Migranti marocchini e algerini entrano a Ceuta via mare dopo aver attraversato la frontiera a nuoto Migranti marocchini e algerini entrano a Ceuta via mare dopo aver attraversato la frontiera a nuoto

Migranti, a Ceuta in 1500 arrivati a nuoto dal Marocco

In pochi giorni tra 1.500 e 2.000 persone hanno raggiunto l'enclave spagnola di Ceuta, mentre centinaia di altri migranti hanno attraversato il confine nella sola giornata di oggi. Madrid annuncia rimpatri rapidi e rafforza la cooperazione con Rabat, le autorità locali denunciano una grave emergenza umanitaria e il sovraffollamento dei centri di accoglienza

Stefano Leszczynski - Città del Vaticano

L'enclave spagnola di Ceuta, sulla costa settentrionale del Marocco, torna al centro della pressione migratoria. Dopo alcuni giorni di ingressi continui, nella sola giornata di oggi centinaia di persone hanno attraversato il confine, aggiungendosi ai circa 1.500-2.000 migranti già arrivati nei giorni precedenti. Si tratta dell'afflusso più consistente registrato nella città autonoma dal maggio 2021, quando oltre 10.000 persone raggiunsero il territorio spagnolo nell'arco di appena due giorni.

Dal Marocco a nuoto

Molti migranti hanno raggiunto Ceuta a nuoto o utilizzando materassini gonfiabili, mentre altri sono passati attraverso il valico di frontiera. Numerosi hanno accolto l'arrivo con manifestazioni di gioia, salutando la Spagna come meta di un lungo viaggio nella speranza di un futuro migliore.

L'allarme delle autorità locali

La nuova ondata di arrivi ha rapidamente messo sotto pressione le strutture di accoglienza. Il presidente della città autonoma, Juan Vivas, ha parlato di una situazione di "assoluta emergenza umanitaria e sociale", spiegando che i centri destinati ai migranti risultano ormai sovraffollati. Secondo le autorità locali, negli ultimi giorni sono sbarcate via mare oltre 1.500 persone, con una media di circa 200 arrivi quotidiani. Tra loro figurano anche numerosi minori. Nel frattempo, centinaia di altre persone si sono radunate nella vicina città marocchina di Fnideq, tentando di raggiungere Ceuta sia via mare, sia scavalcando la barriera di confine. Secondo alcune testimonianze raccolte sul posto, la concentrazione di migranti sarebbe stata favorita dalla diffusione di voci sull'apertura del confine.

Madrid prepara i rimpatri

Il governo spagnolo ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con le autorità marocchine per procedere "il prima possibile" al rimpatrio delle persone entrate irregolarmente nell'enclave. Il primo ministro Pedro Sánchez ha assicurato il pieno impegno dell'esecutivo nel gestire l'emergenza, mobilitando tutte le risorse disponibili e rafforzando il coordinamento con Rabat e con gli organismi internazionali. Il ministero dell'Interno ha inoltre attribuito gli ingressi di massa all'azione delle reti dei trafficanti di esseri umani, ribadendo che la cooperazione tra Spagna e Marocco in materia migratoria rimane solida.

Un confine strategico tra Europa e Africa

Ceuta, insieme a Melilla, rappresenta l'unico confine terrestre tra l'Unione Europea e il continente africano. Proprio questa posizione ne fa uno dei principali punti di pressione lungo le rotte migratorie verso l'Europa. L'ultima grande crisi risale al 2021, nel pieno delle tensioni diplomatiche tra Spagna e Marocco sulla questione del Sahara Occidentale. Da allora i rapporti bilaterali sono stati progressivamente ricostruiti, ma i nuovi arrivi mostrano quanto la gestione dei flussi migratori resti una sfida aperta, nella quale si intrecciano esigenze di sicurezza, cooperazione internazionale e tutela delle persone più vulnerabili.

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30 luglio 2026, 18:16