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Migranti giunti via mare sfondano le recinzioni di frontiera a Ceuta Migranti giunti via mare sfondano le recinzioni di frontiera a Ceuta

Migranti, a Ceuta in 60 mila. La crisi si estende all'UE

La nuova ondata di arrivi via mare nell'enclave spagnola apre un fronte diplomatico europeo. Francia e Italia chiedono misure straordinarie per contenere i flussi. Il capo del governo spagnolo oggi a a Ceuta: in 25mila già rimpatriati in Marocco

Stefano Leszczynski - Città del Vaticano

La pressione migratoria alle porte dell'Europa torna a scuotere gli equilibri politici del continente. Nelle ultime ore Ceuta, l'enclave spagnola sulla costa settentrionale del Marocco, è stata investita da un afflusso senza precedenti di persone provenienti dal vicino Paese nordafricano. Secondo le stime più recenti, gli attraversamenti irregolari hanno ormai superato le 50 mila persone, mentre alcune fonti parlano addirittura di 60 mila ingressi dall'inizio dell'emergenza, un dato destinato a crescere e che supera di gran lunga quello registrato durante la crisi del 2021. Un altro dato, tristemente provvisorio, è quello che riguarda i 34 migranti morti nel tentativo di raggiungere a nuoto il territorio spagnolo, le autorità locali parlano inoltre di un numero imprecisato di dispersi. Dall'inizio dell'anno sono 49 le persone decedute lungo questa rotta.

È emergenza umanitaria

La città autonoma spagnola vive in questi giorni una situazione che viene definita di “assoluta emergenza umanitaria e sociale”. Le strutture di accoglienza sono ormai molto oltre il limite di capienza massima, mentre migliaia di persone trascorrono la notte all'aperto in attesa di conoscere il proprio destino. L'emergenza non riguarda soltanto Ceuta. Anche Melilla, l'altra enclave spagnola in territorio marocchino, ha registrato una brusca impennata degli ingressi. Centinaia di giovani hanno tentato di oltrepassare la frontiera attraverso la recinzione e il porto, provocando violenti scontri con le forze di sicurezza marocchine. Le autorità hanno rafforzato i controlli, chiuso temporaneamente il valico di frontiera e dispiegato un massiccio dispositivo di sicurezza.

Il presidente del governo Pedro Sànchez

La situazione d’emergenza venutasi a creare ha spinto il premier spagnolo Pedro Sànchez a recarsi personalmente nella città autonoma per ribadire che il governo spagnolo garantirà a Ceuta la stessa tutela assicurata a qualsiasi altra città del Paese in materia di sicurezza, prosperità, convivenza e coesione sociale. Il premier ha inoltre dichiarato che le autorità marocchine si sono impegnate a collaborare con la Spagna per accelerare il rimpatrio dei propri cittadini entrati irregolarmente a Ceuta.

La preoccupazione della Chiesa locale

La gravità della situazione è rispecchiata dal messaggio diffuso dalla diocesi di Cadice e Ceuta che ha espresso "profonda preoccupazione" per "la particolare vulnerabilità di così tante persone colpite da questa situazione". La diocesi ha offerto il proprio aiuto per far fronte ai bisogni urgenti dei migranti, garantendo la sua "piena disponibilità a collaborare con le istituzioni civili e gli enti competenti" per contribuire a "far fronte a qualsiasi necessità che possa emergere". A tal proposito, la Diocesi ha annunciato che tutte le collette raccolte questo fine settimana nelle parrocchie di Ceuta saranno devolute alla delegazione diocesana per la migrazione. La diocesi ha espresso la propria gratitudine "in anticipo" per la "generosità dei fedeli e di tutte le persone di buona volontà" e ha invitato "le comunità cristiane a intensificare le preghiere per coloro che soffrono, per coloro che sono responsabili della gestione di questa situazione e per tutti coloro che lavorano per costruire percorsi di pace, giustizia e speranza". 

Le ricadute internaizonali della crisi

La crisi ha rapidamente assunto una dimensione internazionale, ricadendo sulle già delicate relazioni tra Spagna e Marocco. Madrid continua a ribadire la volontà di collaborare con Rabat per procedere ai rimpatri e contenere i flussi, ma la portata degli eventi ha già assunto la dimensione di un grave crisi diplomatica tra le due sponde dello Stretto di Gibilterra. Le ripercussioni della crisi hanno effetti sull'intera Unione europea. La Francia ha annunciato il rafforzamento dei controlli lungo la frontiera con la Spagna per prevenire eventuali movimenti secondari di migranti verso il territorio francese. Dall'Italia è giunto, invece, un appello a misure ancora più incisive. La premier Giorgia Meloni ha evocato la possibilità di sospendere l'applicazione del Trattato di Schengen nei confronti della Spagna. Mentre Madrid rivendica la necessità di una risposta improntata alla solidarietà europea.

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31 luglio 2026, 11:23