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Sindh HIV outbreak raises healthcare concerns

Giornata mondiale contro l'epatite. L'Oms: oltre 285 milioni convivono con il virus

Vaccini, test e terapie esistono, ma ogni anno la malattia provoca 1,3 milioni di morti nel mondo. L’Organizzazione mondiale della sanità, in occasione dell’odierna giornata, chiede di abbattere le barriere all’accesso alle cure e rilancia l’obiettivo dell’eliminazione della malattia come minaccia per la salute pubblica entro il 2030, proponendo cinque strategie d’azione concrete

Bianca Tombini – Città del Vaticano

 “È uno scenario inaccettabile”. È quanto afferma l’Oms mettendo in evidenza i numeri legati ai decessi causati dall’epatite nel mondo. Una malattia che conta ogni anno quasi 2 milioni di nuove infezioni, con circa 1,3 milioni di morti. L’Oms ha diffuso pertanto una nota in cui richiama governi e sistemi sanitari a rafforzare gli interventi per contrastare la malattia. Secondo le stime infatti, nel 2024 oltre 285 milioni di persone convivevano con un’infezione cronica da virus dell’epatite B, che causa l’85% delle morti. Nonostante i progressi terapeutici, dal 2015 i decessi associati a questo virus sono aumentati del 17%, soprattutto a causa delle difficoltà nella diagnosi e nell’accesso ai trattamenti.

Lo stigma che impedisce l’accesso alle cure

 “Epatite: sconfiggiamola”, è lo slogan scelto dall’organizzazione Onu per l’edizione del 28 luglio 2026: un invito ad abbattere lo scoglio che impedisce a milioni di persone di accedere a prevenzione, test diagnostici e cure, come vaccini efficaci e terapie a lungo termine. Gli ostacoli al percorso di guarigione non sono solo le disuguaglianze e le carenze nei sistemi sanitari, ma anche la scarsa consapevolezza e lo stigma che si accompagna a questo tipo di infezioni. L'epatite è un'infiammazione del fegato e ne esistono diverse varianti (A, B, C, D, E). Alcune forme sono acute e si risolvono in breve tempo, mentre altre possono cronicizzare portando a complicazioni letali. I virus B e C si trasmettono attraverso il contatto con sangue infetto o altri fluidi biologici, le epatiti A ed E si diffondono invece attraverso alimenti o acqua contaminati e risultano più frequenti nei Paesi con bassi standard igienico-sanitari.

Lo screening come strategia contro il cancro

L’Istituto superiore di sanità ribadisce oggi l’importanza della prevenzione: “Grazie a vaccinazioni, screening e terapie antivirali, la mortalità correlata alle epatiti si è ridotta rispetto a dieci anni fa, ma per debellare la piaga della malattia una volta per tutte è necessario individuare le infezioni ancora non diagnosticate”. Molte persone infatti convivono con il virus per anni senza sintomi e scoprono la malattia solo quando il danno al fegato è ormai avanzato. “È fondamentale - ricorda l’Iss - aderire ai programmi di screening ed eseguire almeno una volta nella vita il test per l’epatite, cogliendo ogni occasione di diagnosi precoce. Eliminare le epatiti significa prevenire cirrosi, tumori del fegato, ricoveri e morti evitabili. La lotta contro queste infezioni è a tutti gli effetti una strategia di prevenzione oncologica”.

Cinque azioni concrete entro il 2030

“Nessuno dovrebbe morire per una malattia che oggi può essere prevenuta, diagnosticata e, in molti casi, curata", conclude l'agenzia delle Nazioni Unite. La campagna dell'Oms invita a tradurre le evidenze scientifiche in azioni concrete, con l’obiettivo di eliminare l’epatite come minaccia per la salute pubblica entro il 2030.  L'agenzia individua in tal senso cinque priorità di azione: sfruttare gli strumenti già disponibili - vaccini diagnosi, trattamenti e terapie a lungo termine - garantendone un'applicazione su larga scala ed equa; mettere le persone e le comunità al centro delle politiche e dei programmi di contrasto; assicurare a tutti un accesso equo ai servizi di prevenzione, diagnosi, trattamento e cura; integrare l'assistenza per l'epatite nei sistemi di assistenza primaria e di copertura sanitaria universale; infine, sostenere ricerca e innovazione per trasformare le conoscenze scientifiche in interventi sempre più efficaci.

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28 luglio 2026, 14:56