Navi nello stretto di Hormuz Navi nello stretto di Hormuz  (AFP or licensors)

Medio Oriente, raid incrociati tra Usa e Iran. Trump: nessun pedaggio su Hormuz

Teheran risponde colpendo obiettivi americani in Kuwait, Bharain e Giordania. Il nodo del contendere resta lo Stretto di Hormuz, rispetto al quale Trump fa retromarcia sull'annunciato pedaggio del 20% per il transito delle navi e propone accordi commerciali con i Paesi della regione

Marco Guerra – Città del Vaticano

Gli Stati Uniti hanno intensificato gli attacchi contro località costiere iraniane attorno allo Stretto di Hormuz, mentre l’Iran ha effettuato nuovi raid su infrastrutture Usa in diversi Paesi del Golfo e del Medio Oriente. Solo la Giordania ha riferito di avere abbattuto tre missili provenienti dall’Iran. Il portavoce del ministero della Salute iraniano afferma che almeno due persone sono morte e oltre 260 sono rimaste ferite negli ultimi attacchi statunitensi.

Lo scontro per il controllo di Hormuz

Lo scontro verte sul controllo dello strategico tratto di mare dove passo il 20% del petrolio mondiale. Washington afferma di aver reimposto il blocco navale dei porti iraniani, Teheran ha lanciato nuovi attacchi contro navi che provavano ad attraversare lo Stretto di Hormuz, colpite due petroliere degli Emirati Arabi Uniti e una norvegese. Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha annunciato oggi che lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla fine degli "atti di aggressione" statunitensi, secondo una dichiarazione trasmessa dalla televisione di Stato iraniana Irib.

Trump: colpiremo ponti e centrali

Intanto Trump ha fatto retromarcia sulla sua proposta, avanzata lo scorso lunedì, di imporre un pedaggio del 20% sulle merci che passavano per lo Stretto. Ieri ha detto di volerla sostituire con “accordi commerciali e investimenti che i vari stati del Golfo faranno negli Stati Uniti”. L’inquilino della Casa Bianca continua poi a rilasciare dichiarazioni che oscillano tra nuove minacce di un’escalation di attacchi e aperture per il ritorno al negoziato. In un’intervista a Fox News il presidente statunitense ha avvertito che colpirà duramente il Paese nei prossimi giorni, preannunciando un'offensiva sulle infrastrutture strategiche iraniane con la distruzione di tutte le centrali elettriche e di tutti i ponti, a meno che Teheran non decida di sedersi al tavolo delle trattative. L'Iran "non ha altra scelta" se non quella di raggiungere un accordo con gli Usa, ha aggiunto Trump.

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15 luglio 2026, 09:16