenere viva questa promessa per tutte le generazioni a venire", sottolinea Federico Fossi, dell'Ufficio Comunicazione dell'UNHCR in Italia. "Per questo lanciamo proprio in occasione di questo importante anniversario la campagna The Promise, una dichiarazione pubblica di solidarietà globale con i rifugiati, che riunisce leader religiosi, premi Nobel, artisti, esponenti del mondo economico, leader rifugiati e difensori dei diritti umani per riaffermare i principi fondamentali della Convenzione di Ginevra".

La Convenzione del 1951

Nata all'indomani della Seconda guerra mondiale, la Convenzione ha accompagnato le principali crisi umanitarie degli ultimi decenni, offrendo tutela a milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case. Oggi 149 Stati aderiscono alla Convenzione, al Protocollo del 1967 o a entrambi, riconoscendo il principio del non respingimento, che vieta di rimandare una persona verso un Paese dove rischierebbe persecuzioni, torture o altre gravi violazioni dei diritti umani.

Un sistema sotto pressione

L'anniversario cade però in uno dei momenti più difficili per il sistema di protezione internazionale. Le guerre continuano a moltiplicarsi, mentre il numero delle persone costrette alla fuga raggiunge livelli senza precedenti. "Viviamo in un quadro storico e geopolitico molto complicato", osserva Fossi. "Nel 2025 il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha registrato 130 conflitti armati attivi, che hanno provocato quasi 42 milioni di rifugiati su un totale di oltre 117 milioni di persone persone costrette a fuggire dalle proprie case. Ai conflitti che si trascinano da anni se ne aggiungono continuamente di nuovi e i flussi di persone costrette alla fuga continuano purtroppo a un ritmo senza precedenti".

Il coinvolgimento degli Stati è insufficiente

A pesare non sono soltanto l'aumento delle crisi e la loro durata, ma anche un contesto geopolitico sempre più frammentato, che mette in discussione gli strumenti della cooperazione multilaterale. I sistemi di asilo risultano sovraccarichi, mentre quasi il 70 per cento dei rifugiati continua a essere accolto da Paesi a basso e medio reddito, spesso alle prese con proprie difficoltà economiche e sociali. A ciò si aggiungono finanziamenti insufficienti che limitano l'assistenza alle persone più vulnerabili proprio quando il bisogno di protezione cresce. "I sistemi di asilo sono messi sotto pressione a causa del sovraccarico operativo, ma anche delle risorse insufficienti per il loro corretto funzionamento. È quindi importante sostenere la Convenzione di Ginevra in questo periodo particolarmente complicato", aggiunge il Fossi. L'Agenzia delle Nazioni Unite manifesta inoltre preoccupazione per il diffondersi di pratiche che restringono l'accesso all'asilo, come respingimenti alle frontiere, dinieghi di ingresso e rimpatri forzati, ricordando che la gestione delle frontiere può e deve restare compatibile con il rispetto degli obblighi internazionali.

La Convenzione resta uno strumento attuale

Di fronte a chi considera il trattato del 1951 inadatto alle sfide contemporanee, l'UNHCR ribadisce invece la sua piena attualità. La Convenzione continua infatti a offrire il quadro giuridico necessario per distinguere chi necessita realmente di protezione internazionale da chi non rientra nella definizione di rifugiato, assicurando procedure eque, rapide e credibili e preservando al tempo stesso la fiducia nei sistemi di asilo. "Alcuni sostengono che la Convenzione non sia più adeguata al mondo globalizzato di oggi, caratterizzato da flussi migratori misti e da sistemi di asilo messi sotto pressione. Noi non siamo d'accordo", afferma Federico Fossi. "Pensiamo che la Convenzione di Ginevra sia tuttora un quadro importantissimo, sostenuto da 149 Stati, che permette ancora oggi di distinguere chi necessita di protezione internazionale, garantendo che nessuno sia rimpatriato verso persecuzioni, torture o altri gravi pericoli". Nel corso degli anni, inoltre, l'applicazione della Convenzione si è evoluta per affrontare nuove forme di persecuzione, comprese quelle legate al genere, al reclutamento forzato e ai rischi aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici quando si intrecciano con guerre e violenze. "È uno strumento vivo", sottolinea ancora Fossi, «"he attraverso l'evoluzione della prassi degli Stati, le decisioni giudiziarie e gli orientamenti dell'UNHCR ha saputo offrire risposte di protezione anche alla persecuzione di genere, al reclutamento forzato e ai rischi derivanti dall'impatto climatico quando si intrecciano con conflitti, persecuzioni o altri gravi danni".

"The Promise": mantenere fede all'impegno

Per celebrare il 75° anniversario, l'UNHCR ha lanciato la campagna globale "The Promise", un'iniziativa che richiama il valore della promessa formulata dalla comunità internazionale nel 1951: proteggere chi è costretto a fuggire e garantire il diritto di cercare sicurezza. L'obiettivo è costruire una coalizione sempre più ampia a sostegno della protezione dei rifugiati in vista del Global Refugee Forum del 2027. Nel messaggio che accompagna l'iniziativa, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Barham Salih, ricorda che la Convenzione "ha salvato milioni di vite" e rappresenta uno dei più alti esempi di solidarietà internazionale. "Settantacinque anni fa – afferma – il mondo ha fatto una promessa di proteggere le persone costrette alla fuga. Oggi la nostra responsabilità è mantenerla viva per le generazioni presenti e future".

Rafforzare la cooperazione internazionale

L'appello dell'UNHCR è rivolto ai governi, alle istituzioni internazionali e all'intera società civile. La protezione dei rifugiati, sottolinea l'Agenzia, non può essere affidata ai soli Paesi di primo approdo né essere sacrificata alle tensioni geopolitiche del momento. Occorre invece rilanciare la cooperazione internazionale, sostenere le comunità che accolgono, garantire risorse adeguate ai sistemi di asilo e costruire fin dalle prime fasi delle crisi percorsi capaci di offrire protezione e soluzioni durature. A settantacinque anni dalla sua nascita, la Convenzione continua così a rappresentare molto più di un trattato internazionale: resta il simbolo di una responsabilità condivisa e di una promessa che il mondo è chiamato a rinnovare ogni volta che una persona è costretta ad abbandonare la propria casa per salvarsi. Come conclude Fossi, "rilanciamo questa promessa da oggi in poi per sostenere uno strumento vivo e quanto mai importante e necessario in un periodo caratterizzato da forte instabilità".

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

28 luglio 2026, 11:45