Medio Oriente, nuova notte di raid sull’Iran: Teheran promette resistenza
Paola Simonetti - Città del Vaticano
La città portuale di Konarak e la centrale nucleare di Bushehr sono stati i nuovi obiettivi di attacchi contro l’Iran, dopo l’intenso fuoco incrociato di ieri che ha provocato almeno 14 vittime iraniane. Nuovi raid, quelli delle scorse ore, di cui gli Stati Uniti negano la responsabilità, ma che per le autorità iraniane non sarebbero casuali perchè coincidenti con la sepoltura dell’ex Guida Suprema, Ali Khamanei, ucciso all’inizio dello scontro con gli Stati Uniti il 28 febbraio scorso.
Il nodo di Hormuz
Teheran promette una resistenza incrollabile, soprattutto sul capitolo al centro del braccio di ferro fra le parti, cioè la gestione dello Stretto di Hormuz di cui l’Iran rivendica il controllo, negato invece dagli Stati Uniti, che segnalano come "dall'inizio di maggio, le forze Usa abbiano contribuito a garantire il transito sicuro di oltre 800 navi commerciali e 380 milioni di barili di greggio attraverso questo vitale corridoio del commercio internazionale". Ma la navigazione nel passaggio sarebbe comunque quasi ferma dopo gli attacchi iraniani a navi commerciali due giorni fa con la Repubblica Islamica che ribadisce “Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani".
Trump nel mirino dell’Iran
Una tensione inasprista dalle rivelazioni del Wall Street Journal: secondo fonti di intelligence israeliane l’Iran starebbe ordendo un complotto contro il capo della Casa Bianca: Teheran avrebbe ideato un piano per assassinare Trump. Il funerale di Khamenei avrebbe visto infatti lanciare appelli alla vendetta contro il presidente americano.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.