Andy Burnham, proclamato leader del Partito laburista di maggioranza venerdì scorso, è il nuovo premier britannico Andy Burnham, proclamato leader del Partito laburista di maggioranza venerdì scorso, è il nuovo premier britannico  (ANSA)

Gran Bretagna, Burnham è il nuovo primo ministro

Cambio della guardia a Downing Street. Keir Starmer ha rassegnato le dimissioni nelle mani di re Carlo III a Buckingham Palace, dove Andy Burnham, proclamato leader del Partito laburista di maggioranza venerdì scorso, ha ricevuto l'incarico di formare il nuovo governo

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

"La Gran Bretagna deve mostrare al mondo che può ritrovare la sua stabilità, è questa la sfida che abbiamo davanti". Così Andy Burnham, 56enne nuovo premier laburista britannico, nel suo primo discorso a Downing Street, pronunciato interamente a braccio, dinanzi a una folla di familiari, alleati, funzionari ed esponenti di partito festanti, dopo aver accettato l’offerta del re a formare un nuovo governo. "Dobbiamo fare meglio di quanto è stato fatto negli ultimi anni e lo faremo", ha aggiunto, assicurando di avere "un piano" di lungo periodo, per migliorare il Paese nei prossimi 10 anni, e ribadendo di voler rendere più sostenibili le condizioni di “chi è in affanno”, con chiaro riferimento alle fasce più povere e vulnerabili della popolazione. Ha detto infatti che avrà come priorità "la cura delle persone", e tra le altre cose ha annunciato misure urgenti per ridurre il costo della vita e per costruire nuove case popolari, in modo da rendere gli alloggi più sostenibili. Altro annuncio, in un discorso che è parso breve ma già denso di impegni programmatici, è lo stanziamento da parte del governo di 360 milioni di sterline (un po’ più di 420 milioni di euro) per un programma di aiuto ai senzatetto.

Il sostegno dell'opposizione

Non si è fatta attendere la mano tesa da parte dell’opposizione decisa a sostenere Burnham in parlamento qualora presentasse un programma accettabile per ridurre la spesa per il welfare. Non solo. Dovrà tornare sulla decisione dei laburisti di non rilasciare nuove licenze per petrolio e gas e dovrà "escludere eventuali nuovi aumenti delle tasse". Un'indicazione su obiettivi e percorsi la darà anche la scelta dei ministri. Per il ruolo chiave di cancelliere dello scacchiere sono in lizza Ed Miliband, attuale ministro dell'Energia, e la sua collega dell'Interno, Shabana Mahmood, mentre Rachel Reeves potrebbe passare ad altro incarico. Secondo i media britannici, Miliband è il favorito per essere stato tra i primi a chiedere le dimissioni di Starmer e per avere lavorato come consigliere di Gordon Brown quando era premier. Tra le poche certezze, il ritorno di Angela Reyner. L'ex vicepremier, costretta alle dimissioni per polemiche legate al mutuo della sua casa, è indicata per i dicasteri di Salute o Istruzione, ma potrebbe voler tornare al suo vecchio incarico al ministero dell'Edilizia abitativa, delle Comunità e del Governo locale.

Il saluto di Starmer

L’ormai ex premier, prima di lasciare Downing Street e rassegnare le dimissioni nelle mani di re Carlo III, che le ha accettate, ha pronunciato un discorso di saluto alla nazione. "Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa". Poi il passaggio di consegne al compagno di partito Andy Burnham, proclamato leader del Labour al suo posto la settimana scorsa, al quale ha assicurato il “suo pieno sostegno”. Starmer ha voluto rivendicare di aver risollevato il suo partito in sei anni da leader, dopo una sconfitta "disastrosa" alle elezioni del 2019. E ha nuovamente difeso il suo record di due anni di governo, evocando, la reputazione "internazionale" che afferma di aver restituito al Regno Unito. Non è mancato un riferimento al sostegno all'Ucraina in guerra con la Russia e alla certezza che "la nostra grande nazione" continuerà a stare al fianco di Kiev. Sul fronte interno, ha parlato di un'economia tornata "a crescere", invocando l'unità come fattore decisivo per completare il rilancio del Paese e garantire più giustizia sociale e più opportunità a tutti. 

Gli auguri dei leader europei

Congratulazioni e auguri di buon lavoro al nuovo primo ministro Andy Burnham, il settimo dal referendum su Brexit, nel 2016, sono arrivate dall’ Italia, con un post su X di Giorgia Meloni, dal presidente francese Macron, dal premier spagnolo Sanchez. “Nei mesi e negli anni a venire, non vediamo l'ora di consolidare il forte slancio che abbiamo creato. Lavorando fianco a fianco, potremo rafforzare la nostra sicurezza comune, promuovere la prosperità e creare nuove opportunità per tutti i nostri cittadini", ha scritto, sempre su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. La nomina di Burnham a primo ministro era un atto formale scontato, dal momento che la scorsa settimana era stato eletto leader per partito Labourista, al posto di Starmer. Nel Regno Unito infatti il primo ministro è il leader del partito che ha vinto le ultime elezioni in questo caso, appunto, i Laburisti: se il partito cambia leader, cambia pure il premier. Fino a metà giugno Burnham era il sindaco dell’area metropolitana di Manchester. Poi però ha deciso di farsi rieleggere in parlamento proprio per sfidare la leadership di Starmer, in grave crisi.   

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20 luglio 2026, 16:41