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Bahrein, immagine di un drone intercettato dalla contraerea durante un attacco Bahrein, immagine di un drone intercettato dalla contraerea durante un attacco 

Alta tensione in Medio Oriente, le minacce di Trump e l'azione degli houthi

Proseguono gli attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti. Il presidente Usa paventa a "The Wall Street Journal" la possibilità di nuovi attacchi senza precedenti. Procede intanto a fatica lo sforzo diplomatico. Mentre si intensificano le operazioni militari anche da parte degli houthi. Bahrein e Kuwait torno a loro volta al centro delle recenti tensioni nell'area

Silvia Giovanrosa – Città del Vaticano

A quasi due settimane dal cessate-il-fuoco, la guerra in Medio Oriente sembra aver raggiunto il punto critico, con i negoziati in stallo che faticano a riprendere il percorso verso la pace. Il presidente degli Usa, Donald Trump, che non sta riuscendo a imporre alla Repubblica Islamica le condizioni negoziali gradite alla Chiesa Bianca, ha minacciato una nuova escalation, dichiarando di valutare la possibilità di attacchi su larga scala.

La situazione sul terreno

Le forze militari statunitensi affermano di aver colpito un'altra nave mercantile che cercava di violare il blocco dei porti iraniani, ieri, venerdì 24 luglio. L’attacco è stato diretto verso un’imbarcazione commerciale nel Golfo dell’Oman. Anche a Erbil, città del nord iracheno, che ospita militari americani, funzionari della sicurezza hanno dichiarato che sempre venerdì le forze a guida statunitense hanno abbattuto cinque droni carichi di esplosivo. Nel frattempo, le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira la base statunitense in Kuwait, incendiandola. Hanno poi distrutto tre depositi di munizioni e una torre di avvistamento in Bahrein. I pasdaran inoltre hanno avvertito la popolazione dei Paesi vicini di tenersi lontano dalle basi militari Usa considerate obiettivi sensibili.

L’azione degli houti

Si fa sempre più pressante anche l’azione degli houti dello Yemen filoraniani, che continuano a bersagliare le imbarcazioni saudite in transito nel Mar Rosso, impedendo il passaggio delle navi lungo lo stretto di Bab el -Mandeb. Questo, all'estremità meridionale della penisola arabica, collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e circa il 12% del commercio mondiale, compreso un quarto del traffico container globale, transita attraverso di esso. Il passaggio è diventato ancora più cruciale per l'Arabia Saudita, che è stata costretta a deviare milioni di barili di petrolio al giorno per aggirare lo Stretto di Hormuz. Trump ha minacciato "gravi punizioni militari" contro gli houthi qualora i loro attacchi alle navi dovessero continuare. Per tutta risposta Ryiad ha dichiarato di aver colpito il porto yemenita di di Hodeidah.

L’intervento militare di Bahrein e Kuwait

Le tensioni dell'area coinvolgono naturalmente anche altri Paesi del Golfo. Bahrein e Kuwait hanno dichiarato di aver inviato caccia per colpire obiettivi sul territorio iraniano in quella che si considera la prima rappresaglia diretta. Una fonte informata dei fatti ha dato la notizia a "The Wall Street Journal", sottolineando che questa svolta rappresenta un "segnale della difficile posizione in cui si trovano gli Stati arabi mentre la guerra prosegue". Da settimane, la Repubblica islamica concentra i propri attacchi di rappresaglia su questi due Paesi del Golfo, entrambi sede di basi militari statunitensi. I due Stati dispongono di forze aeree relativamente ridotte, equipaggiate con caccia statunitensi ed europei, ma "non intendevano continuare a subire impunemente gli attacchi di Teheran", riferiscono le fonti del Wsj.

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25 luglio 2026, 09:17