Sud Africa, non si placano le violenze xenofobe. Uccisi due mozambicani
Vatican News
Cresce la tensione in Sud Africa, dove l’ondata di proteste anti-immigrati sta alimentando un clima di paura e violenza, che ha già costretto molti cittadini stranieri ad abbandonare le proprie case. Le manifestazioni, inizialmente circoscritte ad alcune aree urbane, si sono progressivamente estese, trasformandosi in episodi di intimidazione, saccheggi e aggressioni contro migranti provenienti soprattutto da Zimbabwe, Mozambico, Malawi, Etiopia e Somalia.
Famiglie costrette alla fuga
Secondo organizzazioni umanitarie e autorità locali, decine di migliaia di persone, comprese molte in possesso di regolari documenti di soggiorno, hanno cercato rifugio in campi di accoglienza improvvisati o hanno deciso di rientrare nei rispettivi Paesi d'origine per timore di ulteriori violenze. Le testimonianze raccolte descrivono una situazione di forte insicurezza: famiglie costrette a fuggire nel cuore della notte, negozi dati alle fiamme, minacce di morte e aggressioni fisiche. Nelle ultime ore la situazione si è ulteriormente aggravata con l’uccisione di due cittadini mozambicani, episodio che ha accresciuto il timore di una nuova escalation xenofoba. Il governo del Maputo ha avviato operazioni di rimpatrio per assistere i propri connazionali, mentre altri Paesi della regione stanno monitorando la situazione e predisponendo misure di emergenza.
La "piaga" delle diseguaglianze
Le proteste sono alimentate dalla convinzione, diffusa in una parte della popolazione sudafricana, che gli immigrati sottraggano posti di lavoro, servizi pubblici e opportunità economiche in un Paese alle prese con una disoccupazione tra le più elevate al mondo e profonde disuguaglianze sociali. Tuttavia, organizzazioni per i diritti umani denunciano che i migranti vengono trasformati in capri espiatori di problemi strutturali irrisolti, diventando il bersaglio di campagne di odio e violenze ricorrenti. Le organizzazioni umanitarie chiedono alle autorità sudafricane di garantire la sicurezza delle persone straniere, prevenire ulteriori attacchi e assicurare alla giustizia i responsabili delle violenze.
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