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La sede della Corte penale internazionale all'Aia La sede della Corte penale internazionale all'Aia

Non c’è pace senza giustizia. Il 17 luglio la Giornata per il diritto penale internazionale

Simbolo concreto di una scelta di civiltà giuridica, cade in questa data la Giornata mondiale della giustizia penale internazionale istituita nel 2010 dagli Stati firmatari dello Statuto di Roma, atto fondativo della Corte penale internazionale. Ricardo Noury, portavoce per l’Italia di Amnesty International: "Ogni pace senza giustizia è una pace ingiusta e segnata dall'impunità”

Bianca Tombini – Città del Vaticano

In un panorama globale lacerato da conflitti e violazioni sistematiche dei diritti umani la Giornata mondiale della giustizia internazionale rappresenta ormai da 16 anni una piccola fiamma di speranza. Fortemente voluta dai 124 Stati che riconoscono la legittimità e l’operato della Corte penale internazionale, questa ricorrenza ha lo scopo di diffondere i principi della giustizia e di un sistema di cooperazione teso a sanzionare e reprimere i peggiori crimini contro l’umanità.

Un ordine mondiale basato sulla giustizia

Per Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International - Italia, Giornata mondiale della giustizia penale internazionale assume il valore di un vero e proprio avamposto di civiltà: "Potremmo definirla ormai un simbolo di resistenza agli attacchi che sta subendo il diritto penale internazionale, in particolare la sua espressione più avanzata, ossia la Corte Penale Internazionale: un gioiello che la comunità degli Stati si è data a livello globale per sconfiggere l'impunità”. L'accertamento delle responsabilità individuali per i crimini più efferati - genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità - è possibile, ribadisce Noury, solo grazie all’operato delle istituzioni del sistema di giustizia internazionale, guardiane di un ordine mondiale fondato sulla centralità e sulla tutela delle vittime.

Ascolta l'intervista a Riccardo Noury

Il sostegno dell'Unione Europea

A riaffermare il pieno sostegno politico e giuridico al sistema del diritto penale internazionale è stata anche l’Unione Europea, che per voce della vicepresidente della Commissione, Kaja Kallas, ha definito la Corte penale internazionale come "la pietra angolare del sistema di giustizia penale internazionale". "La responsabilità è un elemento indispensabile per la giustizia, per prevenire future atrocità e per una pace duratura.”, ha dichiarato Kallas, concludendo che “l'indipendenza, l'imparzialità e il funzionamento efficace della Corte penale internazionale devono essere preservati e tutelati da ogni interferenza".

Il nodo della cooperazione tra gli Stati

L'efficacia sul campo della giustizia internazionale, tuttavia, si scontra quotidianamente con il limite strutturale delle riluttanze degli Stati sovrani. "La Corte ha un grado di efficacia e di efficienza basato sulla cooperazione e sulla collaborazione che le offrono i governi", spiega Noury. "Il compito dei 124 Stati parte è quello di rafforzarla e tenere accesa questa fiammella di speranza". Le inadempienze purtroppo non mancano, ma esistono anche esempi virtuosi in cui la cooperazione ha i suoi frutti.

Le radici storiche e il futuro della diplomazia

L'efficacia e la legittimità delle odierne istituzioni poggiano sulla fondamentale importanza storica dei tribunali internazionali ad hoc. Esperienze come il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia e quello per il Ruanda - istituiti negli anni '90 - hanno dimostrato che la comunità internazionale può tradurre i principi di giustizia in azioni tangibili. Il nesso tra giustizia e pace si riflette sull’essenza stessa della diplomazia contemporanea. "Non c’è pace senza giustizia", conclude il portavoce di Amnesty. "Ogni pace senza giustizia è una pace ingiusta e segnata dall'impunità”. La collaborazione al funzionamento della giustizia internazionale va dunque considerata una scelta strategica per la costruzione di un futuro di pace sostenibile. In questo senso, difendere l’indipendenza dei tribunali internazionali significa salvare la dignità umana dalle conseguenze dell’uso indiscriminato della forza.

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17 luglio 2026, 16:12