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Gli effetti di un raid dell'Idf nel sud del Libano Gli effetti di un raid dell'Idf nel sud del Libano 

Libano, nuovi raid israeliani al sud. Intesa sempre in bilico

Nonostante il fragile accordo raggiunto venerdì 26 giugno a Washington tra Israele e Libano, l'Idf continua a colpire il sud del Paese dei cedri. In Qatar intanto proseguono i colloqui tra i delegati delle parti. Secondo l'Oim al momento il 40% degli sfollati ha fatto ritorno alle proprie abitazioni

Roberto Paglialonga - Città del Vaticano

Nuovi raid israeliani sono stati registrati nella tarda serata di ieri nel sud del Libano. E questo nonostante l'intesa raggiunta venerdì scorso a Washington tra Beirut e Tel Aviv. Un accordo che dunque rimane fragile.

I raid dell'Idf sul sud del Libano

Nelle ultime 24 ore, un drone israeliano ha colpito Nabatieh al Fawqa, mentre sono stati segnalati intensi colpi d'arma da fuoco nella zona di Khiam. L'esercito israeliano ha inoltre effettuato demolizioni controllate nei villaggi di Haddatha e Beit Yahoun, nel distretto di Bint Jbeil, vicino al confine con Israele. Un altro drone ha infine lanciato tre granate stordenti sulla localita' di Yater, anch'essa situata nel Libano meridionale.

Unifil: restrizioni alla libertà di movimento

Per parte sua, la missione della Forza di interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha denunciato impedimenti al proprio lavoro e "restrizioni alla libertà di movimento, tra cui percorsi bloccati a causa di barriere, detriti e altri ostacoli che hanno temporaneamente" ostruito il passaggio "a pattuglie essenziali e operazioni di sicurezza". Lo si  legge in un comunicato dell'Unifil, che tuttavia assicura la permanenza dei caschi blu nelle loro posizioni "per sostenere gli sforzi volti a mantenere la stabilità nel sud del Paese".

I colloqui in corso in Qatar

Quanto ai colloqui in corso l'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha incontrato i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha reso noto l'ufficio di Al thani, secondo il quale i tre hanno discusso, oltre che dello "stato di avanzamento dei negoziati" tra Stati Uniti e Iran, della situazione in Libano e dell' "importanza di consolidare il cessate-il-fuoco" nel Paese dopo l'accordo quadro raggiunto con Israele a Washington.

Onu: il Libano abbia autorità esclusiva sul suo territorio

La Nazioni Unite hanno intanto ribadito che il Libano deve avere autorità esclusiva sul suo territorio. Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ritiene che il riferimento per gli accordi che riguardano il Paese dei cedri siano quelli "stabiliti dal Consiglio di sicurezza, che chiedono al governo di avere il monopolio esclusivo dell'uso delle armi e l'autorità esclusiva sul proprio territorio", ha detto il portavoce, Stephane Dujarric, commentando la notizia secondo cui l'accordo tra Libano e Israele non prevede un ritiro immediato delle autorità israeliane dal Libano meridionale, ma parla di un "processo graduale subordinato al disarmo di Hezbollah".

Oim: il 40% degli sfollati tornati a casa

Nel frattempo, secondo l'Organizzazione internazionale per le Migrazioni (Oim), circa il 40% degli oltre un milione di sfollati a causa del conflitto con Israele sarebbe tornato nelle proprie aree di origine.

 

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02 luglio 2026, 10:30