Nel governatorato meridionale sono stati chiusi 50 rifugi collettivi. Altri 45 restano aperti e ospitano circa 7.000 persone Nel governatorato meridionale sono stati chiusi 50 rifugi collettivi. Altri 45 restano aperti e ospitano circa 7.000 persone  (AFP or licensors)

Libano, Onu: più di 430 mila restano sfollati. In corso i colloqui con Israele a Roma

Molti civili non possono fare ritorno nei propri villaggi perché le abitazioni sono state danneggiate o distrutte. Intanto si è conclusa a Roma la prima giornata del sesto round di colloqui diretti tra Israele e Libano, ospitati nell'ambasciata degli Stati Uniti e destinati a proseguire anche oggi. Al centro dei negoziati vi è l'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington

Vatican News

In Libano, nonostante il cessate-il-fuoco con Israele raggiunto il 26 giugno, oltre 430.000 persone restano ancora sfollate. Lo ha riferito l'Onu, spiegando che molti civili non possono fare ritorno nei propri villaggi perché le abitazioni sono state danneggiate o distrutte. Nel governatorato meridionale sono stati chiusi 50 rifugi collettivi. Altri 45 restano aperti e ospitano circa 7.000 persone. Nuovi centri di accoglienza sono stati allestiti nel distretto di Tiro per assistere le famiglie che si sono avvicinate alle aree di origine ma non possono ancora rientrare nelle proprie case.

I colloqui di Roma tra Israele e Libano

La sede dei colloqui tra Libano e Israele a Roma
La sede dei colloqui tra Libano e Israele a Roma   (AFP or licensors)

Intanto, sul piano diplomatico, si è conclusa a Roma la prima giornata del sesto round di colloqui diretti tra Israele e Libano, ospitati nell'ambasciata degli Stati Uniti e destinati a proseguire anche oggi. Al centro dei negoziati vi è l'attuazione dell'accordo quadro raggiunto il 26 giugno a Washington, che prevede il progressivo ritiro delle forze israeliane da due "zone pilota" nel Libano meridionale e il graduale passaggio del controllo all'esercito libanese, parallelamente al disarmo di Hezbollah. I colloqui si svolgono esclusivamente a livello diplomatico, senza rappresentanti militari. Washington ha definito l'incontro "produttivo" e svoltosi in un clima positivo, affermando che entrambe le parti sono intenzionate a proseguire il dialogo. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, ha ribadito la disponibilità di Israele ad avviare il ritiro dalle prime due aree previste dall'intesa, pur mantenendo la condizione che il processo proceda in parallelo con il rafforzamento del controllo da parte delle Forze armate libanesi.

Ancora morti a Gaza

Non accennano invece a placarsi gli episodi di violenza nella Striscia di Gaza. Secondo l'agenzia palestinese Wafa, un raid aereo israeliano contro un'abitazione a Deir al-Balah, nel centro della Striscia, ha provocato la morte di quattro membri della stessa famiglia, tra cui un bambino di soli sei anni. Nella giornata precedente, la Protezione civile di Gaza aveva riferito di almeno otto vittime, tra cui una donna, in un bombardamento israeliano contro una stazione di polizia a ovest del campo profughi di Jabalia. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito quattro membri di Hamas che, secondo Israele, stavano pianificando attacchi terroristici, senza però chiarire l'identità delle altre persone rimaste uccise nel raid.

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15 luglio 2026, 08:03