Ucraina, nuovi attacchi russi: ad Ankara si chiude il vertice Nato
Guglielmo Gallone - Città del Vaticano
Aveva compiuto diciotto anni da appena un giorno quando ha firmato il contratto con l'esercito russo. Poco più di due mesi dopo è morto al fronte, nei pressi del villaggio di Vesele, nella regione ucraina di Zaporizhzhia. Si chiamava Nikita Malyshev, era originario della Buriazia e, secondo il media indipendente russo Vazhnie Istorii, è il più giovane soldato russo caduto nella guerra iniziata nel febbraio del 2022. La sua morte riporta al centro una delle domande più difficili da rispondere dopo oltre quattro anni di conflitto: quante vite ha già spezzato questa guerra? Quante persone stanno morendo? Quanti civili, quanti militari? Non esiste un bilancio condiviso. Quel che è certo è che il conto continua ad aumentare ogni giorno.
Continuano gli attacchi russi
Anche nelle ultime ore il conflitto non ha conosciuto tregua. A Kherson un drone russo ha colpito un minibus che trasportava civili, provocando almeno una vittima e diversi feriti. Nella notte un attacco missilistico russo su Kyiv ha causato la morte di una donna. Odessa è stata nuovamente colpita da un missile balistico, ci sono stati nove feriti ma anche altre regioni ucraine hanno registrato vittime e feriti. Sul fronte opposto, il ministero della Difesa russo ha riferito di aver intercettato 415 droni ucraini su 17 regioni della Federazione, compresa l'area di Mosca. Secondo le autorità russe, gli attacchi hanno provocato almeno un morto, diversi feriti e danni anche a due navi cisterna nel Mar d'Azov.
Ultime da Ankara
Di fronte a questa situazione, gli ucraini continuano a ribadire la necessità di ampliare il sostegno occidentale ad Ankara, dove si chiude oggi il vertice Nato di due giorni. Qui il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha incontrato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, chiedendo un'accelerazione nella consegna di sistemi di difesa aerea e di missili intercettori, ritenuti essenziali per contrastare gli attacchi balistici russi. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha ribadito agli alleati che "la battaglia per il controllo dei cieli determinerà l'andamento della guerra", sollecitando anch'egli nuovi aiuti militari. Dal vertice arrivano anche annunci sul piano finanziario e industriale. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha reso noto il lancio di un'iniziativa europea che punta a garantire all'Ucraina 70 miliardi di euro di sostegno militare all'anno nel biennio 2026-2027. Parallelamente, 12 Paesi dell'Alleanza, guidati dal Regno Unito, hanno presentato il "Deep Precision Strike", un progetto da oltre 43 miliardi di euro destinato allo sviluppo di una nuova generazione di missili di precisione a lungo raggio.
La Nato e il dibattito sulle spese per la difesa
Sullo sfondo resta aperto il dibattito sull'aumento delle spese per la difesa. Rutte ha sottolineato che gli alleati europei e il Canada stanno incrementando gli investimenti militari, rispondendo alle richieste del presidente statunitense, Donald Trump, definendo questo rafforzamento "una sconfitta per Putin". Anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha lasciato intendere che dal summit potrebbero emergere decisioni rilevanti sul dossier ucraino. Proprio ieri Erdoğan ha accolto Trump all'aeroporto di Ankara per il suo arrivo al vertice Nato. Poco dopo il presidente Usa ha ribadito che i due Paesi hanno una "relazione molto speciale". In gioco c'è soprattutto la vendita di caccia F-35 americani alla Turchia.
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